Author

Anna Smith

Anna Smith has 10 articles published.

Anna Smith
Web Manager

Astrofotografia in città: come ottenere scatti al top

Astrofotografia in città

È  ormai noto, soprattutto tra gli astrofili più esperti, che il segreto per ottenere buoni risultati in ambito astrofotografico è avere a disposizione un cielo buio. Questo è l’aspetto determinante, indipendentemente dal fatto di possedere una strumentazione entry level o particolarmente sofisticata. Infatti, se il cielo è fortemente illuminato dalle luci artificiali delle città, i risultati saranno ben scarsi. Tuttavia, esiste la possibilità di divertirsi con le riprese astronomiche anche in luoghi che presentano un moderato inquinamento luminoso, senza necessariamente percorrere molti chilometri alla ricerca di zone di montagna lontane dalla civiltà e completamente avvolte dal buio della notte. Non solo luna e pianeti, stelle doppie e ammassi globulari si prestano alla ripresa dalla città, ma grazie all’aiuto di alcuni filtri detti interferenziali è possibile ridurre il disturbo dato dalle luci parassite.

Ecco i filtri selezionati da noi:


  • FILTRO NEBULARE L-PRO CCD CLIP EOS

  • Il Nostro Voto


  • 195 €

  • FILTRO EOS CLIP CLS TECNOSKY


  • Il Nostro Voto


  • 99 €

Astrofotografia in città: come scegliere la location

Il primo requisito è sempre la location, che va scelta in base all’oggetto da riprendere: il balcone di casa è perfetto per luna e pianeti e, se non si vive in una grande metropoli (come il centro di Milano, Roma o Firenze), non tutti i soggetti deep sky sono preclusi. Se invece si desidera catturare uno scorcio di universo più celato, basterà spostarsi in zone adiacenti alla città, ma meno illuminate. Potete utilizzare il tool light pollution map per controllare le zone vicine a voi. Per esempio, sono indicate le aree di campagna o gli hinterland intorno alle metropoli. Una volta giunti sul posto, dovrete eseguire le consuete operazioni di stazionamento del vostro setup con le indicazioni riportate in questo articolo, quindi la sessione di ripresa può avere inizio. Trattandosi di un cielo compromesso dall’inquinamento luminoso, i tempi di scatto dovranno essere più brevi rispetto a un cielo completamente buio: sarà l’istogramma a venirvi in aiuto, indicandovi i corretti tempi di posa per evitare di saturare il sensore.

Alcuni esempi di fotografie astronomiche scattate in città

Luna ripresa da Vimodrone (MI) con Newton Skywatcher 200/1000 e Canon EOS 550 D. Fotografia di Riccardo Crescimbeni
Nebulosa Velo ripresa da Viterbo con Newton Skywatcher 200/800 e Canon EOD 450 D. Fotografia di Paolo Zampolini
Saturno ripreso da Truccazzano (MI) con Newton Skywatcher 200/1000 e Canon EOS 550 D in proiezione dell’oculare. Fotografia di Riccardo Crescimbeni
Luna ripresa da Truccazzano (MI) ripresa con Celestron C8 Orange e Huawai Mate 10 lite tramite adattatore smartphone. Fotografia di Roberto Mottana.

Potete trovare gli adattatori perfetti per qualsiasi modello cliccando qui.

 

Invitiamo tutti i fotografi e astrofili a partecipare al nostro Contest dedicato all’astrofotografia. Inviate da 1 a 3 fotografie astronomiche realizzate con qualsiasi setup astronomico abbiate a disposizione e le caricheremo sul nostro portale. Le immagini più belle saranno selezionate da una giuria specializzata e pubblicate sulle riviste di Sprea Editori. Partecipate al Contest cliccando qui.

A cura di Anna Smith e Riccardo Crescimbeni

ASTROFOTOGRAFIA: intervista a Davide Dal Prato

Davide Dal Prato si avvicina al mondo dell’astronomia all’età di sei anni, dedicando la sua vita a questa disciplina, ottenendo risultati sbalorditivi. Oggi è il Direttore Operativo della Torre del Sole, un Osservatorio Astronomico e Solare a Brembate Sopra, in provincia di Bergamo. La mission del centro è di diffondere le scienze astronomiche nelle loro mille e affascinanti sfumature, sensibilizzando il pubblico ad alzare lo sguardo verso la volta celeste e farsi catturare dalle meraviglie scintillanti che l’Universo cela ai nostri occhi.

Intervista a Davide Dal Prato

Davide, sei stato protagonista della creazione dell’osservatorio astronomico a Ganda di Aviatico e dell’osservatorio della Torre del Sole. Da dove nasce questo desiderio che ti ha portato a realizzare progetti così importanti?
Quando ero ragazzino non esistevano risorse come i social o le associazioni, la mia generazione era obbligata a farsi una cultura privata avendo meno mezzi a disposizione. Poi fortunatamente è esploso il fenomeno delle associazioni astrofili e dei circoli, e anche io sono entrato a far parte del Circolo Astrofili Bergamaschi. All’inizio, negli anni Settanta, non c’erano telescopi che era possibile comprare con la facilità di oggi, quindi si andava da quei due o tre amici che avevano la fortuna di possederne uno e si passava la notte a casa loro. Quando l’associazione ha cominciato a crescere, è emerso il desiderio di avere un cosiddetto telescopio sociale, un osservatorio tutto nostro. Avevamo passato tanti anni a caricare il telescopio in macchina, a fare chilometri, a prendere freddo e a montare e smontare tutta la strumentazione ogni volta: da qui è nata l’idea di un osservatorio stabilmente attrezzato, comodo per tutti. Abbiamo deciso di fare un tentativo, con la speranza che qualche politico ci desse una mano. L’inizio è stato molto faticoso, ma poi invece è nato l’osservatorio di Ganda di Aviatico, perché il comune mise a disposizione un terreno e lì si è avverato il nostro primo sogno, che abbiamo portato avanti con le risorse e la passione di pochi appassionati. Io sono stato presidente del Circolo Astrofili Bergamaschi per 25 anni, ma poi quando è stato deciso di costruire la Torre del Sole ho dovuto fare una scelta e dedicarmi unicamente al nuovo progetto. Oggi l’Osservatorio di Ganda di Aviatico è gestito da nuove persone, soprattutto donne e ragazze molto appassionate. Una di queste è proprio mia moglie.
Le storie di come è nata la Torre del Sole sono due: la prima racconta che bisognava demolire il vecchio acquedotto che si trovava qui e invece poi si è pensato che sarebbe stato meglio trasformarlo in qualche altra cosa. La seconda invece parla di come l’eco del nostro piccolo successo dell’Osservatorio di Ganda arrivò al sindaco di Brembate e di come ne fu entusiasta. Chiesero a me di fare un primo disegno sull’organizzazione tecnica della struttura con le varie aree che vedete oggi. Ho partecipato attivamente alla costruzione dell’osservatorio, mi recavo in cantiere tutte le mattine a dare una mano e per controllare l’andamento dei lavori. Dopodiché, mi hanno lasciato la direzione. È nato tutto dal desiderio di condividere e diffondere una scienza così appassionante come l’astronomia a bambini, ragazzi e adulti.

