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Deaphoto: bando di selezione di progetti didattici per workshop

Bando di selezione di progetti didattici per workshop

L’Associazione Culturale Deaphoto seleziona Progetti Didattici per Workshop Fotografici su temi specifici di ricerca da parte di fotografi, curatori, critici, docenti di fotografia con precedenti esperienze didattiche, da realizzarsi a Firenze nella Stagione Didattica 2018-2019. Tutti i progetti dovranno essere inviati via mail a infodeaphoto@gmail.com solo ed esclusivamente su Modulo predisposto entro e non oltre il 31 Luglio 2018.  Il Bando garantisce la massima democraticità e trasparenza nella selezione delle proposte.
Sono possibili proposte su ogni genere, tematica e tecnica fotografica. Pur garantendo la massima attenzione per ogni tipo di proposta, saranno presi particolarmente in considerazione Workshop su tematiche sociali (reportage sociale, ritratto tipologico-sociale); quelle riguardanti corpo, figura, identità, relazione, narrazione, memoria, archivio; staged, diary, narrative, found photography; fotografia di scena

Potete consultare e scaricare dai seguenti link: 

Bando di Selezione dei Progetti

Scheda di Partecipazione

Il teleobiettivo: perfetto per riprendere scene di vita

Il teleobiettivo strumento perfetto per riprendere scene di vita

Anche se non mancano occasioni per utilizzare obiettivi con lunghezze focali diverse, o magari per scopi più specialistici, il teleobiettivo rimane lo strumento principale per la realizzazione di un buon reportage. Il reportage è il racconto di un frammento di vita, di una realtà nel suo svolgersi. Questo lo distingue da altri generi fotografici, come ad esempio la fotografia artistica. Per quest’ultima c’è un coinvolgimento diretto tra fotografo e soggetto fotografato. Nel reportage il fotografo deve interferire poco o nulla con la scena che sta riprendendo. Diventa quindi importante poter scattare immagini in modo discreto, a distanza dal soggetto, anche se è difficile pensare che la vostra presenza non influenzerà in alcun modo la scena fotografata.

La stesura di uno Story Board

Prima di avventurarvi in un reportage impegnativo, è bene familiarizzare con l’utilizzo di un buon teleobiettivo (meglio se si tratta di uno zoom, perché con una sola lente avrete più possibilità di ravvicinare il soggetto fotografato.). Non importa che soggetto, o che situazione sceglierete di fotografare per esercitarvi con il vostro teleobiettivo. Possono essere i passanti nella piazza sotto casa vostra, la gente in un bar, l’uscita dalla messa domenicale. Lasciate spazio alla fantasia, datevi però il compito di raccontare un’ora della loro vita. Per farlo ricordatevi di preparare una traccia, con tutti i momenti che pensate possa valere la pena di immortalare. Si tratta di stendere uno Story- Board, anche se molto sintetico. È solo con il vostro Story Board alla mano, che inizierete a fotografare e vi imbatterete nelle caratteristiche tecniche del vostro teleobiettivo. Scoprirete ben presto, che non è facile seguire il vostro soggetto con un obiettivo a focale lunga. Dato che lo scopo del vostro “esercizio” è di fare delle riprese senza essere notati, potreste trovarvi a decine di metri dal soggetto che volete fotografare. Se avete un teleobiettivo zoom, lo potete impostare sulla massima lunghezza focale disponibile, ma l’ineluttabile conseguenza sarà una profondità di campo così ridotta, che i soggetti in movimento tenderanno a uscire costantemente dal vostro punto di messa a fuoco. Mi raccomando, però, non preoccupatevi! Si tratta di una situazione molto classica, che il sistema AF (Autofocus) della vostra fotocamera è in grado di dominare alla perfezione.

Importante è comprenderne a fondo il comportamento e il funzionamento per sfruttarne i vantaggi. Solitamente, è sufficiente una serie anche limitata di esperimenti per diventare padroni delle tecniche necessarie per realizzare un reportage fotografico.

Vi ricordiamo l’importanza di un’attrezzatura leggera ed essenziale, anche se ovviamente occorre fare un’eccezione se avete intenzione di utilizzare un teleobiettivo con focale molto lunga. Più l’obiettivo è “potente”, più aumenta il suo peso, e diventa quindi necessario l’utilizzo di un buon cavalletto per stabilizzare la macchina fotografica. Basta sceglierlo di qualità, robusto ma di materiale leggero, e il gioco è fatto.

