Author

Vanessa - page 142

Vanessa has 1714 articles published.

Vanessa
Social Media

World.Report Award 2018 Documenting Humanity 2018: i vincitori

Abu Siddique, 90, stands on a hill overlooking the Kutupalong refugee camp as a rainbow covers the sky. He had to pay people to carry him across the Myanmar border to Bangladesh spending all of his savings.

Il Festival della Fotografia Etica

Il Festival della Fotografia Etica, dopo un lungo e difficile processo di selezione, è lieto di annunciare i vincitori dell’Ottava Edizione del World.Report Award | Documenting Humanity 2018.

World.Report Award 2018: i vincitori

La giuria del World.Report Award 2018 ha assegnato all’unanimità i seguenti premi a:

  • Paula Bronstein con il reportage Stateless, Stranded And Unwanted: The Rohingya Crisis per la sezione Master Award. Il reportage verrà esposto all’Edizione 2018 del Festival della Fotografia Etica con la presenza del fotografo che riceverà un premio pari a 6.000 Euro lordi in denaro;
  • Tommaso Protti con il reportage Terra Vermelha per la sezione Spot Light Award. Il reportage verrà esposto all’Edizione 2018 del Festival della Fotografia Etica con la presenza del fotografo che riceverà 3.000 Euro lordi in denaro;
  • Camillo Pasquarelli con il reportage The Valley Of Shadows per la sezione Short Story Award. Il reportage verrà esposto all’Edizione 2018 del Festival della Fotografia Etica con la presenza del fotografo che riceverà un premio pari a 1.500 Euro lordi in denaro;
  • Nanna Heitmann con il reportage Gone From The Window – The End Of An Era per la sezione Student Award. Il reportage verrà esposto all’Edizione 2018 del Festival della Fotografia Etica con la presenza del fotografo che riceverà un premio pari a 1.000 Euro lordi in denaro.
Per la sezione No Profit Award:

  • Primo Ente No Profit vincitore: CARE HARBOR con il reportage Caring For The Invisible Of Los Angeles. Il reportage verrà esposto all’Edizione 2018 del Festival della Fotografia Etica con la presenza di un rappresentante dell’Ente No Profit che riceverà un premio pari a 2.000 Euro lordi in denaro;
  • Secondo Ente No Profit vincitore: AVSI Foundation con il reportage Mwavita – Born In A Time Of War. Il reportage verrà esposto all’Edizione 2018 del Festival della Fotografia Etica con la presenza di un rappresentante dell’Ente No Profit a cui sarà prodotta la stampa della mostra come premio;
  • Terzo Ente No Profit vincitore: Water Grabbing Observatory con il reportage And I Will Make The Rivers Dry. Il reportage verrà esposto all’Edizione 2018 del Festival della Fotografia Etica con la presenza di un rappresentante dell’Ente No Profit a cui sarà prodotta la stampa della mostra come premio.
Per la sezione Single Shot Award quest’anno dal tema Giving voice to values, giving voice to hope:

  • Laurence Geai, primo classificato del Single Shot Award | Giving voice to values, giving voice to hope. L’immagine verrà esposta alla prossima Edizione 2018 del Festival della Fotografia Eticacon la presenza del fotografo che riceverà un premio pari a 1.000 Euro lordi in denaro;
  • Giles Clarke, secondo classificato del Single Shot Award | Giving voice to values, giving voice to hope. L’immagine verrà esposta alla prossima Edizione 2018 del Festival della Fotografia Eticacon la presenza del fotografo che riceverà un premio pari a 600 Euro lordi in denaro;
  • Bente Marei Stachowske, terzo classificato del Single Shot Award | Giving voice to values, giving voice to hope.  L’immagine verrà esposta alla prossima Edizione 2018 del Festival della Fotografia Etica con la presenza del fotografo che riceverà un premio pari a 500 Euro lordi in denaro.
II premi della categoria sono attribuiti grazie al contributo non condizionato di Ibsa Farmaceutici Italia.
Inoltre i primi 30 classificati della categoria saranno premiati con la partecipazione ad una mostra esposta nell’Edizione 2018 del Festival della Fotografia Etica e faranno parte di un catalogo specifico, mentre una selezione delle immagini sarà presente in un calendario.
La giuria del World.Report Award 2018 si è tenuta il 26 giugno 2018 ed è stata composta da: Sarah Leen – National Geographic, Francis Kohn – Presidente del World Press Photo 2016, Caroline Hunter – The Guardian, Aldo Mendichi – Festival della Fotografia Etica, Alberto Prina – Festival della Fotografia Etica.

