Author

Vanessa - page 100

Vanessa has 1389 articles published.

Vanessa
Social Media

Limbici: mostra delle fotografie realizzate con i detenuti fotografi della Casa Circondariale di Ferrara

Mostra delle fotografie realizzate con i detenuti fotografi della Casa Circondariale di Ferrara. Un progetto di Cristiano Lega 

“Gli uomini devono sapere che da niente altro se non dal cervello deriva la gioia, il piacere, il dolore, il pianto e la pena. Attraverso esso noi acquistiamo la conoscenza e le capacita critiche, e vediamo e udiamo e distinguiamo il giusto dall’errato” (Ippocrate). Quel cervello è stato approfondito e quelle emozioni sono state attribuite al sistema Limbico. La scelta della forma espressiva del ritratto non è casuale: il ritratto è spesso manifestazione dei propri pensieri e specchio privilegiato di sentimenti individuali e collettivi. Fare un ritratto o farci un ritratto svela il nostro modo di guardare agli altri e a sé stessi, mettendo in gioco la sensibilità e la cultura di chi lo realizza. Si tratta di un lavoro che richiede tempo e perizia tecnica, in controtendenza in un mondo di selfie e scatti veloci che immortalano persone e luoghi quasi sempre tenendo conto dell’ immediato senza alcun approfondimento.

Laboratorio con i detenuti del carcere di massima sicurezza di Ferrara

Ne è nato un lavoro fotografico a più mani dove i detenuti, nei sei mesi di laboratorio, si ritraggono attraverso fotografie realizzate direttamente da loro e tra di loro (scatti ed autoscatti), diventando al tempo stesso fotografi e modelli. L’aula del carcere si trasforma in uno studio fotografico dove poter esprimere liberamente le proprie emozioni. La mostra verrà esposta nei giorni 5 e 6 ottobre all’interno della casa circondariale di Ferrara, e farà parte delle iniziative “La città incontra il carcere”, il cui scopo è di far conoscere alcune fra le diverse attività formative in atto all’interno dell’istituto penitenziario. L’evento fa parte del programma ufficiale del Festival di Internazionale a Ferrara.

Modalità di partecipazione

La mostra verrà esposta nei giorni 5 e 6 ottobre all’interno della casa circondariale di Ferrara, e farà parte delle iniziative “La città incontra il carcere”, il cui scopo è di far conoscere alcune fra le diverse attività formative in atto all’interno dell’istituto penitenziario. L’evento fa parte del programma ufficiale del Festival di Internazionale a Ferrara.

Per visitare la mostra è necessario prenotarsi entro il 5 settembre 2018.

Sarà possibile accedere il 5 ottobre, con ingresso gratuito, partecipando a “La città incontra il carcere”; è obbligatorio prenotarsi entro il 5 settembre 2018, inviando una e-mail a info@giornaleastrolabio.it indicando: nome e cognome, luogo e data di nascita ed allegando la scansione della carta di identità. L’elenco delle iniziative dell’evento “La città incontra il carcere” è disponibile qui: http://www.giornaleastrolabio.it/notizie/50/la-citta-incontra-il-carcere.html#null Sarà inoltre possibile accedere anche il 6 ottobre, partecipando allo spettacolo teatrale “Ascesa e caduta degli UBU”, prodotto da Teatro Nucleo, e con gli attori della Casa Circondariale di Ferrara. I dettagli sullo spettacolo sono disponibili quihttp://www.teatronucleo.org/610-ascesa-e-caduta-degli-ubu-co-casa-circondariale-di-ferrara/.


Per partecipare allo spettacolo teatrale, è necessario prenotarsi entro il 5 settembre 2018, inviando una email a teatroccferrara@gmail.com indicando: nome e cognome, luogo e data di nascita ed allegando la scansione della carta di identità. Posto Unico, biglietto di partecipazione allo spettacolo di 10 euro. Si ricorda che l’ingresso alla Casa Circondariale è consentito ai maggiori di 18 anni incensurati e non è permesso ai parenti dei detenuti reclusi nel carcere di Ferrara. Dopo il 5 settembre, insieme alla conferma di accesso all’iniziativa, verrà inviata comunicazione della condotta da tenere, degli oggetti vietati, degli orari di ritrovo e di quelli di ingresso.

L’evento è stato patrocinato dal Comune di Ferrara, e realizzato grazie al supporto e al contributo di Comune di Ferrara, RCE Foto Rovigo e Coop Alleanza 3.0.