Quali sono stati i tuoi maggiori risultati nell’ambito della ricerca scientifica?
Mi sono occupato di poche cose, ma ho cercato di metterci tutta l’anima. Sotto la guida di Adriano Gaspani, che oggi è una persona molto famosa per via delle ricerche di archeoastronomia che ha condotto, sono stato introdotto allo studio delle stelle variabili, ossia il fenomeno che prende in esame due stelle che ruotano reciprocamente una intorno all’altra e ogni tanto, quando la prima passa davanti alla seconda, noi la vediamo su un’unica direzione osservativa e quindi la loro luce si eclissa. In altre parole, due stelle allineate fanno meno luce di due stelle vicine, quindi dall’analisi della curva di luce si capiscono molte cose, come la massa delle stelle, la distanza, i periodi e così via. 
Prima osservavo e conducevo i miei studi da solo, poi sono entrato nel Gruppo Europeo di Osservazione Stellare. Lì ho ottenuto negli anni Ottanta il record mondiale di osservazioni con 81.000 stime in un anno, ancora oggi imbattuto. Poi in un secondo momento mi sono dedicato all’osservazione del Sole. Osservare il Sole è decisamente più comodo, perché c’è di giorno e lo puoi osservare ovunque tu sia, senza preoccuparsi dell’inquinamento luminoso, senza fare chilometri per cercare un posto buio come per l’astronomia notturna. Inoltre, servono strumenti modesti. Ho dedicato quindici anni della mia vita alle riprese e ai disegni delle macchie solari. Ne ho fatti circa 15.000 in totale. Sono stato anche responsabile della Sezione Sole del UAI (Unione Astrofili Italiani), dal 1981 al 1985. Ritiravo i dati degli osservatori in Italia, li elaboravo, mediavo tutte le stime e facevo i disegni. Richiedeva moltissimo tempo, che oggi purtroppo non ho più.

Vuoi dare un consiglio a chi desidera avvicinarsi all’astronomia e all’astrofotografia?
Avvicinarsi all’astronomia oggi è molto facile. È possibile trovare moltissimo materiale online o cartaceo, che non esisteva durante gli anni della mia formazione. Oggi si è continuamente connessi con tutto il mondo e ricevere le informazioni è immediato. Il mio consiglio è di non fare tutto da soli, ma di trovare degli amici, degli appassionati con cui condividere questo interesse, perché è solo misurandosi, scambiandosi informazioni e trasmettendo la propria passione che si riesce a crescere. Bisogna piantare i semi che poi germoglieranno in grandi cose.

Sei un astrofilo? La tua passione è immortalare il profondo cielo e i corpi celesti? Partecipa al nostro contest di astrofotografia! Scopri come cliccando qui.

Fotografia astronomica: App e tool per collegare il telescopio allo smartphone

La fotografia notturna sta prendendo sempre più piede grazie alla possibilità di dar vita a immagini spettacolari. Molto spesso, quindi, capita di cercare consigli e suggerimenti su come adoperare al meglio il proprio smartphone per immortalare il profondo cielo: oggi, infatti, il mercato offre modelli sempre più sensibili a condizioni di scarsa illuminazione. Ovviamente il dispositivo, per quanto sia dotato di una fotocamera eccellente, dovrà essere collegato a un telescopio, a sua volta provvisto di un’ottica adeguata per la ripresa di stelle, nebulose e corpi celesti molto lontani dalla Terra. Per questo motivo, dovete munirvi di un apposito accessorio per collegare lo smartphone al telescopio, con soluzioni che vanno da 10 euro fino a 80 euro.


  • Seben Adattatore Universale Smartphone

  • Il Nostro Voto


  • 15 €

  • Celestron NeXYZ Adattatore Fotografico Smartphone


  • Il Nostro Voto


  • 47 €

Una volta collegato lo smartphone al vostro telescopio è necessario ricordare che questo non farà tutto da solo: dovrete giocare con le vostre abilità fotografiche e regolare tempo di esposizione e ISO in base al risultato che sperate di ottenere. Per esempio, per la Luna dovrete utilizzare tempi molto brevi, poiché si tratta di un soggetto particolarmente luminoso. Invece, per i corpi celesti con un’illuminazione più debole come Giove o Saturno sarà necessario destreggiarsi con ISO più elevati e tempi di esposizione un po’ più lunghi. Dotandosi di un filtro apposito, sarà possibile scattare fotografie anche al Sole, facendo sempre molta attenzione a non guardare il Sole direttamente. Se volete garantirvi un risultato eccellente, esistono App dedicate alla fotografia notturna e alla lunga esposizione. In questo modo è possibile non solo scattare fotografie a soggetti luminosi come Luna e pianeti, ma in condizioni di cielo estremamente buio sarà possibile riprendere persino la Via Lattea utilizzando solo lo smartphone, senza aver bisogno dell’ausilio del telescopio. Per il sistema Android è possibile utilizzare l’App Night Camera, mentre per gli utenti Apple consigliamo Slow Shutter Cam.