FUJIFILM ridefinisce il piano produzione degli obiettivi intercambiabili Serie X

FUJIFILM ridefinisce il piano produzione degli obiettivi intercambiabili Serie X: la capacità produttiva aumenterà del 70% entro il 2020

FUJIFILM Corporation aumenterà considerevolmente la propria capacità produttiva per gli obiettivi intercambiabili, esigenza che nasce in risposta alla crescente domanda di fotocamere digitali mirrorless.

Pertanto, ulteriori stabilimenti di produzione saranno allestiti presso la fabbrica FUJIFILM Optics Co Ltd. di Taiwa (“FFOP”), una filiale giapponese dedicata alla produzione di fotocamere e obiettivi. Le nuove strutture saranno progressivamente operative a partire da settembre 2018. Questa espansione porterà a un aumento della capacità produttiva del 70% circa nel 2020, quando tutte le strutture saranno operative a pieno regime.

Fujifilm è entrata nel mercato delle fotocamere digitali mirrorless nel 2012 e ha continuato a espandere la gamma di fotocamere mirroless APS-C della Serie X.

Nel marzo 2017, l’azienda ha introdotto FUJIFILM GFX 50S, una fotocamera digitale mirroless medio formato dotata di sensore con superficie 1,7 volte maggiore di un sensore full frame. La qualità superiore dell’immagine, basata sulla tecnologia di riproduzione dei colori Fujifilm, il design elegante e l’eccezionale operatività hanno consentito alla fotocamera di ottenere un ottimo apprezzamento da parte dei fotografi professionisti e dei fotoamatori evoluti.

Attingendo alle tecnologie ottiche, sviluppate attraverso la produzione di obiettivi FUJINON, ampiamente utilizzate nei settori televisivi e cinematografici, Fujifilm ha lavorato allo sviluppo di obiettivi intercambiabili dalle eccellenti prestazioni. L’attuale gamma di obiettivi intercambiabili include 36 modelli, le cui vendite sono in crescita con un incremento di oltre il 20% annuo.

Fujifilm sta considerevolmente aumentando la propria capacità produttiva della fabbrica FFOP di Taiwa in risposta alla crescente domanda di fotocamere digitali mirrorless e per raggiungere i propri obiettivi di vendita delle ottiche intercambiabili Serie X e Serie GFX. Tra le nuove strutture da implementare vi è una camera bianca di grandi dimensioni con un analizzatore all’avanguardia e altre strutture che utilizzeranno l’intelligenza artificiale e l’IoT per migliorare la precisione nelle regolazioni ottiche. Tutto ciò consentirà un miglioramento nella produzione di obiettivi intercambiabili di altissima qualità, e conseguentemente una migliorata efficienza nella produzione di obiettivi ultra grandangolari e obiettivi di grande diametro, ottiche queste che richiedono un alto livello di prestazioni e di risoluzione delle immagini. Attraverso questo investimento, la capacità produttiva della fabbrica di Taiwa nel 2020 (quando tutte le strutture saranno pienamente operative) aumenterà del 70% circa dal livello attuale.

Dopo tale obiettivo, la fabbrica di Taiwa unirà strutture all’avanguardia e l’alta specializzazione di lavoratori qualificati per produrre non solo obiettivi GF, ottiche nate per riprodurre le elevate qualità di risoluzione del medio formato GFX 50S, ma anche obiettivi intercambiabili che richiedono massima abilità e precisione di produzione. Tra questi uno zoom ultra-grandangolare con apertura massima F2.8 e una lunghezza focale equivalente a 12-24mm*, ultima aggiunta alla gamma di obiettivi intercambiabili XF dedicati alla Serie X, così come un teleobiettivo di grande diametro, con una apertura massima F2.0 e una lunghezza focale equivalente a 305mm*1, che è stato sviluppato per anticipare la richiesta che ci sarà durante le Olimpiadi del 2020 a Tokyo. Gli obiettivi intercambiabili con qualità “Made in Japan”, prodotti nella fabbrica di Taiwa, saranno distribuiti in tutto il mondo.

