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Vivian Maier. A colori

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La mostra Vivian Maier. A colori, a Forma Meravigli

 

Senza dubbio, Vivian Maier può essere considerata una delle prime poetesse della contemporanea fotografia a colori. Joel Meyerowitz

A Forma Meravigli Milano arriva la mostra Vivian Maier. A colori, dal 24 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020.
La mostra, curata da Alessandra Mauro, è realizzata in collaborazione con la Howard Greenberg Gallery di New York. Forma Meravigli è una iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.
Per la prima volta in mostra una selezione finora inedita di fotografie a colori della ormai celeberrima “tata fotografa”, molte delle quali inedite, che raccontano il quotidiano americano tra gli anni Cinquanta e la metà dei Settanta. L’ironia, il calore umano, il paesaggio urbano, i ritratti, i bambini: Maier ha il dono di essere l’obiettivo invisibile per le strade di Chicago e New York, componendo un racconto che ha il carattere di una rivelazione.

 

VIVIAN MAIER. A COLORI
24 ottobre 2019 – 19 gennaio 2020
A cura di Alessandra Mauro
Forma Meravigli Milano

Foto via formafoto

VIVIAN MAIER. Street photographer: in mostra al Castello Visconteo di Pavia 

VIVIAN MAIER. Street photographer

Le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia rendono omaggio a Vivian Maier.
La rassegna, curata da Anne Morin e da Piero Francesco Pozzi, promossa dalla Fondazione Teatro Fraschini e dal Comune di Pavia – Settore Cultura, Turismo, Istruzione, Politiche giovanili, prodotta e organizzata da ViDi, in collaborazione con diChroma photography, John Maloof Collection, Howard Greenberg Gallery, New York, propone un percorso di oltre cento fotografie in bianco e nero e a colori, e pellicole super 8 mm.

Le fotografie di Vivian Maier 

Quando nel 1987 la rock band irlandese degli U2 pubblicò la canzone “Where the Streets Have No Name”, cantando e suonando contro l’anonimato delle società divise e di divisione, in cui l’indirizzo di una persona, l’accento, il colore della pelle, il sesso, lo stato mentale o l’abbigliamento potevano determinare, in base alla nostra valutazione, la sua vita e le sue conquiste personali, una fotografa di strada ancora sconosciuta stava scattando a Chicago quelle che probabilmente sarebbero state le ultime immagini di una costante e produttiva documentazione.
Ma Vivian Maier iniziò circa 35 anni prima, con la sua Rolleiflex per le strade di New York – da autodidatta, con grande talento, spinta e persistenza – fotografando le persone e le strade come icone istantanee. Il suo lavoro può essere affiancato a quello dei grandi fotografi di strada del ventesimo secolo, molte delle sue immagini infatti ricordano fotografie che abbiamo visto da Lewis Hine, Ilse Bing, Lisette Model, Dorothea Lange, August Sander, Robert Frank, Helen Levitt, Louis Faurer, Diane Arbus, Weegee, Lee Friedlander, o Joel Meyerowitz, per nominarne alcuni. Lei sembra averli incanalati tutti, anche coloro che sono stati da lei preceduti, in quello che la critica del New York Times Roberta Smith chiama “un rigore quasi enciclopedico” nel riassumere “la storia della fotografia di strada del 20° secolo”.
L’esposizione offre la possibilità di scoprire e riscoprire una grandissima fotografa che con le sue immagini racconta la vita americana della seconda metà del XX secolo.
Per tutta la durata della mostra una serie di incontri ed eventi permetteranno ai visitatori di approfondire l’opera di Vivian Maier e la storia della fotografia.

VIVIAN MAIER. Street photographer
Pavia, Scuderie del Castello Visconteo, viale XI Febbraio, 35
Fino al 5 maggio 2019
Dal martedì al venerdì: 10.00-13.00/14.00-18.00
Sabato, domenica e festivi: 10.00 – 19.00
Informazioni e prenotazioni
Tel. 02.36638600
info@scuderiepavia.com
http://www.scuderiepavia.com/

 

Immagini in evidenza Vivian Maier, At the Balaban & Katz United Artists Theatre, Chicago, IL, 1961. ©Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York.