 

La strada che ha scelto di intraprendere un giovane fotografo napoletano, Cristiano Lega, passa da una porta, una porta stretta, insignificante e all’apparenza anonima. Questa porta conduce in una dimensione parallela alla nostra, è l’emblema  visibile e tangibile di una netta separazione, quella tra la libertà e la prigionia“.

Nikon presenta il super teleobiettivo per fotocamere in formato FX

AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR, un super teleobiettivo per fotocamere Nikon in formato FX

Nital S.p.A. è lieta di presentare l’AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR, un super teleobiettivo per fotocamere reflex digitali Nikon in formato FX.

L’AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR è un super teleobiettivo in formato FX ad alte prestazioni, con una lunghezza focale di 500mm. L’adozione di un elemento ottico Phase Fresnel (PF) ha ridotto notevolmente le dimensioni e il peso di quest’ottica, rendendo la fotografia a mano libera eseguita con essa efficace, facile e divertente.

AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED V: Caratterische

Le dimensioni di questo nuovo prodotto sono state notevolmente ridotte a un diametro massimo di 106mm e una lunghezza di 237mm. Il suo peso è di circa 1.460 g (approssimativamente lo stesso peso dell’AF-S NIKKOR 70-200mm f/2.8E FL ED VR), quasi la metà rispetto ad altri obiettivi da 500mm che normalmente pesano più di 3.000 g. L’AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR, inoltre, è stato progettato tenendo conto della necessità di essere resistente a polvere e gocce d’acqua, ed è stato eseguito un trattamento al fluoro sulla superficie anteriore dell’obiettivo, per una massima versatilità durante le riprese.
L’uso di un elemento ottico PF e di tre elementi in vetro ED consente riprese estremamente nitide e dettagliate, perfettamente adeguate alle caratteristiche delle più recenti fotocamere digitali a elevato numero di pixel. Inoltre, i materiali utilizzati nel nuovo elemento PF Nikon sono stati sviluppati per ridurre efficacemente la luce parassita della lente stessa (diffrazione). Le immagini risultano, dunque, precise e luminose grazie agli effetti sinergici delle tecnologie di rivestimento di Nikon, a partire da quella Nano Crystal Coat, che è molto efficace nel controllare immagini fantasma e luce parassita.
Anche la velocità dell’autofocus è stata aumentata grazie all’alleggerimento degli elementi ottici nel gruppo di messa a fuoco. L’AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR è dotato di un meccanismo VR che offre una compensazione del movimento della fotocamera equivalente a un aumento di 4.0 stop* del tempo di posa. É stato inoltre integrato il modo SPORT VR, particolarmente efficace quando si fotografano soggetti in rapido movimento e imprevedibili, come uccelli selvatici, o eventi sportivi, nonché durante la registrazione di filmati: in questo caso l’immagine visualizzata nel mirino risulterà perfettamente stabilizzata.
L’utilizzo dell’adattatore FTZ-Mount consentirà l’uso dell’obiettivo con le nuove fotocamere mirrorless serie Z, anch’esse annunciate al pubblico oggi. Grazie a questo accessorio gli utenti potranno godere di riprese super tele a 500mm con un sistema più compatto che mai.

Nikon presenterà anche il mirino DF-M1 (disponibile separatamente), un accessorio compatibile con la superzoom COOLPIX P1000 e molto efficace nella fotografia super tele in quanto, quando si usa un super teleobiettivo, risulta visibile nel mirino solo un campo visivo molto stretto ed è facile perdere la cognizione del soggetto. Quest’accessorio aiuta a tenere traccia del soggetto previsto, anche se si muove improvvisamente. L’adozione di un elemento ottico PF ha consentito la realizzazione di un obiettivo super tele decisamente piccolo e leggero e facilmente trasportabile in luoghi difficili da raggiungere con i precedenti modelli. Le dimensioni e il peso contenuti eliminano anche la necessità di un treppiedi. L’AF-S NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR, dunque, amplia notevolmente le possibilità della fotografia super tele, combinando prestazioni elevate con dimensioni compatte e peso leggero.