Cortona On The Move e ARENA – Video And Beyond: evoluzioni sorprendenti della fotografia

Marpessa. Caltagirone, 1987 © Ferdinando Scianna

Cortona On The Move

Dal 12 luglio al 30 settembre 2018 sarà aperta al pubblico l’ottava edizione del festival internazionale di fotografia Cortona On The Move. Come ogni anno decine di mostre saranno dislocate tra il centro storico della città e la Fortezza Medicea del Girifalco. Mostre, eventi e incontri con i grandi protagonisti del settore nell’estate cortonese. Il festival è organizzato dall’associazione culturale ONTHEMOVE, con la direzione artistica di Arianna Rinaldo.

Cortona On The Move e ARENA – Video And Beyond

Cortona On The Move vuole essere un festival di fotografia contemporanea con solide basi nella tradizione e un interesse continuo verso gli sviluppi futuri. Cortona On The Move si offre come una piattaforma dinamica per la fotografia contemporanea, per narratori visivi, per gli amanti della conoscenza e i cercatori di emozioni. La sua missione è dare spazio alle voci e alle visioni che possono aprire la nostra mente, il nostro cuore e i nostri sensi attraverso storie che ci trasformano e creano spazi di riflessione e discussione. Quest’anno la direttrice artistica ha voluto focalizzare la sua attenzione e le sue scelte sulle fotografe donne. Fotogiornaliste, artiste, documentariste che offrono storie del nostro mondo, storie intime o globali che devono essere raccontate. Mani, menti e occhi di donne che lavorano nella fotografia contemporanea e fanno sentire la propria voce con forza.

Da quest’anno, per la prima volta, farà parte del festival ARENA –Video and Beyond sponsored by Canon Cinema Eos una nuova sezione del festival Cortona On The Move che espone video sperimentali, installazioni e opere transmediali, realizzate da fotografi che lavorano tra fotografia, film e tecnologia. La direzione artistica e la curatela sono affidate a Screen di Liza Faktor e Amber Terranova.

Adobe rafforza la partnership con Microsoft: i servizi PDF sono ora integrati in Microsoft Office 365

Adobe rafforza la partnership con Microsoft

Adobe ha annunciato nuovi aggiornamenti delle app e dei servizi di Adobe Document Cloud, in particolare nuove funzionalità per Adobe Sign e sempre più profonde integrazioni con Microsoft Office 365 per consentire alle persone di lavorare in modo più intelligente e veloce e di aiutare le aziende nel loro processo di trasformazione digitale. 

Adobe Sign, il servizio per la firma elettronica utilizzato dalla maggior parte delle aziende della lista Fortune 100, è ora ancora più profondamente integrato con Microsoft Dynamics, offrendo un accesso in tempo reale ai dettagli di contatto dei clienti e automatizzando alcuni processi di vendita. Adobe Sign diventa anche il primo Cloud Service Provider del settore a ricevere l’autorizzazione FedRAMP Tailored in quanto conforme agli standard di sicurezza del Governo americano, rendendo quindi Adobe Document Cloud facilmente implementabile all’interno delle agenzie federali americane. Con le nuove integrazioni del formato PDF, inoltre, tutti gli utenti di Microsoft Office 365 con un abbonamento ad Adobe Acrobat DC Teams ed Enterprise hanno la possibilità di creare, modificare e visualizzare PDF di alta qualità e in sicurezza, direttamente dalla barra degli strumenti nelle versioni online di Microsoft Word, Microsoft Excel, Microsoft PowerPoint, Microsoft OneDrive e Microsoft SharePoint. 

Con Adobe Document Cloud è possibile migliorare la gestione dei documenti, ottimizzando i processi e migliorandone così l’efficienza, che si tratti del processo di inserimento di un nuovo dipendente, dell’ingresso di un cliente o della chiusura di un contratto strategico con un partner” ha affermato Ashley Still, vicepresidente e direttore generale di Digital Media, Adobe. “In quanto leader nel software per la gestione documentale e produttività, Adobe a Microsoft stanno integrando i migliori servizi cloud come Microsoft Office 365, Adobe Sign e ora Adobe Acrobat DC per soddisfare le esigenze del mercato del lavoro in continua evoluzione.” 