Fotografi e Astrofili, partecipate al nostro contest dedicato all’astrofotografia! Inviate da 1 a 3 fotografie astronomiche realizzate con qualsiasi setup astronomico abbiate a disposizione e le caricheremo sul nostro portale. Le immagini più belle saranno selezionate da una giuria specializzata e pubblicate sulle riviste di Sprea Editori. Partecipate al Contest cliccando qui.

Articolo a cura di Anna Smith e Riccardo Crescimbeni 

Astrofotografia: intervista a Davide Pistritto

Davide Pistritto, amministratore di una frequentatissima community di astrofili, ci racconta il suo rapporto con le stelle e i segreti dietro il successo del forum.

Intervista a Davide Pistritto

Davide, come ti sei avvicinato al mondo dell’astronomia?
Il primo ricordo che associo all’astronomia (avevo 5 anni) è legato alla copertina di Islands, album dei King Crimson del 1971, che mi catturò completamente: la foto a colori di una nebulosa a emissione, conosciuta come “Nebulosa Trifida”. Il mio primo approccio pratico risale invece a una notte d’agosto dei miei 16 anni. Puntai un piccolo binocolo da pochi soldi su quella che credevo essere l’Orsa Minore e che invece scoprii essere l’ammasso aperto delle Pleiadi. Da quel momento realizzai di voler conoscere tutto quello che c’era da sapere sul profondo cielo.

Il portale forum.astrofili.org è nato nel 2000. Fu una scelta coraggiosa, vent’anni fa. Vi aspettavate il successo che ha riscosso?
Il mondo dell’astronomia amatoriale ha sempre avuto moltissimi appassionati. Di sicuro sono cambiate tante cose dal 2000 a oggi e molti di questi cambiamenti li dobbiamo all’era digitale. Oltre alle fotocamere moderne – grazie alle quali l’approccio all’astrofotografia è diventato molto più semplice rispetto a quando si scattava su pellicola – anche la crescita del Web ha contribuito a una diffusione di informazioni così vasta e immediata. Astrofili.org vuole favorire proprio la partecipazione e lo scambio di esperienze tra i membri del forum – in continua crescita.

Credi che il panorama degli astrofili in Italia sia cambiato rispetto agli esordi?
La realtà italiana è incredibilmente eterogenea. Conoscere il cielo può essere il punto di arrivo per molti, ma per altri è senza dubbio il punto di partenza verso una materia che si sviluppa in tantissimi rami e discipline differenti. Una volta fatte proprie le basi dell’astronomia pratica grazie all’aiuto di qualche esperto, se si ha voglia di continuare a camminare con le proprie gambe, oggi è molto più semplice reperire informazioni utili rispetto al passato, con la possibilità di specializzarsi in ciò che ci piace di più. Possiamo riprendere i pianeti del Sistema Solare, provare a realizzare un atlante della luna fatto in casa, catturare immagini di nebulose dalla nostra postazione. Inoltre, se vogliamo lasciare la macchina fotografica a casa, nulla ci vieta di dedicare le nostre attenzioni allo studio e all’osservazione visuale del cielo; i nostri occhi, anche se astigmatici o fortemente miopi, sapranno sempre stupirci: dopo trenta minuti di completa assenza di luce, raggiungono il loro picco nella visione notturna, che ci consente di vedere ben 10.000 volte meglio!

Che cos’è uno Star Party?
È la festa dell’astrofilia. Immaginate di tornare bambini per un attimo e di trovarvi in un posto con tutti i giocattoli che avete sempre e ardentemente desiderato. Durante uno Star Party ci sono decine di postazioni con strumentazioni da sogno. A capo di ciascuna postazione troviamo gente esperta, cordiale e contenta di scambiare pareri ed esperienze. Lo Star Party di giorno è un turbinio di domande e risposte, di nuove conoscenze e di momenti interessanti. Invece di notte tutto si trasforma. L’attenzione degli astrofili è rivolta solo ed esclusivamente al cielo. Negli anni ho avuto la fortuna di prendere parte a diversi Star Party in diversi posti nel mondo e in tutti c’è sempre stato un implicito e comune imperativo: condividere. Tutti a pochi metri di distanza, in una notte senza luna.

Il tuo miglior risultato in questo campo?
Aver imparato a condurre le operazioni base necessarie per avere una buona immagine astronomica. La prima fotografia che mi ha dato davvero soddisfazione è stata quella che riprendeva la coppia di nebulose conosciute come “Laguna e Trifida”. Una buona fotografia astronomica è figlia di tante fasi di ripresa. Bisogna montare il setup in modo impeccabile: gli strumenti devono essere in equilibrio e la montatura, che compensa il moto terrestre, deve essere correttamente allineata con il Polo Nord Celeste in modo tale da garantire un inseguimento costante e corretto su una stella di guida. È necessario impostare la camera di ripresa curando attentamente la messa a fuoco e regolando i tempi di esposizione nell’ordine dei cinque o dieci minuti. C’è chi desidera scegliere l’inquadratura migliore per l’oggetto che si vuole immortalare e chi preferisce mantenere un approccio più scientifico, orientando il Nord Celeste verso la parte alta del frame di scatto. Terminata la sessione di ripresa, spesso dedicata a un singolo oggetto per notte, tocca passare all’elaborazione dei dati raccolti dalla camera con software dedicati. L’astrofotografo, a questo punto, è quasi giunto allo step finale della sua realizzazione. Eliminati i difetti dell’ottica e della ripresa, bisogna dare il tocco finale. Si passa quindi a un software di calibrazione dei canali di regolazioni cromatiche e di applicazione di filtri opportuni. Programmi ottimi per elaborare sono Photoshop e Pixinsight. Questo passo è legato essenzialmente al gusto dell’astrofilo, diventato ormai elaboratore. Al termine di tutto questo processo, che può durare anche diverse ore, si ottiene la propria miglior foto!

Biografia


Davide Pistritto è nato a Bari nel 1981 ed è uno sviluppatore informatico di software sanitari e per il Web. Si occupa di astronomia dal 1997, da quando ha cominciato a osservare il cielo con il suo inseparabile telescopio. È l’amministratore della piattaforma Web forum.astrofili.org e cura il sito www.volpetta.com.