Fujifilm continuerà a sfruttare le proprie tecnologie di elaborazione ottica e di assemblaggio di precisione, sviluppate nel corso degli anni nel campo dell’imaging, per espandere ulteriormente la gamma di fotocamere digitali mirrorless e degli obiettivi intercambiabili, ampliando così l’appeal fotografico della Serie X e della Serie GFX.

Gaetano Massa: Musica, cemento, rivolta, amicizia e riscatto nelle foto dell’Hip Hop a Napoli

Musica, cemento, rivolta, amicizia e riscatto  nelle foto dell’Hip Hop a Napoli

Cosa c’entra Robert Capa con Gaetano Massa e con le sue fotografie che raccontano l’Hip Hop a Napoli? Sicuramente vi ricorderete la sua famosa frase, citata molte volte, che dice: «Se le vostre foto non sono abbastanza buone, non siete abbastanza vicino». Capa era, ma non solo, un fotografo di guerra, e Gaetano si potrebbe dire un fotografo di battaglie. Battaglie individuali. E quanto alla distanza, Gaetano non solo è molto vicino al mondo dell’Hip Hop partenopeo, ma c’è completamente dentro. Infatti, prima di realizzare una vera e propria trilogia fotografica su questa realtà è stato rapper e deejay egli stesso, animando la scena degli anni Novanta, prima di partire per Bologna dove si è laureato al DAMS per poi fare ritorno al sud stabilendosi a Casoria, alle porte di Napoli, dove tutt’ora risiede. Fotografa ciò che meglio conosce, e che evidentemente è stata ed è ancora una grande e coinvolgente passione. 

Quando e com’è nata la voglia, o forse dovremmo chiamarla esigenza, di fotografare l’Hip Hop in Campania, dopo averlo praticato in prima persona?

«Il primo lavoro fotografico di questa trilogia dedicata all’Hip Hop nella mia terra, intitolato Bixio family, è nato dall’aver seguito, qui a Casoria e nell’area nord di Napoli, alcuni ragazzi che rappresentavano la nuova scena rap, fotografandoli quando partecipavano alle feste, registravano musica e crescevano insieme. Alcuni di loro, con il tempo, hanno fatto strada e sono addirittura finiti sotto contratto discografico. Il secondo progetto, Close up: i lottatori del rap, è sicuramente quello che ha avuto maggior riscontro e che mi ha dato notevole visibilità. L’ho realizzato nel garage dove negli anni Novanta facevo rap io stesso, coinvolgendo i protagonisti della scena Hip Hop underground provenienti da tutta la Campania – erano una trentina circa –. Di loro ho voluto fotografare i tatuaggi e gli oggetti personali. E poi il terzo progetto, fatto insieme all’amico e fotografo Pino Miraglia, è diventato un libro dal titolo Core e lengua. Il rap in Campania e altre storie. Si tratta di un lavoro di ampio respiro – basti pensare che vi abbiamo dedicato tre anni –. È costruito su diversi capitoli: i ritratti ambientati ai rapper nei loro quartieri d’appartenenza a Napoli, le feste Hip Hop che si svolgono durante l’anno, soprattutto nelle periferie, i rapper lavoratori – uno fa le statuine del presepe, uno è il tassista, un altro lavora in un’impresa di pulizie e così via –, i rapper mainstream, cioè i nomi più affermati e conosciuti dal grande pubblico – questo è un capitolo che comprende anche una serie di foto realizzate durante i live –. Nel libro sono presenti anche interviste ai protagonisti della scena Hip Hop, una serie di foto storiche e una discografia consigliata. È stata un’esperienza approfondita, nella quale ci dividevamo i compiti, io e Pino, rispetto ai soggetti da fotografare, per poi fare un editing comune a casa mia. Anche questo saper superare il proverbiale individualismo del fotografo per lavorare in due è già un atteggiamento sintonizzato, in qualche modo, sulla cultura Hip Hop»

L’intervista completa sul nuovo numero de Il Fotografo disponibile anche online

L’immagine perennemente sfuggente di un Paese

L’immagine perennemente sfuggente di un Paese: In Italia serve un sistema permanente  dedicato allo studio del bene fotografico