Microsoft e Adobe condividono la stessa visione del lavoro del futuro, incentrata sul lavoro di squadra e sulla collaborazione”, ha dichiarato Ron Markezich, vicepresidente corporate Microsoft Office 365. “Soddisfatti del successo della nostra partnership avviata con Adobe Sign, siamo entusiasti che i clienti di Microsoft Office 365 possano ora avere accesso ai migliori servizi PDF di Adobe, proprio all’interno degli strumenti che utilizzano ogni giorno.” 

Adobe Sign alla guida dell’evoluzione del business 

Le integrazioni PDF rilasciate oggi sono un’estensione della partnership annunciata per la prima volta da Adobe e Microsoft lo scorso settembre, quando le due società hanno integrato Adobe Sign all’interno di Microsoft Office 365 e Microsoft Dynamics 365. La reazione del mercato è stata molto positiva, tanto che oltre la metà delle aziende che fanno parte delle lista Fortune 100 utilizzano Adobe Sign con le soluzioni Microsoft, per un totale di 8 miliardi di transazioni effettuate nell’ultimo anno con firme elettroniche attraverso Adobe Document Cloud. Adobe Sign sarà disponibile su Azure negli Stati Uniti nelle prossime settimane e a seguire nelle altre aree geografiche. 

Le evoluzioni di Adobe Sign presentate oggi includono inoltre: 

  • Integrazione più profonda con Microsoft Dynamics. Adobe Sign e Microsoft Dynamics sono già utilizzati da centinaia di clienti. Ora possono anche fare leva su un’interfaccia utente ridisegnata per una navigazione più rapida, e accedere ai dettagli di contatto del cliente direttamente da LinkedIn Sales Navigator per ridurre gli errori nella compilazione dei contratti. Inoltre, i clienti possono ora automatizzare completamente i loro processi di vendita incorporando Adobe Sign in flussi di lavoro multistep di Microsoft Dynamics.
  • Autorizzato su misura FedRAMP. Adobe Sign ha ricevuto l’autorizzazione da parte del Federal Risk and Authorization Management Program (FedRAMP) ed è ora ufficialmente nella lista come FedRAMP Tailored autorizzato nel FedRAMP Marketplace.

Accedi ai migliori servizi PDF al mondo di Adobe, direttamente dalle tue app Microsoft preferite 

Le firme elettroniche e digitali sono una parte fondamentale della trasformazione digitale di un’organizzazione, ma non sono tutto. Ora i 135 milioni di utenti di Microsoft Office 365 hanno accesso non solo ad Adobe Sign ma anche ai servizi PDF di Adobe.  È possibile infatti accedere ai servizi Adobe PDF dalla barra degli strumenti delle versioni online di Word, Excel e PowerPoint per convertire i documenti elaborati con questi programmi in file Adobe PDF di alta qualità, conservando caratteri, formattazione e layout, con la possibilità inoltre di proteggerli con una password. Adobe PDF è anche integrato in Microsoft SharePoint e OneDrive per consentire di combinare più tipologie di file in un unico PDF utilizzabile per l’archiviazione o la distribuzione e per convertire PDF in file modificabili di Microsoft Word, Excel, PowerPoint o RTF dal proprio dispositivo mobile o online, preservando caratteri, formattazione e layout. 

Disponibilità 

Le nuove integrazioni dei servizi PDF in Microsoft Office 365 (Microsoft Word, Excel, PowerPoint, OneDrive e SharePoint) sono disponibili con Adobe Acrobat DC teams ed enterprise a partire da oggi. Adobe Sign per Dynamics 365 è disponibile con Adobe Sign Enterprise. 

Casa Museo Boschi Di Stefano: Fotofanie 109 Fotografie di Italo Zannier prorograta al 31Luglio

Fotofanie 109 Fotografie di Italo Zannier prorograta al 31Luglio

Casa Museo Boschi Di Stefano grazie al successo della mostra “Fotofanie. 109 Fotografie di Italo Zannier” proroga di un mese la durata dell’evento, fino al 31 luglio.

Giovedì 28 giugno viene presentato il catalogo della mostra, con testi di Maria Fratelli, Italo Zannier, Andrea Tomasetig, Stefano Salis, Silvia Paoli e con design grafico di Leo Guerra. In tale occasione si inaugura la fotostoria milanese inedita realizzata da Zannier il 7 e 8 giugno mentre attraversava nei due sensi la Galleria Vittorio Emanuele II, fermandosi e scattando ogni dieci passi. Le 52 fotofanie in memoria sono diventate la selezione di 12 fotografie a colori in due serie. Sono l’esito di un lavoro nato con un’impostazione concettuale, reso leggero e coinvolgente dalla freschezza dello sguardo dell’autore e al contempo rigoroso per l’architettura del luogo inquadrata dal suo occhio sicuro.
Esposte al secondo piano nella splendida sala dei Fontana saranno affidate a Maria Fratelli, direttrice delle Case Museo, per essere donate al Comune di Milano.