Ami fotografare la volta celeste? Partecipa al nostro contest di astrofotografia cliccando qui.

Astrofotografia tutorial: come usare il telescopio

Imparare a utilizzare il telescopio è uno degli aspetti fondamentali per chi ha intenzione di dedicarsi all’osservazione del cosmo e catturare immagini suggestive. Dopo aver deciso quale telescopio acquistare (qui il nostro articolo su come scegliere il modello giusto) e aver visto come utilizzare al meglio la macchina fotografica con un semplice obiettivo 18-55 mm o 40 mm in questo articolo dedicato allo startrail (lo trovate qui), potete decidere di passare a focali più lunghe collegando la vostra DSLR al telescopio per immagini astronomiche a focali più spinte e ottenere scatti da copertina.

Il materiale necessario

Per immortalare la volta celeste avrete bisogno di:

  • fotocamera reflex o mirrorless;
  • montatura equatoriale;
  • autoguida;
  • intervallometro;
  • telescopio;
  • anello T.

La nostra guida per foto astronomiche perfette

  • Come visto nel tutorial dello startrail, quando puntate la macchina fotografica verso Nord, otterrete delle stelle allungate a causa della rotazione terrestre. Nel campo dell’astrofotografia è necessario sincronizzarsi con questo moto, affinché il soggetto non vi sfugga dal campo. La soluzione a questo problema è munirsi di una montatura equatoriale, che vi permetterà di sincronizzarvi con l’apparente moto stellare.
  • Collegate la vostra DSLR al telescopio attraverso l’anello T, che farà da raccordo tra il corpo macchina e il focheggiatore del telescopio (indispensabile per il fuoco), posizionato a sua volta sulla montatura. Quest’ultima, per poter funzionare correttamente, deve essere orientata verso il polo Nord. Per questo motivo, quasi tutte le montature sono dotate di un cannocchiale polare, che consente di puntare la stella polare e di scattare foto a lunga posa anche con focali più lunghe. Se la montatura non è ben allineata, le stelle appariranno allungate ai bordi dell’immagine. La montatura è dotata di un’apposita pulsantiera che vi permetterà di puntare il soggetto che avete scelto, lavorando in autonomia.
  • La strumentazione astronomica ha spesso piccoli difetti meccanici, che potrebbero compromettere le immagini: più lunghe saranno la focale e la posa, più questi difetti saranno evidenti. Per evitare queste problematiche, potete utilizzare un’autoguida stand alone. Questo strumento importantissimo non è altro che una camera capace di utilizzare una stella come punto di riferimento e, inviando correzioni in tempo reale alla montatura attraverso un cavo, vi permetterà di allungare i tempi di posa, potendo arrivare anche a 30 minuti per singolo frame, senza necessità di un computer. L’autoguida deve essere collegata al telescopio guida, ossia un secondo telescopio posto sopra il primo principale.
  • Procedete con un’accurata messa a fuoco: a questo punto sarà necessario scegliere il miglior tempo di scatto per il vostro soggetto. Bisogna tenere a mente che ogni soggetto è diverso: per riuscire a trovare il tempo corretto potete aiutarvi guardando l’istogramma della foto. Il picco del segnale non deve mai superare la metà del grafico. Noi consigliamo di partire da almeno 800 ISO.
  • Le foto andranno scattate in RAW, per mezzo dell’intervallometro che collegherete alla vostra macchina fotografica. Ricordate che maggiore sarà il numero dei frame raccolti su un singolo soggetto, maggiori saranno i dettagli dell’immagine finale. È consigliabile scattare almeno 20 foto per ogni soggetto.
  • Poiché le macchine digitali producono rumore termico (che si manifesta come imperfezioni grafiche), è necessario ripulire le foto attraverso i cosiddetti frame di calibrazione, chiamati dark frame. Questi ultimi si producono semplicemente scattando con il tappo posto sull’obiettivo fotografico, seguendo lo stesso tempo di scatto delle foto precedenti.
  • Una volta raccolti i dark frame e i light frame, potete passate al montaggio della foto e alla fase di post-produzione servendovi di software dedicati. Vi consigliamo Deep Sky Stacker, un software gratuito e molto semplice da utilizzare.

Invitiamo tutti i fotografi e astrofili a partecipare al nostro Contest dedicato all’astrofotografia. Inviate da 1 a 3 fotografie astronomiche realizzate con qualsiasi setup astronomico abbiate a disposizione e le caricheremo sul nostro portale. Le immagini più belle saranno selezionate da una giuria specializzata e pubblicate sulle riviste di Sprea Editori. Partecipate al Contest cliccando qui.

A cura di Anna Smith e Riccardo Crescimbeni

Il telescopio: come scegliere quello giusto

Scegliere il primo telescopio non è facile: il mercato propone un’ampia varietà di prodotti con caratteristiche molto differenti tra loro. È necessario capire come spendere il budget di cui si dispone e soddisfare le proprie esigenze nel modo migliore, anche se, per ciò che concerne l’astrofotografia, è unicamente l’esperienza sul campo a offrire la possibilità di maturare una vera e propria consapevolezza a livello tecnico-strumentale. Ecco, dunque, qualche consiglio per guidarvi all’acquisto del vostro primo strumento entry level, che sicuramente vi porterà ad avvicinarvi a dispositivi sempre più performanti per la fotografia astronomica a lunga posa o per la ripresa planetaria. Infatti, non esiste un telescopio universale che vada bene per tutto: per questo motivo, dovete avere bene a mente i vostri obiettivi prima di cimentarvi nell’acquisto.

Telescopi rifrattori o riflettori?