Funzioni principali

  • Significativamente più piccolo e leggero grazie anche all’adozione di un elemento ottico Phase Fresnel (PF)
  • Una struttura progettata tenendo conto della necessità di essere resistente a polvere e gocce d’acqua e l’adozione del trattamento al fluoro di Nikon offrono un’efficace protezione contro umidità, sporcizia e, grasso, facilitandone la rimozione anche in caso di aderenza alla superficie dell’obiettivo.
  • L’adozione di un elemento ottico PF e di tre elementi in vetro ED consentono la realizzazione di immagini estremamente nitide e dettagliate, perfettamente adeguate alle prestazioni delle fotocamere digitali ad alto numero di pixel
  • Prestazioni ottiche che non vengono in alcun modo sacrificate quando viene utilizzato il moltiplicatore di focale TC-14E III AF-S
  • I materiali utilizzati nel nuovo elemento PF controllano efficacemente la luce parassita della lente PF (diffrazione)
  • Efficace eliminazione dell’effetto fantasma e della luce parassita grazie al trattamento Nano Crystal Coat, per immagini sempre dettagliate
  • La velocità AF è stata aumentata grazie all’alleggerimento degli elementi ottici nel gruppo di messa a fuoco
  • Dotato di un meccanismo VR che offre una compensazione del movimento della fotocamera equivalente a un aumento di 4.0 stop* del tempo di posa
  • Meccanismo VR dotato di due modi: NORMALE e SPORT
  • Il controllo del diaframma estremamente preciso è ottenuto grazie all’adozione di un meccanismo di diaframma elettromagnetico

Fai-da-te Illuminazione: scopriamo come riciclare un tubo di patatine

Fai-da-te Illuminazione: scopriamo come riciclare un tubo di patatine per  per illuminare al meglio un soggetto macro

Ecco un progetto che ci stuzzicherà la golosità, ma ci darà anche close-up dall’illuminazione impeccabile. Lasciamo a casa flash esterno e treppiede: questa volta ci basta il piccolo flash incorporato! Dobbiamo solo tagliare su misura un tubo di patatine foderato di carta argentata e trovare il modo giusto di fissarlo sulla macchina fotografica: la luce del flash a scomparsa non potrà fare altro che riflettersi sulle pareti argentate del tubo e arrivare diritta sul soggetto. Se vogliamo ombre meno rigide, non dobbiamo far altro che diffondere un po’ la luce con un tovagliolino di carta.

Passo 1

Estraiamo il flash a scomparsa e prendiamo le misure dei tagli che dobbiamo fare per poter incastrare il tubo sulla piccola testa dell’illuminatore. Ritagliamo anche l’altra estremità, con un angolo diagonale in modo che la luce possa cadere dall’alto e avvolgere il soggetto.

Passo 2

Fissiamo un pezzetto di scottex o un tovagliolo di carta sull’apertura di fondo per diffondere la luce e addolcire le ombre. Non abbondiamo, altrimenti perderemo troppa luce e non riusciremo a illuminare a sufficienza il soggetto. 

Se vogliamo una soluzione più solida, usiamo carta o plastica.

Passo 3

Pratichiamo dei fori con le forbici nella parte di tubo che deve collegarsi al corpo macchina e facciamo passare degli elastici. Fissiamo gli elastici alla fotocamera: non saranno certo una soluzione elegante, ma sono la cosa più semplice da mettere e togliere velocemente!

Passo 4

Con i soggetti alti e sottili, come fiori e funghi, scattiamo in verticale per adattarci alla loro forma. Scattiamo in orizzontale per riprendere invece più ampi ciuffi e grappoli. Stiamo solo attenti a non urtare niente e a non danneggiare i delicati soggetti con il nostro nuovo flash con diffusore.

 
 

Friuli Venezia Giulia Fotografia: Eugenio Novajira in "Berlino Altrove"

Eugenio Novajra – Berlino Altrove : 2011-2017

Eugenio Novajra presenta a Spilimbergo una sua personalissima ricognizione visiva su quella che viene considerata, a detta di tutti, la più interessante e dinamica capitale europea in questi ultimi anni, Berlino. Il suo primario interesse professionale per l’architettura gli ha dato il la per esprimere al meglio la sua delicata sensibilità che però non si ferma all’aspetto urbanistico della metropoli ma lo supera e lo interpreta in una dimensione spesso onirica o surreale, guardando nelle pieghe della città in maniera intimista e con occhio a volte quasi cinematografico.
Oltre all’indagine metropolitana c’è anche una gustosa galleria di ritratti di berlinesi contemporanei e completa il tutto un video sui nuovi spazi verdi e il loro utilizzo da parte della popolazione berlinese