A cura di Denis Curti 

Da qualche tempo a questa parte mi capita di seguire tesi di laurea dedicate alla fotografia. Per me è un grande impegno e, allo stesso tempo, una grande soddisfazione. Mi piace discutere con giovani studenti e sono molto interessato al confronto. Soprattutto mi interessa capire il loro punto di vista su questo linguaggio ambiguo e studiare nuovi modelli di approccio e di ricerca. Gli approfondimenti che mi vengono sottoposti, molto spesso, riguardano aspetti legati al mercato del collezionismo e al valore delle immagini intese come bene culturale. È il caso, per esempio, dello studente veneziano  Lorenzo Rossini: in chiusura della sua tesi pone alcune domande centrali che, credo, possano riguardare tutti gli operatori attivi del segmento fotografico. Sono numeri che fanno impressione, dati che fanno riflettere. Ho chiesto al giovane ricercatore di approfondire la situazione italiana. Ecco che subito si registra un’inversione di tendenza: il nostro Paese sembra essere il paradiso dell’effimero.  Moltissimi sono i festival fotografici sparsi su tutto il territorio nazionale (se ne contano oltre 30) e pochissime le realtà che svolgono attività permanenti volte alla salvaguardia e alla valorizzazione dei numerosi patrimoni culturali inerenti alla fotografia. Senigallia ha recentemente ricevuto dalla Regione Marche lo statuto di Città della Fotografia – cercheremo di scoprire quale sarà il senso vero di questa definizione –. Modena conta una Fondazione Fotografia con tanto di scuola e spazi espostivi. Torino propone Camera – Centro Internazionale per la Fotografia. Venezia opera attraverso la Casa dei Tre Oci con la Fondazione di Venezia. Milano rinnova il Mufoco, con la preziosa complicità e collaborazione della Triennale. Sempre a Milano si tiene la fiera commerciale MIA. E poi una moltitudine di spazi espositivi temporanei, sparsi da Nord a Sud nel Paese, ospitano rassegne collettive, tematiche o personali di grandi autori. Serve un’inversione di tendenza. Per rispondere alle domande del giovane ricercatore è necessario cambiare rotta e investire maggiormente su realtà permanenti capaci di avviare processi di conservazione e poi di valorizzazione del bene fotografico. Ci sono notizie dalla cabina di regia della fotografia voluta dall’ex ministro Franceschini?

Intrattenimento senza limiti con il nuovo Huawei P Smart+

Il nuovo Huawei P Smart+

Huawei, leader mondiale nella tecnologia, lancia oggi HUAWEI P Smart+, un device pensato per rispondere alle necessità dei consumatori più esigenti, offrendo il meglio della tecnologia, uno spirito innovativo e un design elegante ad un prezzo accessibile.

Per il lancio del nuovo smartphone di fascia media, Huawei ha scelto di collaborare in esclusiva con Amazon.it, una decisione che rispecchia l’anima smart e dinamica del device e le esigenze dei consumatori che sempre più spesso si rivolgono all’online per un’esperienza d’acquisto rapida e a portata di mano.

Per la prima volta Huawei sceglie di affidarsi ad un unico canale di vendita: P Smart+ sarà infatti acquistabile in esclusiva, per un periodo limitato di tempo, sullo store online di Amazon.it. Gli utenti che sceglieranno di pre-ordinare il device, da oggi fino al 7 agosto, potranno inoltre, godere di un’offerta esclusiva a loro riservata.

Huawei P Smart+ : caratteristiche

HUAWEI P Smart+ è uno smartphone pensato per una generazione giovane, energica e multi-connessa alla ricerca di un’esperienza ricca e completa che includa il meglio dell’intrattenimento, dell’esperienza fotografica e il massimo della potenza mobile. Le 4 fotocamere, 2 anteriori da 24 Mp e 2Mp e 2 posteriori da 16 Mp e 2 Mp, garantiscono delle immagini quasi professionali pronte a rispecchiare la realtà e ad esaltare i dettagli permettendo agli utenti di catturare i momenti più emozionali. Il display Huawei FullView 2.0 da 6.3” offre un’esperienza immersiva unica, che grazie allo schermo FullHD da 19.5:6 e alla gamma di colori profondi e cangianti assicura una delle migliori performance visive della line-up di smartphone Huawei. In un mondo oggi sempre più frenetico dove lo smartphone diventa il compagno indispensabile per la vita di tutti i giorni, Huawei con il nuovo è in grado di accompagnare i consumatori fino a notte fonda grazie alla batteria con una capacità di 3340 MAH e al processore Kirin 710 con Intelligenza Artificiale. La potenza del nuovo device Huawei si mostra anche con un utilizzo intenso e prolungato, dove le performance sono costanti e rispecchiano e si adeguano alle esigenze uniche e diversificate di ogni utente. 