Per iniziare, possiamo organizzare i telescopi in due grandi categorie:
 quelli rifrattori (con la lente davanti)
 e quelli riflettori (con lo specchio in fondo). Con un telescopio rifrattore potete osservare con profitto la luna e alcuni pianeti con una spesa ragionevole (150 €). Potreste perfino vedere gli anelli di Saturno o la macchia rossa di Giove! Sono leggeri, hanno un buon dettaglio e sono facili da usare. Dobbiamo però dire che per ridurre le aberrazioni cromatiche (per esempio aloni viola o colori distorti) servono lenti di buona qualità, che fanno aumentare vertiginosamente il costo (si possono superare anche i 5.000 €). Per avere immagini dettagliate, è consigliabile acquistare uno strumento di almeno 100 mm di apertura (diametro). Un telescopio riflettore, chiamato anche newtoniano, non solo è adatto per studiare la luna e i pianeti, ma è maggiormente indicato per la ripresa di oggetti deboli come galassie e nebulose (è necessario un diametro di ameno 114 mm). Questo è forse il miglior strumento per iniziare, perché estremamente luminoso e compatto.

Attenzione al diametro

Un errore molto diffuso è quello di classificare i telescopi in base alla loro potenza di ingrandimento. In verità, il metro di giudizio deve essere unicamente la capacità dello strumento di raccogliere la luce. Il diametro è molto più importante dell’ingrandimento, poiché determina la capacità di mostrare i dettagli di oggetti piccoli e deboli (risoluzione). La lunghezza focale (quanto lontano vede il telescopio) determina un fattore di ingrandimento certo. Per osservare l’immagine occorre, però, disporre di un oculare, che solitamente è incluso nella confezione, soprattutto per i telescopi entry level. Questo funziona come una lente d’ingrandimento, che zooma l’immagine. L’ingrandimento che si può ottenere dipende dal rapporto tra la lunghezza focale dello strumento e la lunghezza focale dell’oculare. Se dividete la lunghezza focale del telescopio per la lunghezza focale dell’oculare, otterrete l’ingrandimento (Ingrandimento = FOCALE TELESCOPIO / FOCALE OCULARE). Se, per esempio, abbiamo un telescopio da 1.000 mm di lunghezza focale e un oculare da 8 mm, si ottiene un ingrandimento di 125x. In teoria si possono raggiungere ingrandimenti enormi, ma poiché questo dipende anche dall’apertura dell’obiettivo, è inutile forzare lo strumento andando oltre le sue reali possibilità.

Sei un appassionato di astrofotografia? Partecipa al nostro contest cliccando qui!

Articolo a cura di Anna Smith e Riccardo Crescimbeni 

  • Orion Telescopio Dobson N 100/400 SkyScanner DOB


  • Il Nostro Voto


  • Nonostante l’ottica sia particolarmente adatta a principianti e bambini, non si tratta di un giocattolo ma di un riflettore dalle elevate prestazioni, col quale le prime esplorazioni dello Spazio saranno uno spasso. Maneggevole e compatto, il tubo ottico si adatta a qualsiasi tavolo ed è facile da trasportare ovunque. L’ottica raccoglie luce sufficiente per riuscire ad ammirare dettagli della Luna, nebulose ed anche alcune galassie, anche se effettuate l’osservazione da luoghi chiari come le città. I vantaggi in sintesi: buon rapporto qualità-prezzo; buon telescopio per principianti; molto maneggevole, perché piccolo e leggero. La montatura SkyScanner Dobson Orion: Questa mini-montatura Dobson ha proprio la grandezza giusta per adattarsi a quasi tutti i tavoli ed è leggera. E' ideale per poter essere trasportata laddove ci sia un cielo da ammirare. E' realizzata in legno, è relativamente stabile e sa fare il suo lavoro. Se non ci sono tavoli disponibili - nessun problema. La base della montatura si trasforma rapidamente in una montatura a treppiede.
  • 110 €

  • Celestron Telescopio N 114/1000 Astromaster EQ

  • Il Nostro Voto


  • Questo strumento è un telescopio per principianti molto bello e particolarmente ben fatto. L’elevata qualità degli elementi ottici utilizzati offre immagini definite e contrastate insolite per questa categoria di telescopi. Il cercatore a punto luce, ben fissato, permette di individuare presto e bene gli oggetti desiderati, che grazie al focheggiatore a cremagliera riuscirete a mettere facilmente a fuoco. Il telescopio si presta quindi bene sia per l’osservazione terrestre che per l’osservazione di Luna e pianeti. Il tubo viene fissato alla montatura con una comune slitta a coda di rondine. E’ uno strumento che si riesce a montare senza attrezzi in pochi minuti anche senza particolare esperienza. La spedizione comprende: tubo ottico Celestron N 114/1000 con apertura 114 mm e lunghezza focale 1000 mm;oculari 20 mm e 10mm(1,25");cercatore a punto luce; slitta di montaggio a coda di rondine Software su CD "The Sky Level 1". La montatura Celestron CG-2: Questa montatura equatoriale è adatta a telescopi fino ad un peso complessivo di 3kg. Anelli graduati su entrambi gli assi permettono movimenti manuali micrometrici, che grazie ai cavi flessibili possono essere molto precisi.
  • 229 €

Startrail tutorial: come fotografare la scia delle stelle

A  cura di Anna Smith e Riccardo Crescimbeni

Lo startrail è una tecnica fotografica di grande impatto visivo, capace di immortalare il moto terrestre e catturare le scie di stelle nel cielo notturno. Il classico startrail è quello che raffigura un punto luminoso in centro e tanti cerchi di luce concentrici che si espandono, come quando si lancia un sasso in un lago e le onde si propagano in ogni direzione. Potete ottenere lo scatto puntando semplicemente la macchina fotografica verso la Stella Polare, a Nord, che potete trovare anche grazie all’ausilio di app come Google Sky Map.

Startrail, dalla preparazione alla post-produzione

Prima di realizzare uno startrail, assicuratevi di avere l’attrezzatura necessaria:


– macchina fotografica con obiettivo;
treppiede;
intervallometro;
– una torcia da testa a luce rossa;
– app per orientarvi sotto la volta celeste.