Fotofanie 109 Fotografie di Italo Zannier: migliaia di scatti realizzati da uno dei maestri della fotografia italiana

L’esposizione “Fotofanie. 109 Fotografie di Italo Zannier”, a cura di Andrea Tomasetig, nasce da migliaia di scatti realizzati da uno dei maestri della fotografia italiana nel triennio 2014-2017, conservati nella memoria della sua Sony tascabile – chiamati da Zannier “fotofanie”, apparizioni – e di cui solo una piccola parte sono diventate fotografie, stampate e firmate in copia unica in grande formato. Di queste, per la prima volta sono presentate 109 opere inedite, provenienti dalla collezione Pietro Valsecchi, nate da un’approfondita selezione in cui si ammirano alcuni tra i soggetti più interessanti della poetica di Zannier.

L’allestimento di Cristiana Vannini ambienta le fotografie sui tre piani di Casa Boschi, dal pianoterra nella ex scuola di ceramica di Marieda Di Stefano fino al terzo piano, eccezionalmente aperto per l’occasione grazie all’assessore alla Cultura del Municipio 3, Luca Costamagna, che da tempo conduce un’azione di collaborazione e di coinvolgimento del quartiere nella vita del Museo. Infatti, come sottolinea Maria Fratelli, “l’esposizione si presenta come un esperimento museologico che aspira a trasformare l’intero palazzo, progettato da Piero Portaluppi, in un unico Museo”.

Fotofanie 109 Fotografie di Italo: giovedì 28 giugno incontro con l’autore

Dal 28 Giugno la Casa Museo Boschi Di Stefano dà inizio a una serie di iniziative culturali che si svolgeranno nell’intero mese di luglio: “30 giorni al 3° piano”.
Italo Zannier interviene durante la presentazione del catalogo della mostra collegandosi al tema dell’illustrazione fotografica nell’editoria e a un recente volume di immagini – da lui definito DinamicBook – opera del designer visivo americano Marco Mirè: Manuale dell’Essere.

La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e realizzata dalla Casa Museo Boschi Di Stefano, in collaborazione con il Municipio 3, la Fondazione Boschi Di Stefano, ed è aperta grazie alla presenza dei volontari del Touring Club Italiano.

“Fotografie di donne fuggite dalla schiavitù”: Canon al fianco di Voice of Freedom

Fotografie di donne fuggite dalla schiavitù: 50 scatti danno vita a una grande mostra che racconta di schiavitù e libertà

Si inaugura oggi l’esposizione fotografica, dal titolo “Voice of Freedom. Fotografie di donne fuggite dalla schiavitù”. Un’iniziativa resa possibile dall’organizzazione Voice of Freedom con il sostegno di Canon e che resterà in mostra fino all’8 luglio presso Sala ‘900 di palazzo San Daniele del Polo del ‘900 di Torino.
Dieci donne nigeriane sfuggite alla schiavitù e alla drammatica esperienza della tratta di esseri umani, raccontano le loro storie attraverso la fotografia. Voice of Freedom inverte la classica narrazione fotografica, mettendo le vittime dietro la macchina, anziché davanti all’obiettivo. Nasce così l’opportunità per ciascuna di loro di raccontare in prima persona e con la propria sensibilità ciò che hanno vissuto. Il risultato di questo lavoro è straordinario sia per la qualità delle immagini realizzate che per il percorso di rielaborazione compiuto dalle donne coinvolte.