HUAWEI P Smart+, dotato di 4GB di RAM e 128GB* di ROM permette ai consumatori di avere a portata di mano tutta la potenza necessaria per lavorare con più applicazioni contemporaneamente e uno spazio per salvare le foto e provare nuove app e giochi senza limite.

Il P Smart+ racchiude tutte le feature necessarie per essere un dispositivo completo e alla portata di tutti i consumatori, confermando l’impegno di Huawei di offrire soluzioni sempre innovative, rivolte al futuro della tecnologia e pensate per assecondare i desideri degli utenti.

Musica, fotografia, performance e intrattenimento: sono questi gli aspetti chiave di P Smart+ che saranno raccontati attraverso un progetto on the road con un ospite d’eccezione: Emis Killa. Il rapper sarà protagonista del PsmartPlus tour, un evento speciale pensato da Huawei per stupire e coinvolgere i suoi fan in giro per la città di Milano.

HUAWEI P Smart+ è disponibile già oggi in preordine su Amazon.it nella colorazione black al prezzo consigliato al pubblico di 299 Euro.

Andy Warhol: le foto inedite dell’artista pop più famoso di sempre

Andy Warhol come non l’abbiamo mai visto

La Andy Warhol Foundation, a trentun’anni  dalla morte dell’artista ha deciso di rendere pubbliche migliaia di foto inedite scattate da Andy Warhol.: pezzi della sua vita, celebrità e amici raccolti in una collezione di oltre centotrentamila fotogrammi che la Andy Warhol Foundation utilizzerà, inoltre,  per la realizzazione di un libro.
Le immagini risalgono al periodo che va dal 1976 alla sua morte, nel 1987 e confluiranno nel Contact Warhol Project.  Secondo quanto si legge sul Guardian, l’artista ha sviluppato solo il diciassette per cento degli scatti.
La collezione è di proprietà della Stanford University, dove sarà esposta a settembre una prima selezione delle foto; per la biblioteca digitale si pensa che la pubblicazione potrebbe avvenire entro la fine del 2018. A novembre invece verrà pubblicato il libro.

“È Warhol come non si è mai visto prima. Osserviamo la sua vita quotidiana come non abbiamo mai potuto fare prima che questi negativi venissero sviluppati e resi pubblici. I negativi non solo offrono nuove e importanti intuizioni sulla vita e il lavoro di Warhol, ma aiutano anche a chiarire le questioni relative a ciò che lo ha motivato e preoccupato durante l’ultimo decennio della sua vita” , ha detto Richard Meyer, professore d’arte a Stanford al Guardian.
La mostra dell’artista farà il suo debutto al Whitney di New York nel 2019 

Fotografia e Social: il diritto d'autore

Il diritto d’autore per le foto sui social

A molti di voi sarà capitato di trovare pubblicata sui social una bellissima foto di un utente che non conoscete. La tentazione di ricondividere quello scatto è alta, ma vi chiedete se tale foto è coperta dal diritto d’autore. La Giurisprudenza susseguitasi negli ultimi anni ha cercato di rispondere a questo quesito.

Innanzitutto bisogna chiedersi se una persona che posta una sua immagine sulla propria bacheca Facebook, cede i diritti di pubblicazione a Facebook, e di conseguenza l’opera diventa di pubblico dominio. E ancora se è necessario mettere una protezione all’immagine ( Per esempio l’espressa indicazione Diritti Riservati).  Orbene la risposta che da la Giurisprudenza è negativa; la pubblicazione di una fotografia sulla pagina personale Facebook fa presumere, in assenza di prove contrarie, la titolarità dello scatto.
Di conseguenza, postare le fotografie sulla propria pagina Facebook o Instagram non comporta la cessione dei diritti d’autore: in caso di utilizzo non autorizzato da parte di terzi è possibile chiedere il risarcimento del danno patrimoniale e morale per violazione del diritto d’autore.
E difatti, quando si pubblica sui social una fotografia si attua una cessione della stessa solo nei confronti della piattaforma social.