Scegliete una notte di luna nuova, lontano dalle luci della città, e seguite passo passo la procedura:

– posizionate la macchina fotografica sul treppiede;
– collegate l’intervallometro alla fotocamera;
– disabilitate il fuoco automatico;
– utilizzate lo zoom digitale della fotocamera e, attraverso il Live View, puntate una stella luminosa usando al massimo lo zoom digitale;
– eseguite la messa a fuoco manualmente, cercando di rendere la stella più a fuoco e puntiforme possibile attraverso movimenti molto leggeri della mano;
– impostate la durata totale della ripresa di almeno un’ora;
– impostate scatti da 30 secondi partendo da almeno 1.600 ISO e, se la qualità del cielo lo permette, salite fino a un massimo di 6.400 ISO;
– scattate per mezzo dell’intervallometro. 
Un numero adeguato di scatti per una sessione è di 120 frame.

Una volta raccolto il prezioso materiale, potete passare all’integrazione dei vostri scatti, occupandovi della post-produzione. Per sommare i frame in modo da ottenere un’immagine suggestiva, esistono vari software, tra cui non manca ovviamente Photoshop ma, poiché richiede la creazione di tanti livelli quante sono le fotografie, servirà un computer estremamente potente. Per questo motivo, consigliamo l’utilizzo di software creati appositamente per gli startrail quali Startrails.de, StarStax o Startrail.exe.

Startrail: alcuni consigli utili

  1. Tenete presente che a seconda dell’obiettivo utilizzato le stelle si muoveranno diversamente: maggiore sarà la focale dell’obiettivo, più velocemente si muoveranno gli astri. Infatti, se scattate una foto di 30 secondi con un obiettivo di focale 600, vedrete che la scia lasciata dalle stelle sarà estremamente più lunga rispetto a uno scatto di 30 secondi fatto con un obbiettivo di focale 50. Dunque, se scattate con un obiettivo grandangolare, la durata della vostra sessione fotografica si allungherà notevolmente.
  2. Tra uno scatto e l’altro non lasciate tempi morti: è necessario che gli scatti siano fatti uno dopo l’altro, senza interruzioni (assicuratevi di disattivare la funzione di riduzione del rumore nella fotocamera, poiché potrebbe creare perdita di tempo tra uno scatto e l’altro).
  3. Attenzione a non alzare troppo gli ISO per evitare che le fotografie appaiano troppo rumorose, ragion per cui è bene tenere spento il più possibile lo schermo della macchina fotografica.
  4. Le località di montagna sono un ottimo posto dove andare a scattare, ma ricordatevi di controllare molto attentamente il meteo prima di mettervi in viaggio.
  5. Per una maggior praticità di scatto, potete scattare in JPEG. Se invece preferite elaborare al PC tutti i file, potete scattare in RAW.

Sei un appassionato della fotografia notturna? Partecipa al nostro contest di astrofotografia cliccando qui.


  • Canon EOS Ra


  • Il Nostro Voto


  • Signore e signori, vi presentiamo Canon EOS Ra, uno degli strumenti più potenti per l'astrofotorafia attualmente in commercio. Non solo startrail, ma vere e proprio immagini astronomiche. Immortalate il cielo notturno con una limpidezza mozzafiato e una ricchezza di dettagli che non avreste mai creduto possibile. Canon EOS Ra è una fotocamera mirrorless full frame compatta e leggera con filtro a infrarossi modificato e ingrandimento 30x per catturare gli stupefacenti dettagli delle galassie. EOS Ra è dotata di un nuovo filtro IR posizionato davanti al sensore che consente di acquisire quattro volte più luce H-Alpha rispetto al modello EOS R. In questo modo la fotocamera è in grado di catturare il particolare colore rossastro delle nebulose. EOS Ra è la fotocamera perfetta per catturare una grande varietà di immagine astronomiche e vi permetterà di esplorare le profondità dell'universo e scoprire i colori che si nascondono nel deep-sky.
  • 2.899,99 €

  • Canon EOS 4000D
  • Il Nostro Voto
  • Canon EOS 4000D è la migliore macchina fotografica entry level da sfruttare per creare dei bellissimi startrail e, se abbinata a un telescopio, è ottima anche per catturare immagini astronomiche di qualità. Si tratta di una camera da 18 megapixel che vi permette di trasferire istantaneamente foto e filmati sul dispositivo smart per condividerli facilmente sui social media. Potete inoltre eseguire scatti in remoto tramite la tecnologia Wi-Fi e l'app Canon Connect. Specifiche base: 18 megapixel; RGB; Processore di immagine DIGIC 4+; Attacco obiettivo EF/EF-S; lunghezza focale equivalente a 1,6 volte la lunghezza focale dell'obiettivo; Stabilizzatore ottico d'immagine su obiettivi compatibili; Messa a fuoco tramite mirio ottico e Live View su schermo LCD: AF a rilevamento del contrasto; Modalità scatto: Scena Smart Auto, Creativa automatica, Ritratto, Paesaggio, Primi piani, Sport, Food, Ritratto notturno, Programma AE, AE con priorità tempo, AE con priorità diaframma, Manuale, Modalità Filmato.
  • 349,99 €

Astrofotografia facile
: la fotografia notturna

A  cura di Anna Smith e Riccardo Crescimbeni

Sempre più spesso ci capita di vedere fotografie astronomiche mozzafiato, talmente belle da riuscire a stuzzicare la curiosità di un numero crescente di persone, desiderose di avvicinarsi a quest’arte. Oggi parleremo di fotografia notturna e vi sveleremo tutti i trucchi per catturare le stelle.

Fotografia notturna: gli strumenti indispensabili

Nonostante gli smartphone di ultima generazione abbiano una qualità fotografica notevole, sono ancora inadatti per essere adoperati per questa tipologia di ripresa. Dunque, avrete bisogno di una fotocamera digitale di tipo reflex o mirrorless dotata della funzione di posa B (Bulb), indispensabile per gestire il tempo di esposizione. La camera deve essere stabilizzata, motivo per cui dovrete procurarvi un buon treppiede. Durante lo scatto, dovete evitare in tutti i modi di camminare troppo vicino alla zona in cui è posizionata la macchina fotografica e di toccarla con le mani. Potete aiutarvi con un telecomando, chiamato intervallometro, per controllare a distanza la fotocamera e scattare, evitando così vibrazioni pericolose che potrebbero rendere le stelle mosse e quindi non puntiformi. Poiché la volta celeste si muove, è necessario sincronizzarsi con il moto degli astri. L’occhio umano, infatti, non percepisce il movimento della Terra, ma il sensore della fotocamera sì. Per questo motivo, è importante evitare di muovere la macchina fotografia e regolare i tempi di posa in base alla focale che state utilizzando. Un trucchetto che può esservi d’aiuto è la regola del 600. Dovete dividere la lunghezza focale che state utilizzando in quel momento per 600.