Friuli Venezia Giulia Fotografia

Giunta alla trentaduesima edizione, la rassegna è organizzata dal Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo (Pn) ed è rivolta non solo agli appassionati e ai cultori della materia, ma a tutti coloro che desiderano cogliere un’occasione di conoscenza e di bellezza. Tra momenti espositivi, incontri, workshop e attività formative, numerose sono le occasioni per scoprire i protagonisti della scena fotografica nazionale e internazionale. Consolidatosi negli anni, grazie ai trentadue anni di attività del CRAF – il centro è polo di riferimento regionale per le attività di ricerca, studio, raccolta, censimento, archiviazione, conservazione, digitalizzazione e valorizzazione della fotografia –, l’appuntamento è oggi una delle iniziative capaci di vivacizzare da giugno a settembre il calendario 2018 dedicato all’arte e alla cultura della Regione Friuli Venezia Giulia.

Eugenio Novajra – Berlino Altrove : 2011-2017
25 agosto – 23 settembre
Palazzo Tadea, Spilimbergo
Mercoledì, giovedì e venerdì 16.00 – 20.00

Sabato e domenica 10.30 – 12.30 16.00 – 20.00

Le regole della buona… composizione

Una buona composizione

Una fotografia è un’immagine racchiusa in un rettangolo le cui dimensioni (di stampa) vanno generalmente dal 10×13 al 20×30; con un rapporto tra i lati di 3:4 oppure di 2:3 (le reflex). Dentro questo rettangolo ci può stare di tutto, ovviamente: dalle immagini del matrimonio a quelle di una cattedrale, dal reportage di guerra a un disastro ambientale. In tutti i casi, l’immagine comunica sempre qualcosa, ma per poter raggiungere efficacemente il suo scopo, foss’anche puramente estetico, si deve esprimere con precise modalità. Anche il più estroso dei fotografi ne deve tener conto. Come uno chef stellato si preoccupa non solo di cucinare le sue prelibatezze ai fornelli,  ma anche e soprattutto di presentarle ai clienti del suo ristorante nel modo più accattivante possibile, così un fotografo deve imparare le buone regole che sovrintendono all’arte fotografica. Un fotografo capace si distingue dal cosiddetto fotografo della domenica innanzitutto perché, fin dal primo colpo d’occhio sulla scena fotografica, sa esattamente qual è il risultato che vuole ottenere. E perché sa immaginare subito che cosa potrà ottenere. Si potrebbe dire che un professionista ha già la sua fotografia in tasca prima ancora di scattarla. Questa capacità è da riferire in particolare alla composizione fotografica, che in un’immagine in bianco e nero ha valore più che intrinseco, fondativo.

Scegliere per sottrazione

L’occhio della fotocamera, vale a dire ciò che vede l’obiettivo (e che noi traguardiamo nel mirino), non funziona come i nostri occhi, che riescono a includere un’ampia porzione di spazio. Gli obiettivi comprendono nel loro  raggio visuale solo una porzione di ciò che ci compare davanti. Quindi il fotografo è chiamato innanzitutto a selezionare quella parte di realtà che lo interessa maggiormente. Poi deve stabilire se nella realtà che ha selezionato vi sono elementi più interessanti, che vanno messi in evidenza (magari aprendo il diaframma e riducendo la profondità di campo) a scapito di altri cui assegnare solo una parte di contorno o di fondale. Insomma, nel momento in cui inquadra una scena, il fotografo è chiamato a scegliere una porzione del tutto, selezionando gli elementi essenziali al suo progetto fotografico.

Il punto di vista

Una volta esclusi gli elementi meno interessanti  o ridondanti, il fotografo deve fare un altro step importante: interpretare con il suo punto di vista i soggetti che intende fotografare. Soggetti solo apparentemente scontati e banali possono avere potenzialità nascoste. Tutto dipende dalla prospettiva con cui li si osserva. E allora, usando una composizione asimmetrica delle masse e delle linee, una ripresa diagonale del soggetto, una focheggiatura che spezzi l’uniformità ed esalti la tridimensionalità dei piani, si possono ottenere letture originali di una situazione che a prima vita sembrava già vista e priva di interesse.