Fotografie di donne fuggite dalla schiavitù: Canon al fianco di Voice of Freedom

Canon ha messo a disposizione le sue innovative tecnologie di stampa digitale per la realizzazione dei pannelli allestitivi che illustrano, con grande intensità emotiva, le immagini in mostra e le toccanti storie che le accompagnano.
La collaborazione con Voice of Freedom a sostegno di questa importante mostra, è motivo di orgoglio per Canon che attraverso la forza e il potere delle immagini si propone di sostenere e sensibilizzare il pubblico nei confronti di un tema così coinvolgente quanto drammatico come la tratta degli esseri umani. Canon conferma così il forte impegno nel supportare iniziative di elevato valore sociale di cui questa mostra rappresenta uno straordinario esempio”, ha dichiarato Daniela Valterio Environment, Quality & Product Safety Manager, Sustainability Group di Canon Italia.
La mostra inaugura il 20 giugno alle ore 18,00, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, ed è resa possibile dalla collaborazione con Polo del ‘900 e il Museo Diffuso della Resistenza. L’esposizione, con ingresso gratuito, rimarrà aperta al pubblico dal 21 giugno fino all’8 luglio, all’interno del programma di Fo.To – Fotografi a Torino.

Biennale Giovani Fotografi: Open Call fotografica dedicata ai giovani under 30

Open Call fotografica dedicata ai giovani: DIRITTI E CONFLITTI. Lavoro, casa, salute, istruzione: il ridimensionamento dello stato sociale

Il Club Fotografico AVIS Bibbiena, insieme al CIFA – Centro Italiano della Fotografia d’autore e alla FIAF – la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, ricorda che c’è ancora un mese di tempo, fino a domenica 15 luglio 2018, per partecipare al bando della 6° Biennale Giovani Fotografi, evento organizzato in occasione della 19° Edizione di FotoConfronti, manifestazione nazionale di fotografia che si terrà a Bibbiena (AR) il 22 e il 23 settembre 2018. La Biennale Giovani Fotografi è divisa in due sezioni differenti dedicate ai Giovani Autori e alle Scuole di Fotografia.

Tema della biennale di quest’anno è “DIRITTI E CONFLITTI. Lavoro, casa, salute, istruzione: il ridimensionamento dello stato sociale“: In un momento storico in cui i diritti dei cittadini sono messi in crisi dalla loro sostenibilità economica, crescono le disuguaglianze sociali, generando conflitti che mettono a rischio il patto di convivenza civile. Viaggio nelle aree di crisi del welfare, fra incertezza del futuro, e sostegno familiare.

Scopo della Biennale è quello di fornire ai giovani fotografi italiani e alle scuole di fotografia una vetrina importante in cui mostrare i propri lavori e progetti. Il Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena e la manifestazione fotografica FotoConfronti costituiscono infatti ormai da anni un importante punto di riferimento per la fotografia italiana, un luogo di incontro e di scambio di esperienze che il Comitato Organizzativo della Biennale e la FIAF intendono mettere a disposizione di giovani emergenti che operano nel campo dell’arte fotografica.

I progetti vincitori verranno esposti in una mostra al CIFA Centro Italiano della Fotografia d’Autore (Via delle Monache 2, Bibbiena) che verrà inaugurata il 22 settembre e che rimarrà aperta fino all’11 novembre 2018.

A questo link tutti i dettagli e le modalità di partecipazione:

http://www.centrofotografia.org/informations/attivita/189

Fujifilm Professional Service: servizio premium dedicato ai professionisti

Fujifilm Professional Service: il servizio premium per i professionisti

FUJIFILM si propone da sempre come partner affidabile con prodotti tecnologicamente avanzati e, per garantire anche un’ottima assistenza post-vendita, lancia oggi Fujifilm Professional Service: un nuovo programma pensato per i professionisti
A un fotografo professionista è necessario assicurare massima qualità e affidabilità di prodotto e di concerto assisterlo adeguatamente per qualsiasi problematica che si palesi dopo l’acquisto. Fujifilm potenzia il suo servizio post-vendita e mette in campo Fujifilm Professional Service, un programma per garantire assistenza e manutenzione e risolvere qualsiasi problema limitando al minimo onerosi fermi macchina.

Fujifilm Professional Service: il servizio che garantisce assistenza e manutenzione

Fujifilm Professional Service offre una serie di vantaggi tra cui avere a disposizione una fotocamera e/o un’ottica in sostituzione temporanea durante la riparazione, avere un indirizzo mail dedicato per la gestione dell’assistenza, aver diritto a due controlli gratuiti durante l’anno e infine a uno sconto del 15% sulle riparazioni fuori garanzia.

Il programma è attualmente offerto gratuitamente ai clienti residenti in Italia che siano o fotografi professionisti che negli ultimi 24 mesi abbiano acquistato almeno un corpo e un’ottica della  Serie X o possessori di GFX che abbiano acquistato il prodotto presso un “GFX Authorised Specialist” .