In definitiva l’opera non è di dominio pubblico e resta di proprietà del titolare che ne conserva i diritti d’autore fino a 70 anni dopo la propria morte. 
Un secondo aspetto riguarda la dimostrazione della titolarità della fotografia: non sono necessarie registrazioni o particolari formalità in tale senso essendo sufficiente poter dimostrare l’anteriorità della propria opera: si deve riuscire a dimostrare, tra due opere identiche, di aver creato per primo il contenuto.

L'Autre Vivian. L'altra Vivian Maier in mostra

L’Autre Vivian. L’altra Vivian Maier: la mostra

Continua fino al 14 ottobre 2018 alla Torre del Castello dei Vescovi di Luni di Castelnuovo Magra, La Spezia, la mostra “L’autre Vivian. L’altra Vivian Maier”, un viaggio inedito nella Francia della ‘fotografa ritrovata’ in 6 piani. Foto, animazioni, parole, musiche, registrazioni, interviste, video.
Durante il periodo estivo si terranno vari incontri e spettacoli dedicati alla mostra, tra questi venerdì 27 luglio, alle ore 21.00, la XXIV Edizione della Rassegna Cinema Cultura, quest’anno dedicata alle donne e la fotografia. All’incontro parteciperanno la giornalista Giovanna Zucconi e la famosa fotoreporter Letizia BattagliaVenerdì 14 settembre, invece, in Piazza Querciola, si terrà l’incontro convegno ”Vivian Maier. Una fotografa diversa” con i giornalisti Massimo Cirri e Michele Smargiassi.

La mostra

La mostra si propone come un vero viaggio attraverso 50 foto, alcune provenienti da una collezione privata e mai esposte in Italia e altre, invece, stampate da lei e autografate sul retro, le uniche originali esistenti, oltre ad interviste, video, animazioni, musiche, suoni, mapping, ambientazioni. Una nuova idea di fruire la complessità di una artista, di una persona, di una donna. Vivian Maier è stata una fotografa formidabile, dotata di un talento superiore che le permetteva di scattare foto senza nemmeno vederle, frutto di lunghi, accurati e appassionati studi. Ha approfondito la fotografia restando sempre fuori dal clamore del fotografo di moda, anche se in tale maniera è stata sempre sfruttata. Una storia di tempi sbagliati per lei che non sbagliava mai il tempo, come ci rivelano i suoi splendidi scatti. Un tempo che grazie a moltissimi “collezionatori” si è riallineato e che vuole riallinearla con una umanità troppo spesso dimenticata.
L’allestimento è curato da Roberto Carlone, fotografo e uno dei musicisti e fondatori della Banda Osiris, Caterina Cavallari e dall’associazione Archivi della Resistenza di Fosdinovo (MS), in collaborazione con l’associazione francese “Vivian Maier et le Champsaur”, che raccoglie testimonianze del rapporto di Vivian Maier con la Francia.

La mostra: programma 

Torre dei Vescovi di Luni, Piazza Querciola, Castelnuovo Magra (SP)

Orari

Luglio e agosto: tutti i giorni tranne il lunedì 10.00-12.30/17.00-23.00

Settembre e ottobre: sabato e domenica 10.00-12.30/15.30-19.30

Aperture straordinarie su prenotazione

Foto in evidenza via www.vivianmaier.com

Fujifilm presenta la XF10: compatta ultraleggera, ultratecnologica da tenere sempre in tasca

Fujifilm presenta la XF10: la compatta ultraleggera, ultratecnologica da tenere sempre in tasca