Vivian Maier: la tata fotografa in mostra a Pavia

VIVIAN MAIER. Street photographer

Le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia rendono omaggio a Vivian Maier.
La rassegna, curata da Anne Morin e da Piero Francesco Pozzi, promossa dalla Fondazione Teatro Fraschini e dal Comune di Pavia – Settore Cultura, Turismo, Istruzione, Politiche giovanili, prodotta e organizzata da ViDi, in collaborazione con diChroma photography, John Maloof Collection, Howard Greenberg Gallery, New York, propone un percorso di oltre cento fotografie in bianco e nero e a colori, e pellicole super 8 mm.

Le fotografie di Vivian Maier 

Quando nel 1987 la rock band irlandese degli U2 pubblicò la canzone “Where the Streets Have No Name”, cantando e suonando contro l’anonimato delle società divise e di divisione, in cui l’indirizzo di una persona, l’accento, il colore della pelle, il sesso, lo stato mentale o l’abbigliamento potevano determinare, in base alla nostra valutazione, la sua vita e le sue conquiste personali, una fotografa di strada ancora sconosciuta stava scattando a Chicago quelle che probabilmente sarebbero state le ultime immagini di una costante e produttiva documentazione.
Ma Vivian Maier iniziò circa 35 anni prima, con la sua Rolleiflex per le strade di New York – da autodidatta, con grande talento, spinta e persistenza – fotografando le persone e le strade come icone istantanee. Il suo lavoro può essere affiancato a quello dei grandi fotografi di strada del ventesimo secolo, molte delle sue immagini infatti ricordano fotografie che abbiamo visto da Lewis Hine, Ilse Bing, Lisette Model, Dorothea Lange, August Sander, Robert Frank, Helen Levitt, Louis Faurer, Diane Arbus, Weegee, Lee Friedlander, o Joel Meyerowitz, per nominarne alcuni. Lei sembra averli incanalati tutti, anche coloro che sono stati da lei preceduti, in quello che la critica del New York Times Roberta Smith chiama “un rigore quasi enciclopedico” nel riassumere “la storia della fotografia di strada del 20° secolo”.
L’esposizione offre la possibilità di scoprire e riscoprire una grandissima fotografa che con le sue immagini racconta la vita americana della seconda metà del XX secolo.
Per tutta la durata della mostra una serie di incontri ed eventi permetteranno ai visitatori di approfondire l’opera di Vivian Maier e la storia della fotografia.

VIVIAN MAIER. Street photographer
Pavia, Scuderie del Castello Visconteo, viale XI Febbraio, 35
Fino al 5 maggio 2019
Dal martedì al venerdì: 10.00-13.00/14.00-18.00
Sabato, domenica e festivi: 10.00 – 19.00
Informazioni e prenotazioni
Tel. 02.36638600
info@scuderiepavia.com
http://www.scuderiepavia.com/

 

Immagini in evidenza Vivian Maier, At the Balaban & Katz United Artists Theatre, Chicago, IL, 1961. ©Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York.

Vivian Maier all’Arengario di Monza | 8 ottobre – 8 gennaio 2017

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Vivian Maier all’Arengario di Monza

VIVIAN MAIER. Nelle sue mani

L’esposizione presenta oltre 100 immagini dell’artista newyorkese, tra le maggiori esponenti della street photography


Image

Dall’8 ottobre 2016 all’8 gennaio 2017, l’Arengario di Monza ospita la mostra Vivian Maier. Nelle sue mani, curata da Anne Morin, promossa dal Comune di Monza, prodotta e organizzata da ViDi, in collaborazione con diChroma Chroma photography, John Maloof Collection, Howard Greenberg Gallery, New York, realizzata con la consulenza scientifica di Piero Pozzi.

Dopo il grande successo della rassegna dedicata a Robert Doisneau, l’Arengario si conferma come un importante contenitore consacrato alla fotografia e ai suoi maggiori protagonisti e si apre alle opere di una singolare e affascinante figura di artista, recentemente ritrovata e definita una delle massime esponenti della cosiddetta street photography.

Nata a New York da madre francese e padre austriaco, Vivian Maier (1926-2009)  trascorre la maggior parte della sua giovinezza in Francia, dove comincia a scattare le prime fotografie utilizzando una modesta Kodak Brownie. Nel 1951 torna a vivere negli Stati Uniti e inizia a lavorare come tata per diverse famiglie. Una professione che manterrà per tutta la vita e che, a causa dell’instabilità economica e abitativa, condizionerà alcune scelte importanti della sua produzione fotografica. Fotografa per vocazione, Vivian non esce mai di casa senza la macchina fotografica al collo e scatta compulsivamente con la sua Rolleiflex accumulando una quantità di rullini così numerosa da non riuscire a svilupparli tutti.

Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni del nuovo millennio, cercando di sopravvivere, senza fissa dimora e in gravi difficoltà economiche, Vivian vede i suoi negativi andare all’asta a causa di un mancato pagamento alla compagnia dove li aveva immagazzinati. Parte del materiale viene acquistato nel 2007 da John Maloof, un agente immobiliare, che, affascinato da questa misteriosa fotografa, inizia a cercare i suoi lavori dando vita a un archivio di oltre 120.000 negativi. Un vero e proprio tesoro che ha permesso al grande pubblico di scoprire in seguito l’affascinante vicenda della ‘bambinaia-fotografa’.

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Self-Portrait, Undated © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

La mostra nasce dal desiderio di rendere omaggio a questa straordinaria artista che mentre era in vita ha realizzato un numero impressionante di fotografie senza farle mai vedere a nessuno, come se volesse conservarle gelosamente per se stessa.

Attraverso un racconto per immagini composto da oltre cento fotografie – in maggior parte mai esposte prima in Italia – in bianco e nero e a colori, oltre che da pellicole super 8 mm, il percorso espositivo descrive Vivian Maier da vicino, lasciando che siano le opere stesse a sottolineare gli aspetti più intimi e personali della sua produzione.

Con uno spirito curioso e una particolare attenzione ai dettagli, Vivian ritrae le strade di New York e Chicago, i suoi abitanti, i bambini, gli animali, gli oggetti abbandonati, i graffiti, i giornali e tutto ciò che le scorre davanti agli occhi. Il suo lavoro mostra il bisogno di salvare la “realtà” delle cose trovate nei bidoni della spazzatura o buttate sul marciapiede. Pur lavorando nei quartieri borghesi, dai suoi scatti emerge un certo fascino verso ciò che è lasciato da parte, essere umano o no, e un’affinità emotiva nei confronti di chi lotta per rimanere a galla.

All’Arengario non mancano i celebri autoritratti in cui il suo sguardo severo riflette negli specchi, nelle vetrine e la sua lunga ombra invade l’obiettivo quasi come se volesse finalmente presentarsi al pubblico che non ha mai voluto o potuto incontrare.

L’esposizione offre quindi, la possibilità di scoprire una straordinaria fotografa che con le sue immagini profonde e mai banali racconta uno spaccato originale sulla vita americana della seconda metà del Ventesimo Secolo.

Per tutta la durata della mostra una serie di incontri ed eventi gratuiti, a cura di Piero Pozzi – fotografo e docente di fotografia presso il Politecnico di Milano, Facoltà del Design – permetteranno ai visitatori di approfondire l’opera di Vivian Maier e la storia della fotografia.

Luogo

Arengario di Monza, Piazza Roma – 20090 Monza

Date

8 ottobre 2016 – 8 gennaio 2017

A cura di

Anne Morin

Orari

Lunedì chiuso, Da martedì a venerdì: 10.00-13.00 / 14.00-19.00, Sabato, domenica e festivi: 10.00-20.00

Biglietti

Intero: 9,00 euro

Ridotto: 7,00 euro

Audioguide incluse nel prezzo

Scuole:5,00 euro

Informazioni

www.arengariomonzafoto.com

Tel. + 39 039 329541

Tel. +39 02 36638600

Mostre 2020: ecco quelle da non perdere

Olivo Barbieri, Elliott Erwitt, Man Ray, Letizia Battaglia, il 2020 è già ricco di mostre dedicate ai grandi della fotografia. Ecco tutti gli appuntamenti italiani da non perdere!

Milano

Letizia Battaglia – Storie di Strada

Fino al 19 gennaio – Palazzo Reale

Dal 5 dicembre al 19 gennaio, le fotografie di Letizia Battaglia sono in mostra raccolte in una grande retrospettiva dal titolo Storie di strada che ricostruisce per tappe e temi il percorso personale e artistico della fotografa siciliana.

Tutte le info qui.

Vivian Maier – A colori

Fino al 19 gennaio – Forma Meravigli

Per la prima volta in mostra una selezione finora inedita di fotografie a colori della ormai celeberrima “tata fotografa”, molte delle quali inedite, che raccontano il quotidiano americano tra gli anni Cinquanta e la metà dei Settanta.

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Milano anni 60

Fino al 9 febbraio – Palazzo Morando

L’esposizione ripercorre la storia di un decennio irripetibile che ha consacrato il capoluogo lombardo come una delle capitali mondiali della creatività in grado di assumere il ruolo di guida morale ed economica del Paese.