L’iscrizione al FPS è semplice e immediata

Bisognerà dapprima creare un proprio profilo utente su Fujifilm Connect, una nuova piattaforma in cui registrare la garanzia dei prodotti, poi validare i requisiti richiesti per accedere al programma entrando nella sezione FPS. Dopodiché si potrà ricevere un personale codice FPS che servirà sia in caso di richiesta di assistenza per problemi all’attrezzatura sia per i controlli gratuiti durante l’anno.

Per registrarti al Fujifilm Professional Service visitare http://fujifilm-connect.com/it/

 

Continuano gli appuntamenti espositivi a Friuli Venezia Giulia Fotografia 2018

Friuli Venezia Giulia Fotografia 2018: Il festival voluto dal CRAF e dalla Regione

La rassegna, giunta alla sua trentaduesima edizione, è organizzata dal Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo.
Si rivolge non solo agli appassionati e ai cultori della materia, ma a tutti coloro che desiderano cogliere un’occasione di conoscenza e di bellezza. Tra momenti espositivi, incontri, workshop e attività formative, numerose sono le occasioni per scoprire i protagonisti della scena fotografica nazionale e internazionale.
Il festival si distingue per una programmazione densa di interesse: dai nomi affermati del panorama internazionale ai giovani autori di talento, le proposte s’inseriscono in un territorio custode di un ricco patrimonio storico e artistico con l’obiettivo di coinvolgere in momenti diversi la popolazione locale.

Friuli Venezia Giulia Fotografia 2018: Joel Meyerowitz. Prendendomi tempo

a cura di Arianna Rinaldo
E’ una retrospettiva dedicata al lavoro del grande fotografo americano Joel Meyerowitz: dai tempi degli esordi a New York negli anni ’60, alla produzione più recente.
Un corpo di lavoro eterogeneo che ha come nucleo centrale il concetto di “movimento”, inteso come quell’istante effimero, gioioso, tragico, o insignificante che cattura l’occhio del fotografo e diventa il cuore di ogni suo scatto.
Il movimento è tutto per me, è la Vita stessa, traccia il momento che scompare , e , insieme al Tempo, è l’essenza dell’esperienza fotografica. Più di ogni altra cosa è la ragione per cui ho cominciato a fotografare 50 anni fa, poco tempo dopo aver osservato Robert Frank scattare un piccolo lavoro di pubblicità per me. Quello che mi colpì profondamente fu la magia del semplice fatto che “si muoveva” mentre scattava fotografie a persone anche loro in movimento! E questo mi bastò! Lasciai il mio lavoro, presi in prestito una macchina fotografica, uscii fuori per le strade di New York, e da allora non mi sono mai più guardato indietro.
La retrospettiva comprende immagini, scattate tra il 1962 e il 2011, in bianco e nero e a colori e il reportage realizzato presso le rovine di Ground Zero in seguito all’11 Settembre 2001.
Chiesa di San Lorenzo, San Vito al Tagliamento, 7 luglio – 2 settembre

Friuli Venezia Giulia Fotografia 2018: Eugenio Novajra Berlino Altrove 2011-2017

a cura di Guido Cecere
Fotografo professionista e viaggiatore, ha vissuto e fotografato per diversi anni in USA, Brasile e Caraibi. Gli anni ’80 l’hanno visto formarsi con la fortuna di avere per maestri autori di rilievo sia all’Academy of Art San Francisco che allo IED Milano e al DAMS di Bologna.
Numerose le mostre fotografiche dedicate a metropoli quali: San Paolo, Berlino, Saigon, Hanoi, Istanbul.
Il primario interesse professionale per l’architettura ha dato modo a Eugenio Novajra di esprimere al meglio la sua delicata sensibilità che però non si ferma all’aspetto urbanistico della metropoli berlinese ma lo supera e lo interpreta in una dimensione spesso onirica o surreale, guardando nelle pieghe della città in maniera intimista e con occhio a volte quasi cinematografico.
Oltre all’indagine metropolitana presenta anche una gustosa galleria di ritratti di berlinesi contemporanei e completa il tutto un video sui nuovi spazi verdi e il loro utilizzo da parte della popolazione berlinese.
Palazzo Tadea, Spilimbergo, 25 agosto – 23 settembre

Il Fotografo e Domiad Photo Network: nuovo contest di ritratto ambientato

Il Fotografo – Domiad Photo Network: Ritratto Ambientato

La rivista Il Fotografo e Domiad Photo Network nel nuovo Contest di Ritratto Ambientato.

