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Progetto fotografico "Dal tramonto all'alba". Che cosa racconta la notte di Milano?

Dal tramonto all’alba, dieci storie per immagini

Samsung Italia, in occasione della seconda edizione della Milano Photo Week 2018, raduna dieci scuole di fotografia di Milano per la realizzazione del progetto fotografico “Dal tramonto all’alba”.

Dieci progetti fotografici di giovani studenti, uno per ciascuna scuola, fra i migliori talenti dei corsi di fotografia e arti visive, per descrivere e raccontare la notte milanese.
Mercoledì 6 giugno 2018 alle 18.30 presso il Samsung District di Milano, verrà presentato il progetto con la partecipazione di Christopher Morris, il fotogiornalista americano che dall’1 al 3 giugno ha tenuto un workshop con i 10 studenti selezionati.

Christopher Morris

Fotogiornalista e autore americano dell’agenzia VII, esperto di storytelling con la tecnica dello slow motion. È nato in California nel 1958 e ha cominciato la sua carriera come fotografo di guerra lavorando quasi esclusivamente per TIME Magazine, di cui è stato fotografo a contratto dal 1990. Il suo lavoro svolto negli anni in cui ha lavorato presso la Casa Bianca per TIME Magazine (dal 2000 al 2009) ha ridefinito il modo di coprire giornalisticamente la politica in America. Contemporaneamente alla sua carriera di fotogiornalista, Morris ha espanso il suo lavoro nel mondo della moda. Ha ricevuto vari premi, tra cui la Robert Capa Gold Medal, l’Olivier Rebbot Award, il Journalism Award dall’Overseas Press Club, due Infinity Awards for photojournalism dall’International Center of Photography di New York, il PDN Look Fashion Editorial Award e numerosi World Press Photo awards.

Le scuole coinvolte nel progetto:

Raffles Milano
Accademia di Belle Arti di Brera
IED Milano – Istituto Europeo di Design
CFP Bauer
Istituto Italiano di Fotografia
Istituto Marangoni
ITSOS Albe Steiner
NABA – Nuova Accademia di Belle Arti
Politecnico di Milano
John Kaverdash – Accademia di Fotografia

Dal Tramonto all’alba: programma 

Evento conclusivo del progetto fotografico con le 10 scuole di fotografia di Milano diretto da Christopher Morris

6 GIUGNO 18:30
SAMSUNG DISTRICT / SMART ARENA
VIA MIKE BONGIORNO, 9 – MILANO

Immagine di copertina © CHRISTOPHER MORRIS
Via https://christophermorrisphotography.com/portfolio-1

Stefano Babic: alla Milano Photo Week con "L’IO DI _VISO"

Stefano Babic “L’IO DI _VISO”

La Metamorfosi Del Contemporaneo 30 ritratti suggestivi di Stefano Babic, in una mostra ispirata all’opera omonima di Ronald Laing, psichiatra che al tema della schizofrenia e del doppio dedicò un’estesa e affascinante riflessione.

Stefano Babic “L’IO DI _VISO” e il progetto Vidas

L’evento sostiene il progetto pediatrico Vidas. Una serie di ritratti dal titolo dell’opera omonima del filosofo e psichiatra scozzese Ronald Laing (L’Io diviso, Einaudi, 1959), importante lavoro dedicato alla schizofrenia. È il tema della mostra che Stefano Babic, fotografo di moda e ritrattista sensibilissimo, ha realizzato raccogliendo ritratti nel corso di un paio d’anni. Quando il Comune ha concesso, durante la Milano Photo Week, uno dei Caselli Daziari in piazza Sempione (Arco della Pace), da poco riaperto e restituito alla città, è stato possibile dare corpo al sogno.
Dal 6 al 9 giugno – inaugurazione il 6 dalle ore 18 alle 21– le opere di Babic saranno in mostra per sensibilizzare sul progetto pediatrico Vidas, assistenza completa e gratuita a bambini e ragazzi malati inguaribili, che, dalla prossima primavera, sarà completato nei tre setting, domicilio, degenza, day hospice, con l’apertura di Casa Sollievo Bimbi, la prima struttura che potrà accogliere i piccoli pazienti sin dall’esordio delle loro patologie.

Oltre ai ritratti di personaggi della cultura, del design, della pubblicità della musica e della moda, ci sarà una sezione dedicata ai fotografi amici: Maria Vittoria Backhaus, Gian Paolo Barbieri, Giovanni Gastel, Piero Gemelli, Toni Meneguzzo, Toni Thorimbert, Oliviero Toscani e Fabrizio Ferri.