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Rankin  –  From Portraiture to Fashion

Fino al 24 Febbraio – Galleria 29 Arts in progress

La mostra Rankin. From Potraiture to Fashion è stata pensata come un vero e proprio tour nell’archivio fotografico di John Rankin Waddel con l’obiettivo di dare visibilità non solo ai suoi lavori più iconici, ma anche alle sue opere più concettuali.

Tutte le info qui.

Elliott Erwitt – Family

Fino al 15 marzo – Mudec

Sessanta scatti scelti dal grande fotografo americano Elliott Erwitt – con la curatrice Biba Giacchetti – tra i più rappresentativi della sua lunghissima carriera. Filo conduttore è la “famiglia”, concetto in grado di unire ma anche di dividere, che Erwitt indaga nei suoi aspetti più intimi o nel suo volto “pubblico”, accostando istanti di vita dei potenti della terra, come Jackie al funerale di JFK, scene privatissime, come la foto della bambina neonata sul letto, che poi è Ellen, la sua primogenita.

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Margaret Bourke-White e Dorothea Lange – Ricevere l’avvenimento. Due donne nei tornanti della storia

Dal 16 gennaio al 15 marzo – Centro Culturale di Milano

Il Centro Culturale di Milano in collaborazione con l’Assessorato Cultura del Comune di Milano –nell’ambito del Palinsesto del Comune I talenti delle donne che coinvolgerà tutta la città da gennaio a giugno 2020 – con il Patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America di Milano, organizza nella propria Sala esposizioni (Largo Corsia dei Servi, 4 Milano) la grande mostra fotografica dedicata a due straordinarie artiste che, attraverso preziosi scatti, hanno saputo restituire vicende storiche del XX secolo, sorprendenti e di assoluto significato. La mostra composta da 75 scatti in bianco e nero è ideata da Camillo Fornasieri, direttore del Centro Culturale di Milano e curata da Angela Madesani, docente allo IED e a Brera, oltre che autrice per Art Tribune.

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Torino

Man Ray – Le seduzioni della fotografia

Fino al 19 gennaio – CAMERA, Centro Italiano per la Fotografia-Torino

Racchiuderà circa duecento fotografie, realizzate da Man Ray a partire dagli anni Venti fino alla morte (avvenuta nel 1976), tutte dedicate a un preciso soggetto, la donna, fonte di ispirazione primaria dell’intera sua poetica, proprio nella sua declinazione fotografica.

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Aosta

Olivo Barbieri – Mountains and Parks

Fino al 19 aprile – Centro Saint-Bénin di Aosta
Sono oltre 50 i lavori esposti in un percorso ventennaleche comprende, tra le altre, una serie di grandi immagini fotografiche inedite sulle montagne della Valle d’Aosta realizzate per l’occasione. Ideato per il Centro Saint-Bénin di Aosta,Mountains and Parks propone l’indagine di Olivo Barbieri sui parchi naturali, siano essi le Alpi, le Dolomiti, Capri rivisitata con i colori della memoria o le cascate più importanti del pianeta che, come afferma l’artista, “sopravvivono intatte ad uso del turismo o come luoghi fisici museali dove ammirare come potrebbe essere una natura incontaminata”

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Venezia

Ferdinando Scianna – Viaggio Racconto Memoria

Fino al 2 febbraio- Casa dei tre oci

La grande antologica racconta, attraverso 180 opere, oltre cinquant’anni di carriera di uno dei maestri della fotografia contemporanea. Per l’occasione, verrà esposta una serie d’immagini di moda che Scianna ha realizzato a Venezia, testimonianza del suo forte legame con la città lagunare.

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Roma

Gianni Berengo Gardin – Tutto il fascino di Roma

Fino al 12 Gennaio – Casale di Santa Maria Nova
L’esposizione è un sorprendente affresco dell’evoluzione e delle contraddizioni della città. Un ritratto complessivo capace di cogliere nei dettagli, nei gesti e negli sguardi dei romani quella franchezza aperta e sfacciata che li contraddistingue. Poesia e bellezza, forza e violenza, architettura storica e trasformazione delle periferie tessono un racconto denso di emozione. Il paesaggio umano e il racconto sulle persone di Berengo Gardin, che non dimentica mai i luoghi, ben si iscrive nel sito prescelto per questo omaggio a Roma: la tenuta di Santa Maria Nova.