Contest Ritratto Ambientato: gli autori migliori verranno pubblicati sulle riviste Sprea Editori

Per partecipare al concorso, ogni autore dovrà caricare nella sezione Contest del sito www.spreafotografia.it un progetto di ricerca composto da 6 immagini oppure 6 scatti singoli che hanno come tema ritratti di persone “incorniciate” dal loro ambiente. Fotografie studiate per dare importanza al soggetto maschile o femminile, viso, mezzo busto o figura intera, integrandolo in maniera armonica e naturale con la location, paesaggio o interni. Ogni tecnica è concessa: colore o bianco e nero, luce artificiale, ambientale o mista.

I tre migliori autori verranno premiati con la pubblicazione dei loro lavori sulle riviste Sprea Editori. I portfolio saranno accompagnati da un’intervista agli autori.

Mai più occhi chiusi nelle foto grazie al nuovo algoritmo di Facebook

Addio al brutto effetto “occhi chiusi” grazie a Facebook

L’ ultima novità in arrivo dall’intelligenza artificiale di Facebook è la possibilità di “alzare” le palpebre, o meglio, aprire gli occhi, ai soggetti ritratti con gli occhi chiusi nelle fotografie.

Modifica delle foto con il software di Adobe e con Facebook: differenze

Per onestà bisogna ricordare che la possibilità di modificare le foto non è nuova, essendo possibile grazie a Photoshop per esempio; la differenza sta nel fatto che i software di Adobe impiegano un metodo di elaborazione grafica chiamato riempimento in base al contenuto, grazie al quale è possibile eliminare da un’immagine dettagli indesiderati, imperfezioni e riempire spazi vuoti con l’inserimento di pixel. Con Photoshop è possibile eliminare occhi rossi, riflessi e dettagli vari.

Ciò che invece non è possibile fare è la ricostruzione ex novo di uno sguardo, delle pupille e della cornea del soggetto della fotografia.  Facebook al contrario, è riuscita in questa impresa di ricostruzione volti grazie a un sistema di automatico chiamato Generative Adversarial Network in grado di produrre risultati di alta qualità

Addio al brutto effetto “occhi chiusi” grazie a Facebook: come funziona l’algoritmo 

Due i sottosistemi utilizzati:

  • un primo sottosistema atto a riconoscere gli elementi del volto
  • un secondo sottoinsieme per la creazione di immagini fittizie

Nella metà dei casi analizzati è stato impossibile per i volontari distinguere le immagini ritoccate e quelle integre,  cioè le immagini in cui i soggetti erano ritratti con occhi aperti artificiali e le immagini in cui gli stessi soggetti erano ritratti naturalmente con gli occhi aperti. 

Siamo di fronte a un metodo che per ora è a livello embrionale ma che, per chi non tollera la luce del sole o il flash, potrebbe rivelarsi rivoluzionario.

La messa a fuoco con la Reflex: piccoli consigli e suggerimenti

La messa a fuoco con la Reflex: accuratezza costante

Testi a cura di Roberto Tronconi

Scordiamoci gli automatismi e impariamo a filmare mettendo a fuoco in manuale, con l’aiuto di utilissimi accessori quali il monitor e il follow focus.

Ci sarà capitato di vedere qualche serie TV girata con le reflex invece che con le tradizionali videocamere professionali, senza neppure sospettare che a riprendere fossero macchine fotografiche alla portata di tutti e non apparecchiature da decine di migliaia di euro. E non parliamo di produzioni “minori”, ma di titoli di spessore, come l’arcinoto Dr. House – Medical Division! Certo, l’approccio alle riprese non può che essere diverso: in primis, usando una reflex, dovremo rinunciare all’autofocus. Le ragioni di questa scelta affondano le loro radici nei modi con cui operano l’AF “a rilevamento di fase” e quello “a rilevamento di contrasto”. Per motivi diversi, nessuno dei due è adatto al video: il primo ha bisogno dello specchio, che in modalità Live View è alzato e quindi non disponibile; il secondo, oltre a essere sensibilmente più lento, cerca il punto a fuoco con fastidiose oscillazioni “avanti e indietro” che male si sposano con le riprese video. 

La messa a fuoco con la Reflex: piccoli segreti

Detto questo, non ci resta che passare alla modalità manuale. Nulla di cui preoccuparsi: con un po’ di allenamento e i giusti accessori, impareremo a ruotare con la massima precisione l’anello di messa a fuoco del nostro obiettivo.