La regola dei terzi

Ad aiutare il fotografo a ottenere una buona inquadratura, c’è la cosiddetta regola dei terzi. In che cosa consiste? Sostanzialmente nel dividere la scena che vogliamo fotografare in porzioni. Lo possiamo fare servendoci di un artificio: un reticolo mentale e visivo – fatto di due linee orizzontali e due verticali a formare 9 riquadri – per collocare con più ordine ed equilibrio i soggetti presenti. Di fatto, questo reticolo c’è già nei mirini di moltissime fotocamere. Ciò che è importante sapere è che saranno le quattro intersezioni delle linee, dette punti focali o punti di forza, a guidarci nella composizione. Proprio in quei punti, infatti, sarà più indicato piazzare i soggetti principali: evitando di collocarli al centro della foto si otterrà un’immagine più dinamica. Ma, come tutte le regole, anche questa può essere violata da un fotografo: a patto che la sua scelta si dimostri capace di migliorare davvero la composizione finale.

La messa a fuoco

Anche la scelta attenta di tempi, diaframmi e ISO (l’indice di sensibilità alla luce di un sensore digitale o di una pellicola) può favorire una migliore composizione fotografica. Per spezzare l’uniformità e staticità di una scena può essere utile, infatti, mettere a fuoco solo un soggetto sfocando tutto il resto. Negli ultimi anni, la tecnica della sfocatura ha preso il nome di bokeh a partire dalla parola giapponese boke il cui significato comprende sia “sfocatura” che “confusione”. Questo neologismo inventato nel 1997, da Mike Johnston curatore della rivista americana Photo Techniques, in realtà non aggiunge nulla di nuovo a quanto già si sapeva sulla sfocatura dell’immagine. La cosa importante da sapere è un’altra: quando inquadrate non lasciatevi condizionare mai da un solo elemento, quello che vi sta più a cuore: bisogna sempre prestare attenzione al tutto affinché il particolare che vi preme venga perfetto (anche se quasi tutto poi verrà sfocato!). Cosa importante: provate a disabilitare l’autofocus sull’obbiettivo (pulsante da AF a AM) e provate almeno qualche volta il piacere di mettere a fuoco manualmente!

Premio Voglino: aperte le iscrizioni alla IV edizione del premio itinerante per la fotografia

Premio Voglino: premio itinerante per la fotografia

Sarà la IX edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi a ospitare, per il terzo anno consecutivo, il Premio Voglino, con le Letture Portfolio che si svolgeranno a Lodi il 20 e 21 Ottobre 2018, inserendosi così nel ricco programma di mostre ed eventi del Festival lodigiano.

Il Premio Voglino, ideato, organizzato e diretto da Cecilia Pratizzoli e giunto oggi alla sua quarta edizione, è un premio itinerante per la fotografia e l’editoria in Italia dedicato alla figura di Alessandro Voglino per la dedizione e passione investite nella divulgazione della cultura fotografica italiana.

Premio Voglino e Festival della Fotografia Etica di Lodi

La tappa lodigiana, oltre all’alto valore artistico e culturale della stessa, sancisce la partnership con il Festival della Fotografia Etica testimoniando ancora una volta la stima e la gratitudine tributata da artisti, editori, associazioni e organizzatori di festival ad Alessandro, fondatore di HF Distribuzione, prima azienda in Italia dedita alla vendita per corrispondenza e on line di editoria fotografica. Istituito da Cecilia Pratizzoli, grazie alla famiglia Voglino, in collaborazione con Claudio Massarente e Raffaella Castagnoli e tutti gli amici appartenenti al mondo della fotografia che lo sostengono, il Premio ha incontrato la volontà del gruppo fotografico Progetto Immagine, responsabile dell’organizzazione del festival lombardo, di dargli continuità nel tempo e, condividendone lo slancio volto alla connessione tra rassegne, al superamento della localizzazione e alla creazione di una rete contribuire a un connubio culturale nel nome della stessa arte mettendo gentilmente a disposizione i propri spazi per la realizzazione dell’evento.

Premio Voglino: aperto a progetti digitali o cartacei di fotografi professionisti e non

Il premio, aperto a progetti digitali o cartacei di fotografi professionisti e non, fino a esaurimento posti, è anzitutto occasione di formazione e di arricchimento per gli autori, che potranno accrescere la propria esperienza e il proprio bagaglio formativo attraverso l’incontro e il confronto diretto con stimati professionisti del settore. Due le novità di questa edizione: uno spazio dedicato alle Letture Portfolio con le Agenzie di fotogiornalismo italiane – che affiancheranno le tradizionali Letture con galleristi, curatori, critici e photoeditor delle più prestigiose testate – e le Letture Portfolio Dummies per tutti gli iscritti che vorranno mostrare il proprio progetto fotografico editoriale ai massimi esperti del settore. Le Letture Portfolio avranno luogo nelle giornate di sabato 20 ottobre (dalle 10 alle 13 e dalle 14:30 alle 18) e domenica 21 ottobre (dalle 10 alle 13 e dalle 14:30 alle 17, mentre la premiazione avverrà alle 18.30 di domenica 21 ottobre. Tutti gli eventi si svolgeranno presso la Biblioteca Comunale Laudense, in Via Solferino, 72 a Lodi.