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Inge Morath – La Vita. La fotografia

 

Fino al 19 gennaio – Museo di Trastevere

Curata da Marco Muniz, Brigitte Blum – Kaindl, Kurt Kaindl, la retrospettiva si sviluppa in 12 sezioni che ripercorrono tutte le principali esperienze professionali e umane della fotografa. Tra le oltre 140 fotografie e decine di documenti originali presenti, compaiono anche immagini realizzate da grandi maestri come Henri Cartier-Bresson e Yul Brinner, che ritraggono Inge Morath in diversi momenti della sua carriera.

Tutte le info qui.

La mostra con gli scatti segreti della Tata Fotografa

Vivian Maier – In her own hands, è la nuova mostra fotografica con gli scatti segreti di Vivian Maier, scoperti solo dopo la morte della fotografa. La mostra sarà ospitata a Torino alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, fino al 12 gennaio 2020.
L’esposizione è organizzata da Next Exhibition, e racconta la vita della grande mela osservata dalla prospettiva di Vivian Maier; occhi capaci di carpire l’essenza nascosta di un momento preciso spesso insolito.

Il percorso espositivo

Il percorso si articola in cinque sezioni: Città, Dettagli, Ritratti, Frames, Selfportrait/colori. La mostra racconta la vita quotidiana popolare della grande mela osservata dalla prospettiva insolita ed eccentrica di Vivian Maier, una tata con la passione spasmodica per la fotografia. Un occhio, quello della Maier, capace di carpire l’essenza nascosta di un’intenzione di un’emozione fuggevole di un momento preciso spesso insolito. Un occhio ancora poco conosciuto poiché scoperto solo di recente: Vivian Maier infatti non mostrava i propri scatti a nessuno come fosse una questione privata in un mondo intimo, segreto e nascosto. La mostra racconta tutto questo con circa 100 scatti inediti che ci faranno scoprire lo stile particolare di questa fotografa. L’esposizione Vivian Maier. In her own hands alla Palazzina di Caccia di Stupinigi sarà completa da un’area didattica dove i visitatori potranno approfondire varie tematiche relative alla fotografia, alla composizione dell’immagine e soprattutto della componente artistica dell’atto fotografico creativo. Ci sarà spazio inoltre per approfondimenti tematici didattici, curati da un team di esperti e mirati alla comprensione del mondo di Vivian Maier e di quello fotografico.

Piero Pozzi all’Arengario di Monza: Storie di Autoritratti | 15/12 ore 17.15

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ARENGARIO DI MONZA

GIOVEDÌ 15 DICEMBRE 2016, ORE 17.15

LA CONFERENZA DI PIERO POZZI

STORIE DI AUTORITRATTI


Proseguono le iniziative collaterali legate alla mostra Vivian Maier. Nelle sue mani, in corso fino all’8 gennaio 2017, all’Arengario di Monza.


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Il prossimo appuntamento è in programma all’Arengario di Monza, giovedì 15 dicembre, ore 17.15. 
Protagonista sarà Piero Pozzi, docente al Politecnico di Milano, che approfondirà alcune delle questioni che caratterizzano il linguaggio e la storia della fotografia stessa, trasformando così la mostra in un’occasione per un’ulteriore confronto e crescita culturale.

Nella prima parte della conferenza, dal titolo Storie di autoritratti, si ripercorrerà la presenza dell’autore dentro la scena, da Diego Vélazquez a Ugo Mulas. Quindi, si analizzerà la nuova epoca, ovvero da quella dell’autoscatto con la fotocamera analogica sul cavalletto per una fruizione personale e privata a quella del selfie, condiviso in tempo reale sui social media.

All’incontro si accede con il biglietto d’ingresso alla mostra, senza prenotazione fino ad esaurimento posti.La mostra Vivian Maier. Nelle sue mani è curata da Anne Morin, promossa dal Comune di Monza, prodotta e organizzata da ViDi, in collaborazione con diChroma photography, John Maloof Collection, Howard Greenberg Gallery, New York, realizzata con la consulenza scientifica di Piero Pozzi.

La rassegna nasce dal desiderio di rendere omaggio a questa straordinaria artista che mentre era in vita ha realizzato un numero impressionante di fotografie senza farle mai vedere a nessuno, come se volesse conservarle gelosamente per se stessa.

Attraverso un racconto per immagini composto da oltre cento fotografie – in maggior parte mai esposte prima in Italia – in bianco e nero e a colori, oltre che da pellicole super 8 mm, il percorso espositivo descrive Vivian Maier da vicino, lasciando che siano le opere stesse a sottolineare gli aspetti più intimi e personali della sua produzione.

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