Esempio: 
fotocamera Canon 550 – obiettivo 50 mm 600/50 = 12
Questo significa che potrete impostare un tempo massimo di posa di 12 secondi.

Con questi strumenti potete decidere di riprendere una parte di paesaggio e una parte di cielo (per esempio un paesaggio con le montagne e la Via Lattea) oppure solo una zona di cielo. Per fotografie unicamente stellari (deep-sky) potete utilizzare uno strumento incredibilmente utile che si chiama astroinseguitore. Noi consigliamo lo StarAdventurer mini, che consente di effettuare riprese a grande campo inseguendo il movimento della volta celeste oppure di eseguire dei time lapse mediante la macchina fotografica. Ricordate che con questo astroinseguitore dovrete centrare la Stella Polare per avere le stelle puntiformi, dopo aver montato il treppiede e collegato lo strumento alla macchina fotografica.

Fotografia notturna: le condizioni fondamentali

È indispensabile avere molto buio intorno ed evitare la città, preferendo invece un luogo di campagna o di montagna, lontano dalle luci delle metropoli e dall’inquinamento luminoso, ovvero l’introduzione di luce artificiale nell’ambiente (per esempio la luce emessa dai lampioni, dalle abitazioni e dalle automobili). Potete controllare le condizioni dell’inquinamento luminoso su Light Pollution Map, che potete consultare qui. Controllate che le condizioni meteorologiche siano buone, perché avrete bisogno di un cielo limpido e senza nuvole. Se non conoscete ancora bene il cielo, vi suggeriamo di consultare software gratuiti come Cartes du Ciel o Stellarium, planetari gratuiti per verificare e pianificare le sessioni di scatto in modo tale da sapere con precisione dove puntare l’obiettivo.

Fotografia notturna: come si scatta

Il punto fondamentale non è quanto lontano guarda il vostro obiettivo, ma quanta luce riesce a raccogliere. È preferibile utilizzare un’ottica fissa, come un obiettivo 50 mm o un 40 mm (comunemente chiamato pancake). Dopo aver messo a punto la strumentazione e deciso il soggetto da riprendere, si può passare all’azione. Noi abbiamo scelto di fare un test sulla costellazione delle Pleiadi, il gruppo di stelle che domina i cieli invernali. A differenza della Via Lattea, le Pleiadi possono essere riprese con una macchina fotografica non modificata, dal momento che non emettono gas ionizzati (Idrogeno H, Ossigeno O3, Zolfo S2) e possono essere riprese nella totalità dello spettro visibile in tutta la loro bellezza, ovviamente a patto di avere delle condizioni di cielo ottimali.

1) Impostate la vostra macchina in modalità manuale M;
2) selezionate la posa B;
3) utilizzando il Live View, zoomate una stella con lo zoom digitale, disabilitando la messa a fuoco automatica;
4) mettete a fuoco puntando l’obiettivo sulla stella;
5) ricordate di scattare in formato RAW (non in JPG) per poter lavorare serenamente in post-produzione;
6) impostate gli ISO ad almeno 1.600: la macchina deve poter sfruttare la massima apertura possibile di rapporto focale;
7) se state utilizzando un obiettivo fisso 50 mm, impostate il tempo di posa a 10 secondi e scattate attraverso l’intervallometro;
8) ora potete guardare il risultato e stabilire se le stelle sono puntiformi, oppure mosse. Sicuramente dovrete fare qualche prova, tentare e ritentare fino a ottenere uno scatto che vi convince;
9) una volta soddisfatti, potete passare alla post-produzione con programmi di elaborazione fotografica come Photoshop o Lightroom.

Il contest di astrofotografia

Invitiamo tutti i fotografi e astrofili a partecipare al nostro Contest dedicato all’astrofotografia. Invia 3 fotografie astronomiche realizzate con qualsiasi setup tu abbia a disposizione e le caricheremo sul nostro portale. Inoltre, le immagini più belle verranno selezionate da una giuria specializzata e pubblicate sulle riviste di Sprea Editori. Partecipa al Contest cliccando qui. Puoi usare qualsiasi setup astronomico senza vincoli. 

Voyager: giornata di introduzione e formazione alla Torre del Sole

L’astrofotografia non è un semplice hobby, ma una passione che si spinge oltre i confini del cielo, cattura le stelle e le porta qui sulla Terra, in modo tale che tutti possano beneficiare di immagini mozzafiato e rendersi davvero conto che sopra le nostre teste c’è un mondo sconfinato che vale la pena di conoscere. Essere un astrofotografo significa avere competenze scientifiche, tecniche e fotografiche, sfruttare una quantità di attrezzature e software considerevole, dalle più basiche a quelle più evolute. Tutti possono approcciarsi a questo mondo e fortunatamente esistono istituzioni, associazioni ed eventi volti a far avvicinare sempre più persone:  questo è possibile perché, grazie agli strumenti elettronici e digitali di cui si dispone oggi, è molto più semplice ottenere fotografie del profondo cielo che non avreste mai e poi mai pensato di scattare.

Che cos’è Voyager

Voyager è un programma di automazione per riprese astronomiche che, previamente impostato dall’utente, permette di eseguire una o più sessioni di ripresa senza che l’astrofilo sia fisicamente sul campo. In altre parole, questo software, agendo come un regista, permette di integrare diversi sistemi per farli lavorare insieme, utilizzando un unico strumento di gestione che controlla camera di ripresa, focheggiatore, cupola, autoguida, montatura, puntamento e molto altro. È stato scritto e ideato da un astrofotografo per altri astrofotografi e il suo scopo principale è quello di riuscire a ottenere i miglior risultato possibile dagli strumenti che si hanno a disposizione per scattare: utilizza un’Intelligenza Artificiale per la messa a fuoco, per eseguire il riconoscimento delle stelle. Inoltre i calcoli statistici e le decisioni su come gestire eventuali problemi sono monitorate dai watchdog. I watchdog sono timer che controllano tutte le richieste hardware / software esterne. Tutti gli astrofotografi più esperti sanno che è molto facile imbattersi in qualche difficoltà: la stella guida si perde, passa una nuvola, il cielo diventa velato e così via. Anche qui, Voyager interviene al meglio perché è progettato per il massimo recupero dei dati anche in situazioni difficili. Il programma è in grado di fornire un approccio operativo completo che include la connessione e l’arresto dell’apparecchiatura al termine di una sessione (funzione goodnight) proprio come se fosse l’utente stesso a manovrare le varie operazioni.