Premio Voglino: categorie e premi

La Giuria è composta da photoeditor, fotografi, critici e docenti che come lettori saranno a disposizione dei partecipanti per visionare i lavori proposti e infine selezionare i migliori tra quelli presentati nelle sessioni assegnando i diversi premi: Premio Miglior Portfolio (a tema libero, aperto a tutti); Premio Giovane Talento (riservato ad autori che non abbiano ancora compiuto il trentacinquesimo anno di età); Premio Fotografia Etica (per il fotogiornalismo, a suggellare la collaborazione preziosa col Festival); Premio Dummies (riservato a progetti editoriali, prodotti o in via di definizione). Per le prime due categorie sono previsti la produzione e stampa delle mostre che saranno esposte nel circuito ufficiale dell’Italian Photography Network, istituito grazie alla collaborazione con i Partner, e un significativo contributo in denaro per accrescere la propria formazione fotografica e/o proseguire un personale progetto fotografico. Il vincitore del “Premio Fotografia Etica” riceverà la produzione e stampa della mostra che sarà esposta alla prossima edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi all’interno del circuito ufficiale del Festival. Il vincitore del “Premio Dummies” riceverà un contributo in denaro per la produzione e distribuzione del libro. Le mostre vincitrici del Premio Voglino 2017 saranno esposte dal 06 al 28 ottobre 2018 nel circuito ufficiale delle mostre del Festival della Fotografia Etica.

Per tutte le informazioni:

info@premiovoglino.com

www.premiovoglino.com

www.fotografiaetica.it

FotograFARE 2018: Pronta la seconda edizione del contest fotografico solidale

Il contest fotografico solidale

Pronta la seconda edizione del contest fotografico solidale “fotograFARE-2018”, patrocinato dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Bergamo, dal Comune di Bergamo e dal Comune di Dalmine; tutto è definito, regolamento, premi, giuria e temi.
Le finalità del concorso rimangono invariate e si basano su quattro punti fondamentali: fotografia, solidarietà, giovani e territorio.

FotograFARE 2018: importanti novità

In questa nuova edizione del contest l’attenzione è stata posta sui bambini malati dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ai quali sarà devoluta l’intera somma raccolta dalle quote di iscrizione.Per questa seconda edizione, il contest ha deciso di allargare le proprie maglie, estendendosi a tutti i fotografi e fotoamatori di ogni parte del territorio nazionale. Inoltre è stata aggiunta una sezione riguardante la fotografia analogica.

Diciannove saranno i premi messi in palio: dodici per la sezione digitale, suddivisi in due categorie, sei per la categoria studenti e sei per la categoria fotoamatori, sei premi per la sezione analogica come categoria mista, e in più sarà premiato il fotoclub con più partecipanti al concorso.  Anche per questa edizione tutta la parte grafica è stata realizzata dagli studenti della sezione di grafica dell’Istituto Caterina Caniana di Bergamo in un Poject Work sotto forma di alternanza scuola/lavoro.

Segnate questa importantissima data “7 ottobre 2018 – giornata nazionale della fotografia per la solidarietà”

Iscrizione, regolamento e informazioni all’indirizzo www.fotofare.it

Alla Casa Dei Tre Oci Willy Ronis. Fotografie 1934-1998 

Willy Ronis. Fotografie 1934-1998 

La Casa Dei Tre Oci di Venezia rende omaggio al grande fotografo francese Willy Ronis (1910-2009); la mostra, che presenta 120 immagini vintage, tra cui una decina inedite dedicate a Venezia, è la più completa retrospettiva del grande fotografo francese in Italia.