Fujifilm è orgogliosa di annunciare FUJIFILM XF10, fotocamera digitale compatta premium con obiettivo fisso FUJINON 18.5mm F2.8 di alta qualità.
XF10 incorpora un sensore di dimensioni APS-C e tutti gli elementi che caratterizzano la Serie X. Combinando semplici operazioni manuali con una superiore qualità dell’immagine e modalità automatiche di acquisizione molto versatili, è la fotocamera ideale da tenere sempre con sé e per qualsiasi tipologia di scatto
FUJIFILM XF10 è un concentrato di tecnologia in un corpo compatto e ultraleggero, perfetta da portare in viaggio, vacanza, escursioni e trova il suo posto anche in tasca. Dotata di connettività Bluetooth® migliorata, XF10 consente di trasferire le immagini direttamente sullo smartphone, anche mentre si scatta e si è in movimento. Per cui, massima connettività, sfruttando anche la funzione di geolocalizzazione dello smartphone, per essere sempre più social. XF10 restituisce immagini di alta qualità che si adattano a un’ampia varietà di esigenze fotografiche e tipologie di scatto, grazie al sensore APS-C da 24,2 megapixel, di cui è dotata, combinato con la tecnologia di riproduzione del colore proprietaria di FUJIFILM. Inoltre, dispone dell’ottica FUJIFNON 18.5mm, equivalente a 28mm nel formato 35 mm, di Tele Converter digitale per spingersi sino a focali 35mm e 50mm.
Grazie alla tecnologia “Touch” del display, è possibile mettere a fuoco e scattare con il semplice tocco di un dito; inoltre, il Wi-Fi e il Bluetooth integrati permettono di condividere velocemente le foto su tutti i device.
XF10 è la prima fotocamera della Serie X a presentare una serie di nuove funzioni, tra queste una nuova modalità per il trasferimento automatico delle immagini allo smartphone e la modalità “SQUARE” che consente di passare al formato 1:1 con un singolo tocco sul touchscreen.
Nonostante le sue dimensioni tascabili e il peso ridotto di soli 280 g, grazie ai componenti di alta qualità e alle nuove funzionalità, XF10 è la fotocamera perfetta da abbinare al proprio smartphone e la compagna ideale per gli appassionati di fotografia.

Caratteristiche tecniche

Alta qualità d’immagine in un corpo compatto e leggero: dotata di un sensore di dimensioni APS-C, XF10 garantisce una qualità d’immagine elevata e un’ampia gamma dinamica. Produce immagini nitide e ad alta risoluzione che possono soddisfare le esigenze di qualsiasi tipologia di fotografo. Le dimensioni compatte e il peso ridotto consentono al fotografo di portarla sempre con sé per non perdere mai uno scatto.

Obiettivo FUJINON di alta qualità per un’ampia gamma di soggetti: l’obiettivo FUJINON 18.5mm F2,8, equivalente a un 28mm nel formato 35 mm, assicura che ogni immagine sia nitida dal centro ai bordi. Il design ottico dell’obiettivo si abbina perfettamente al sensore dell’XF10, evitando qualsiasi compromesso dovuto alle dimensioni compatte. La funzione “Tele Convertitore Digitale” indica che la fotocamera è in grado di scattare foto con lunghezze focali equivalenti al 35mm e 50mm nel formato 35 mm consentendo di coprire una maggiore gamma di soggetti.

Migliora la tua creatività con le modalità Simulazione e Filtri: XF10 offre 11 modalità di Simulazione Pellicola Fujifilm e 19 Filtri avanzati, inclusi i due nuovi filtri “Rich & Fine” e “Monochrome [NIR]”. Queste modalità consentiranno ai fotografi di aggiungere facilmente alle loro foto sfumature artistiche o tonalità di colore simili a quelle dei negativi.

Nuova modalità “SQUARE” per i canali social: la nuova modalità “SQUARE” consente agli utenti di passare al formato 1: 1 con un singolo tocco sul display. La modalità migliora la compatibilità con i canali social media in cui il formato 1:1 è diventato quello standard per la pubblicazione delle immagini.

Filmati 4K e Video ad alta velocità: XF10 ti consente di riprendere sia “Video 4K” sia “Video ad alta velocità”, per rispondere alla crescente domanda di funzioni video avanzate, come ad esempio il super slow motion.

XF10 sarà disponibile da ottobre 2018 al prezzo indicativo di 519,99 euro

Al via la nona edizione del Festival della Fotografia Etica

Festival della Fotografia Etica

Dal prossimo 6 al 28 ottobre Lodi si prepara ad essere uno dei poli della fotografia in Italia e non solo, con la nona edizione del Festival della Fotografia Etica.
Il percorso fatto ha portato il festival ad essere un punto di riferimento solido all’interno del panorama europeo dei festival di fotografia, grazie alla scelta di raccontare l’attualità attraverso percorsi diversi e originali, con l’obiettivo dichiarato di voler “creare un circuito virtuoso in grado di permettere alla fotografia di arrivare al pubblico e parlare alle coscienze

Festival della Fotografia Etica: uno sguardo sugli accadimenti nel Mondo

Questa edizione della rassegna internazionale si è data l’obiettivo di “alzare il già notevole livello qualitativo del programma espositivo”, affermano Alberto Prina e Aldo Mendichi che con il Gruppo Fotografico Progetto Immagine, organizzano la manifestazione