Un consiglio: procuriamoci un vecchio Nikkor AI o un AI-S meccanico (vanno bene persino i vecchissimi F, sebbene con una modifica). Come sanno i nikonisti di vecchio corso, si tratta di obiettivi che vantano un’elevata qualità ottica unita a una costruzione meccanica robustissima e si trovano in ottime condizioni a prezzi spesso bassissimi sul mercato dell’usato. In particolare, è il loro elicoidale meccanico a fare la differenza. La messa a fuoco, nel video, è un po più complessa di quella fotografica, che deve essere precisa per una frazione di secondo mentre, nel caso della ripresa video, l’accuratezza deve essere costante per la durata della ripresa. Per questo motivo, dovrà essere preparata in anticipo.
Facciamo un esempio. Davanti alla macchina, ci sono due persone: una a sinistra e vicino all’obiettivo, l’altra a destra e più distante. I soggetti sono fermi e noi vogliamo inquadrare il primo e successivamente, con una piccola panoramica orizzontale, arrivare a inquadrare il secondo . Per il buon esito dell’esperimento è necessario che la fotocamera sia su un treppiede dotato di testa fluida 2D . Il procedimento consiste in questo: inquadriamo la prima persona; mettiamo a fuoco; osserviamo e memorizziamo il valore della messa a fuoco sulla scala delle distanze dell’obiettivo; facciamo una panoramica a destra per inquadrare la seconda persona (registrando mentalmente la durata del movimento); rimettiamo a fuoco; osserviamo e memorizziamo anche il secondo valore

Conclusi questi passaggi, torniamo a inquadrare la prima persona (a sinistra), ruotiamo l’anello di messa a fuoco sulla prima posizione che abbiamo memorizzato, chiediamo alle persone di assumere postura ed espressione adatte alla circostanza, premiamo il pulsante di registrazione annunciando l’avvenuto inizio della ripresa, incominciamo a effettuare un morbido movimento di panoramica verso destra e, quando la prima persona esce di campo, ruotiamo anche l’anello di messa a fuoco fino alla seconda posizione memorizzata.

Attenzione: raggiungiamo quest’ultima posizione nel momento in cui la seconda persona entra in campo e non alla fine del movimento di panoramica. È importante sincronizzare la rotazione dell’anello di messa a fuoco con il movimento di panoramica , per evitare che la prima persona vada fuori fuoco mentre è ancora in campo e la seconda entri in campo rimanendo sfocata. Non è facile, ma con un po’ di esercizio subentreranno automatismi che renderanno tutto più semplice.

La messa a fuoco con la Reflex: accessori per semplificarne la riuscita

Per aumentare le percentuali di successo dell’operazione di messa a fuoco  esistono due accessori che possono semplificarci enormemente la vita: monitor e follow focus.

Il monitor  è commercializzato in una miriade di versioni, dimensioni e prezzi, ma per i nostri scopi è perfetto un modello da 7 o 8 pollici con risoluzione Full HD che collegheremo all’uscita HDMI della Nikon. Il monitor ci servirà per mettere a fuoco, leggere l’istogramma e controllare l’inquadratura. Non è necessario spendere un occhio della testa per uno strumento che offra una perfetta riproduzione dei colori e del contrasto, perché la reflex non offre le innumerevoli possibilità di regolazione delle videocamere professionali.

Il follow focus , invece, è un accessorio che attraverso una serie di riduttori sposta il controllo dell’anello di messa a fuoco dall’obiettivo a una comoda manopola, rendendo più preciso e fluido il movimento. È dotato, inoltre, di una sede atta a ospitare dischi riscrivibili o triangolini di nastro adesivo colorato su cui segnarsi i diversi punti di messa a fuoco, un sistema utilissimo per non doverseli ricordare a memoria. Per essere utilizzato, il follow focus ha bisogno di due binari che costituiscono il “banco ottico” ; su questo vengono fissati una piastra per la macchina fotografica, l’ingranaggio del follow focus e tutti gli altri accessori, per esempio il monitor. Naturalmente è possibile mettere a fuoco “a occhio”, cioè guardando il monitor e seguendo con la manopola l’allontanamento o l’avvicinamento del soggetto; ma è comunque una prodezza che richiede un grande allenamento per avere qualche speranza di riuscita.

Non resta che provare e osservare i risultati.
L’articolo completo su Nikon Photography in edicola da metà Giugno e disponibile online
0 0,00
Go to Top