L’esposizione è curata da Matthieu Rivallin, coprodotta dal Jeu de Paume di Parigi e dalla Médiathèque de l’architecture et du patrimoine, Ministry of culture – France, e vede la partecipazione della Fondazione di Venezia, organizzata da Civita Tre Venezie; in mostra 120 immagini vintage, tra cui una decina inedite dedicate a Venezia, in grado di ripercorre l’intera carriera di uno dei maggiori interpreti della fotografia del Novecento e protagonista della corrente umanista francese, insieme a maestri quali Brassaï, Gilles Caron, Henri Cartier-Bresson, Raymond Depardon, Robert Doisneau, Izis, André Kertész, Jacques-Henri Lartigue e Marc Riboud.

Pur non essendo un movimento codificato da un manifesto programmatico, quello umanista dimostrava il suo interesse verso la condizione umana e la quotidianità più semplice e umile, per scoprirvi un significato esistenziale universale. Attraverso le sue immagini, Ronis sviluppa una sorta di micro-racconti costruiti partendo dai personaggi e dalle situazioni tratte dalla strada e dalla vita di tutti i giorni, che lo portano a estasiarsi davanti alla realtà e a osservare la fraternità dei popoli.

Se è vero che le sue fotografie corrispondono, in una certa misura, a una visione ottimista della condizione umana, Ronis non ne cela l’ingiustizia sociale e s’interessa alle classi più povere. La sua sensibilità nei confronti delle lotte quotidiane per la sopravvivenza in un contesto professionale, familiare e sociale precario, rivela che le sue convinzioni politiche, militante comunista, lo conducevano a un impegno attivo, attraverso la produzione e la circolazione di immagini della condizione e delle lotte operaie. Sebbene la maggior parte delle sue immagini più riprodotte siano state scattate in Francia, sin dalla sua giovinezza Ronis non ha smesso di viaggiare e fotografare altri luoghi. Il suo stile resta intimamente legato al suo vissuto e al suo modo di intendere la fotografia. Non esitava, infatti, a rievocare la sua vita e il suo contesto politico e ideologico. I suoi scatti e i suoi testi raccontano un artista desideroso prima di tutto di esplorare il mondo, spiandolo in segreto, aspettando pazientemente che esso gli sveli i suoi misteri. Ai suoi occhi è più importante ricevere le immagini che andarle a cercare, assorbire il mondo esteriore piuttosto che coglierlo e, da qui, costruire la sua storia.

WILLY RONIS

FOTOGRAFIE 1934-1998

VENEZIA/TRE OCI

 06.09.2018 > 06.01.2019

Annunciate le Nikon Z: le mirrorless full frame

Le mirrorless full frame Nikon

Nikon ha svelato due nuove mirrorless full frame, la Nikon Z6 e la Nikon Z7.
Nikon Z7 offre un sensore da 45,7 megapixel e Nikon Z6 uno da 24,5 megapixel. In arrivo subito tre nuove ottiche e in sviluppo anche il 58mm F0.95.

I corpi macchina 

Z6 e Z7 rappresentano rispettivamente la proposta di fascia media e di fascia alta. Le dimensioni non cambiano molto, così come la disposizione di ghiere e pulsanti; i corpi sono stati sviluppati con l’obiettivo di offrire la migliore ergonomia possibile.
La Nikon Z6 è dotata di un sensore da 24,5 Mpixel, con estensione ISO  da 100 a 51.200, 273 punti di messa a fuoco a contrasto con riconoscimento del volto e capacità di effettuare una raffica di 12 fps.
La Nikon Z7 è invece pensata per chi necessita di prestazioni ancora maggiori e più efficaci. Sensore fullframe da 45,7 Mpixel dotato di 493 punti di messa a fuoco a contrasto con riconoscimento del volto, capacità di effettuare una raffica di 9 FPS; estensione ISO va da 64 a 25.600.
Entrambi i sensori offrono inoltre la stabilizzazione a 5 assi, con capacità di stabilizzare fino a 5-stop.
Entrambe possono registrare video 4K UHD 30p: Z6 con full readout del sensore, senza ritagli; nella Z7 la registrazione full pixel readout avviene in formato DX.
E’ consentita inoltre la registrazione a 10-bit 4.2.2, con profilo colore N-log in grado di restituire fino a 12 stop di gamma dinamica, tramite recorder esterno.
L’EVF è dotato di 3,69 milioni di punti e il sistema di specchi interno permette di riprodurre un’anteprima nitida. Il display integrato ha una diagonale di 3,2 pollici con una risoluzione di 2,1 milioni di punti ed è inclinabile.
Le nuove Nikon sono dotate di un singolo slot di memoria compatibile con schede XQD.