L’evento alla Torre del Sole

La Torre del Sole è un Osservatorio Astronomico e Solare che si trova a Brembate Sopra, in provincia di Bergamo, la cui mission è quella di diffondere il più possibile le scienze astronomiche e sensibilizzare un pubblico sempre più ampio e appassionato circa questa disciplina. Per questo motivo, sabato 7 dicembre si terrà un evento dedicato all’automazione in fotografica con Voyager. Verranno mostrate le principali peculiarità di questo potente software, oltre alle novità introdotte con gli ultimi aggiornamenti. Interverranno Leonardo Orazi (creatore di Voyager) e Francesco di Biase (sviluppatore della WebDashboard), entrambi astrofotografi.

La partecipazione è gratuita, ma è obbligatoria la prenotazione presso la Torre del Sole ai seguenti recapiti:
Tel. 035 621515
e-mail: info@latorredelsole.it
www.latorredelsole.it


Scarica la locandina dell’evento qui

 

Il contest di astrofotografia

Invitiamo tutti i fotografi e astrofili a partecipare al nostro Contest dedicato all’astrofotografia. Invia 3 fotografie astronomiche realizzate con qualsiasi setup tu abbia a disposizione e le caricheremo sul nostro portale. Inoltre, le immagini più belle verranno selezionate da una giuria specializzata e pubblicate sulle riviste di Sprea Editori. Partecipa al Contest cliccando qui. Puoi usare qualsiasi setup astronomico senza vincoli. 

 

Astrofotografia: intervista esclusiva a Riccardo Crescimbeni

Riccardo Crescimbeni ama l’astrofotografia tanto da aver allestito un piccolo osservatorio tra i boschi della campagna senese. Per anni, la sua compagna di esplorazioni è stata una Canon.

L’astrofotografia spiegata da Riccardo Crescimbeni

Riccardo, sei un astrofilo da oltre vent’anni e oggi catturi bellissime immagini
astronomiche. Che cosa ha dato il via alla tua passione? Fin da piccolo, ho sempre guardato più in alto che in basso… Sono cresciuto in una zona di montagna e per me è stato molto facile lasciarmi affascinare da quei cieli pieni di scintille coloratissime -la parte più visibile di un mondo sconfinato che è inimmaginabile persino per il bambino con la fantasia più fervida. E così, quando mi fu regalato il mio primo telescopio (un Konus 114 mm Newton), il mio interesse per lo spazio crebbe insieme a me, portandomi a conoscere diverse persone con la mia stessa passione e trovando una community molto attiva.

Qual è stata la tua prima strumentazione astronomica? Ora che strumenti e tool utilizzi per fotografare i corpi celesti? Inizialmente avevo un setup molto semplice, ma estremamente funzionale per gli spostamenti. Il mio strumento di ripresa era un telescopio Newton Skywatcher 200/1000, mentre come camera di acquisizione avevo una fidatissima Canon EOS 550D a cui avevo sostituito il filtro per poter riprendere le nebulose, oltre che le galassie o altri oggetti deep-sky. Oggi invece utilizzo sempre un telescopio Newton – solo molto più grande – abbinato a una camera CCD Moravian G2 8300 FW, che se da un lato è molto efficiente per la ripresa, dall’altro richiede una strumentazione più complessa, a causa della necessità di essere alimentata a corrente (cosa che con la mia Canon EOS 550D non era necessario). Nonostante io viva a Milano, il mio setup al momento si trova nel mio osservatorio in Toscana, in provincia di Siena. Il cielo è nettamente più buio, c’è meno inquinamento luminoso e soprattutto posso controllarlo da remoto.

E per la post-produzione? Mi affido a un programma di elaborazione fotografica che si chiama Pixinsight, ormai diventato un must per tutti gli astrofili – un po’ come Photoshop per i grafici, che è un altro tool interessante da utilizzare soprattutto per chi è alle prime armi. L’elaborazione fotografica è imperativa per chi si diletta nella fotografia astronomica, perché anche se si possiede una strumentazione onerosa (e parliamo di numeri a cinque cifre!) ma non si ha un buon programma per montare ed elaborare i frame ottenuti da ore e ore di ripresa, il risultato finale sarà estremamente deludente.

Il contest di astrofotografia

Invitiamo tutti i fotografi e astrofili a partecipare al nostro Contest dedicato all’astrofotografia. Invia 3 fotografie astronomiche realizzate con qualsiasi setup tu abbia a disposizione e le caricheremo sul nostro portale. Inoltre, le immagini più belle verranno selezionate da una giuria specializzata e pubblicate sulle riviste di Sprea Editori. Partecipa al Contest cliccando qui. Puoi usare qualsiasi setup astronomico senza vincoli. 

Puoi leggere l’intervista integrale su Photo Professional 121 in edicola dal 27 novembre e disponibile online qui

Chi è – Nato a Milano nel 1982, Riccardo Crescimbeni comincia a studiare come orologiaio nel 1995, iniziando immediatamente a fare pratica. Diventa presto un mastro orologiaio esperto seguendo le orme del padre, portando avanti la gioielleria di famiglia. Da 21 anni appassionato di fotografia astronomica, oggi è in possesso di un’eccellente strumentazione astronomica e di un vero e proprio osservatorio astronomico tra le colline senesi – gestibile da remoto da qualsiasi angolo del mondo. Riccardo è vincitore di tre premi europei AAPOD per l’astrofotografia.
0 0,00
Go to Top