Il successo e la partecipazione sempre crescenti al Festival – annunciano – premiano la scelta di raccontare cosa succede nel mondo, attraverso il filtro dello sguardo dei migliori fotografi e fotoreporters in circolazione. A volte questo sguardo può essere crudo e privo di filtri, altre invece viene mediato da una sorta di poetica visiva che smussa leggermente gli angoli della realtà per restituire comunque una idea di speranza e condivisione. In ogni caso, il Festival è la conferma della fotografia come linguaggio principe della nostra epoca. Raggiunge velocemente e con immediatezza la sensibilità di chi la fruisce, accendendo la macchina della riflessione e della discussione

Lo conferma il numero e la qualità mai prima raggiunte delle opere concorrenti al World Report Award 2018: ben 900 le candidature arrivate quest’anno da fotografi di 50 nazionalità differenti, in rappresentanza di tutti i continenti.

Festival della Fotografia Etica: la giuria e i vincitori

La Giuria composta da Alberto Prina – Festival della Fotografia Etica, Aldo Mendichi – Festival della Fotografia Etica, Sarah Leen – Direttore della Fotografia per National Geographic, Francis Kohn – Presidente del World Press Photo 2016, Caroline Hunter – picture editor per The Guardian Weekend, è giunta dopo la selezione e la valutazione dei lavori a comunicare i vincitori delle 6 categorie che compongono World Report Award: per la sezione MASTERPaula Bronstein con il reportage Stateless, Stranded And UnwantedThe Rohingya Crisis, potentissimo portfolio sull’esodo forzato e disperato di 700mila persone della minoranza etnica di origine islamica Rohingya verso il vicino Bangladesh; per la sezione SPOTLIGHT,  Tommaso Protti con il reportage Terra Vermelha, che documenta la crescente crisi sociale nella regione brasiliana dell’Amazzonia negli stati di Pará, Rondonia e Roraima; per la terza sezione SHORT STORYCamillo Pasquarelli con il reportage The Valley Of Shadows, che racconta il conflitto nella valle del Kashmir, una delle zone più militarizzate al mondo; per la sezione STUDENT, la giovane tedesca Nanna Heitmann con il reportage Gone From The Window – The End Of An Era, sulla fine dell’estrazione del carbone in Germania per la categoria SINGLE SHOT, i tre vincitori Laurence GeaiGiles Clarke Bente Marei Stachowske; e infine la sezione NO PROFIT che premierà gli enti CARE HARBOR con il reportage Caring For The Invisible Of Los AngelesAVSI Foundation con il reportage Mwavita – Born In A Time Of War e il Water Grabbing Observatory con il reportage And I Will Make The Rivers Dry. 

Una delle sezioni, tra le più attese dal pubblico che affolla i 4 fine settimana di ottobre in cui si incentra il Festival sarà quella di Spazio ONG 2018, la sezione che vede organizzazioni non governative di tutto il mondo, impegnate nel sociale, raccontare – con il mezzo della fotografia – al pubblico del Festival le proprie esperienze sul campo. All’interno di essa confluiranno, tangenzialmente, i 3 reportage della sezione NO PROFIT del WRA 2018, in attesa di definire gli altri progetti che parteciperanno alla sezione.
Confermata anche la sezione Uno sguardo sul mondo, in cui il Festival andrà invece ad immergersi in alcuni scenari sociali e umanitari particolarmente sensibili. Tra le mostre di questo spazio ci sarà l’omaggio al fotografo francese Shah Marai, corrispondente di France Press (con cui è organizzata la mostra) ucciso in un attentato a Kabul lo scorso 30 aprile.
Non mancheranno, infine, le sezioni dedicate lo Spazio Approfondimento, lo Spazio Tematico (con un bel focus sugli animali in relazione all’uomo), il Corporate for Festival e il Premio Voglino.

Una edizione, quindi, decisamente “potente” che oltre per la qualità delle mostre si connoterà per il livello degli incontri, visite guidate con i fotografi, letture portfolio, presentazioni di libri e per le attività educational destinate agli studenti delle scuole medie e superiori.
Per quattro settimane densissime di proposte, di grande fotografia e soprattutto di straordinaria umanità. A Lodi, dal 6 al 28 ottobre.

Info: www.festivaldellafotografiaetica.it

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