Nuovo attacco Z-Mount e adattatore F-Mount

Il nuovo Z-Mount si caratterizza per un diametro di 55 millimetri e da una flangia di 16 millimetri. Nikon ha presentato, inoltre,  l’adattatore FTZ da Z-Mount a F-Mount, che permette a tutti gli utenti di usare un parco ottiche esistente costituito da più di 300 obiettivi.

Gli obiettivi F-Mount

Nikon ha presentato in contemporanea tre obiettivi: Nikkor Z 24-70 f4 sNikkor Z 35mm f1.8 s e Nikkor Z 50mm f1.8 s; una lente zoom e due obiettivi fissi facenti parte della gamma di prodotti S-line.
Nikon tiene a precisare che l’annuncio del sistema mirrorless non andrà ad oscurare il sistema reflex.

Prezzi e disponibilità

Nikon Z6 sarà disponibile a novembre ad un prezzo, di 1995 Dollari USA (solo corpo), oppure $2599 con il 24-70 F4.  Per Z7 si parla di  $3399 (solo corpo) e $3999 in kit con il 24-70 F4 con disponibilità da settembre.

Steve McCurry a Firenze: ingresso gratuito alla mostra "Icons"

Villa Bardini: ingresi gratuti per la mostra Icons

Il cda della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, che ha in gestione il complesso per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze,  ha deciso di permettere l’ingresso gratuito a tutti alla mostra Icons di Steve McCurry presso Villa Bardini.
Gli ingressi saranno gratuiti nella giornata di Mercoledì 22 Agosto e Mercoledì 29 Agosto: “Un nuovo regalo ai fiorentini (e non solo) ma anche ai tanti turisti – dichiara il presidente della Fondazione Bardini e Peyron Jacopo Speranza a FirenzeToday– che affollano Firenze in questo periodo. E’ anche un’occasione per ammirare Firenze da un punto di vista particolare e per vedere la bellissima mostra di uno dei grandi maestri della fotografia mondiale”.
 

Strage di Genova: i cittadini chiedono di chiudere la mostra di Olivero Toscani

Dopo le parole in difesa dei Benetton, i genovesi chiedono che venga chiusa la mostra di Olivero Toscani

A Genova è in corso in questi giorni un’esposizione di 150 fotografie realizzate da Oliviero toscani a bordo delle navi della Costa Crociere.
Qualche cittadino, ancora scosso dalla tragedia del crollo del Ponte Morandi chiede però la chiusura anticipata della mostra; il motivo? Ai cittadini non sono andate giù le dichiarazione del celebre fotografo- che per vent’anni ha prestato servizio al gruppo Benetton – in difesa di Autostrade per l’Italia, società facente parte del gruppo Atlantia, che ne possiede il 100% del capitale sociale e che fa riferimento, proprio come principale azionista, alla famiglia Benetton.
E difatti In un’intervista al Corriere della Sera, il fotografo aveva attaccato pesantemente gli Italiani, definendoli un “popolo di incattiviti” dopo le polemiche seguite al crollo del ponte: “Da fotografo e da uomo immagine – ha detto – posso dire proprio questo: siamo un popolo di infelici, incattiviti. Ce l’abbiamo con la nostra condizione, secondo me è per una colpa nostra. Ma allora prendiamoci a sberle per strada, sarebbe più sano a questo punto. Che popolo cattivo. E non dico solo quello italiano, l’umanità. Ce l’abbiamo con tutti”.

Olivero Toscani: le sue parole mal digerite dai Genovesi

Fuori da Palazzo Ducale non si risparmiamo le critiche al fotografo: “Poteva risparmiarsele”, “Ha sbagliato”, “Doveva pensarci bene prima di prendere le difese di Autostrade” sono i commenti che si sentono ripetere più spesso dai cittadini.  E così i genovesi, molto scossi e traumatizzati da quanto accaduto chiedono di chiudere in anticipo la mostra sulla felicità ospitata a Palazzo Ducale e curata proprio da Toscani; la mostra rappresenta infatti uno schiaffo alla città di Genova: secondo le parole di Toscani, riportate dal Secolo XIX in occasione dell’apertura ufficiale della mostra, “è stata un’esperienza molto divertente perché non avendo potuto programmare nulla siamo davvero andati a caccia di felicità ritraendo le persone nei loro momenti più belli. Farlo a bordo, durante una vera crociera, ha dato quel qualcosa in più che manca negli studi di posa“.
Felicità che in questo momento stride profondamente con la situazione di Genova.

0 0,00
Go to Top