La genesi del progetto è strettamente legato, per Babic, alla conoscenza di Laing:

La mia riflessione artistica trae spunto da Laing e, con lo strumento che più mi appartiene, la fotografia, prende forma in un percorso teso a mostrare come la schizofrenia non rappresenti semplicemente e solo un disturbo psichico, ma sia la malattia del nostro tempo”. Sul senso complessivo, così prosegue: “Secondo Laing, il concetto di normalità non esiste, perché molti uomini cosiddetti normali costruiscono falsi io per difendersi dalla realtà. I confini tra normalità e psicosi si mostrano in tutta la loro labilità, facendo intravedere la potenzialità psicotiche insite in ogni esistenza umana, facendoci scoprire quanto sia sottile il confine tra sanità e psicosi, e come l’insicurezza e la precarietà siano insite nell’esistenza umana. Dare forma a questo dualismo e contrasto è alla base del lavoro del fotografo che si confronta con il linguaggio del ritratto. In camera oscura, prima dell’avvento del digitale, sono rimasto spesso intrappolato dalla magia della carta fotografica nella bacinella di stampa, quando i contorni del ritratto cominciavano a prendere vita, raccontando, nel loro graduale sviluppo, storie complesse del soggetto ritratto. È capitato che fossi rimasto molto colpito in particolare da un ritratto che feci a Klaus Kinski, il bene e il male chiaro e definito nel volto di quell’attore grande ed inquieto. Pensai il bene ed il male esistono davvero. O forse sono solo un punto di vista. Un po’ come quando un fotografo cerca il profilo migliore del soggetto che ha davanti. Pretende di riconoscerlo, e il soggetto gli si affida. Ma il profilo migliore, la metà migliore del viso, esiste solo in relazione all’altro profilo, il peggiore. Come se il bene esistesse solo in relazione con il male. Ecco, mettiamo insieme le due metà migliori e otterremo qualcosa di decisamente peggiore del nostro intero, fatto di bene e di male. Questa è una ricerca che mi ha sempre affascinato come fotografo”.

All’interno del casello daziario i visitatori potranno trovare materiale informativo Vidas sul progetto pediatrico e avranno la possibilità di contribuire concretamente con una donazione, grazie a teche disposte allo scopo e alla presenza di volontari Vidas.

Stefano Babic “L’IO DI _VISO”: programma 

CASELLO DAZIARIO, ARCO DELLA PACE – PIAZZA SEMPIONE – MILANO

METAMORFOSI DEL CONTEMPORANEO

STEFANO BABIC 

Inaugurazione: 6 giugno dalle 18 alle 21

Apertura al pubblico dal 7 al 9 giugno dalle 10 alle 20

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Canon rinnova la collaborazione con il Festival Cortona On The Move

Canon rinnova e amplia la collaborazione con il Festival Cortona On The Move per l’edizione 2018

Canon si conferma, per il secondo anno consecutivo,  Digital Imaging Partner del Festival internazionale di fotografia  Cortona On the Move. Dal 12 luglio al 30 settembre prende vita nella splendida cornice toscana un fitto programma di iniziative, per le quali Canon consolida ed estende il suo impegno.

Un festival che celebra i protagonisti della fotografia contemporanea e coinvolge intensamente il mondo dei professionisti, ma che al tempo stesso si propone di appassionare e far riflettere anche tutti coloro che amano la narrativa per immagini.

La collaborazione fra Canon e il Festival di Cortona si concretizza in quattro grandi progetti:  

Premio Canon Giovani Fotografi

A 20 anni dalla sua prima edizione, torna il Premio Canon Giovani Fotografi, un’iniziativa che ha contribuito a far crescere alcuni talenti della fotografia italiana. Sono molti, infatti, i professionisti e gli autori di successo che hanno partecipato alle passate edizioni, dimostrando fin da subito di avere attitudine e tecnica. L’iniziativa di Canon approda al Festival con un grande evento di premiazione nella serata del 14 luglio unitamente all’esposizione della mostra dedicata ai progetti vincitori delle categorie fotografia e  multimedia. Il premio offrirà una preziosa vetrina di contatto per i più giovani appassionati con illustri photo editor proprio nell’ambito della 8° edizione di Cortona On Move.

Cortona On The Move SUMMER SCHOOL

Il festival raccoglie un ricco calendario di workshop in collaborazione con Canon Academy. Si tratta di occasioni uniche in cui apprendere tecnica e creatività da alcuni fra i grandi protagonisti della fotografia contemporanea. Per l’edizione 2018 sono previsti cinque workshop tenuti da professionisti Canon Ambassador, di fama nazionale e internazionale, per la durata di due giorni ciascuno. L’atmosfera stimolante del festival renderà più speciale e immediato l’apprendimento e dunque, per ognuno di questi workshop, Canon offrirà a cinque studenti di fotografia, provenienti da diversi istituti italiani, la possibilità di partecipare gratuitamente con l’obiettivo di offrire nuove opportunità di crescita professionale. I primi workshop di Cortona On The Move Summer School si terranno in occasione delle giornate inaugurali del festival – dal 14 e15 luglio – : ‘La fotografia documentaria e la giusta distanza’ tenuto da Jérôme Sessini e ‘Laboratorio multimediale’ con Magnus Wennman. Nel mese di settembre invece si annoverano: ‘Responsible storytelling’ con  Simona Ghizzoni (1-2 settembre); ‘A geometry of disorder. Tecniche di illuminazione applicate al ritratto’ con  Paolo Verzone (22-23 settembre) e ‘Fotografia di scena. Creare un’immagine all’interno di una più ampia narrazione’ con  Guia Besana (29-30 settembre).

Cortona on The Move OFFICINA DI STAMPA

Per l’edizione di quest’anno arriva una novità interamente dedicata al mondo della stampa. La storica sede dell’associazione culturale Cortona On the Move, posizionata in un antico edificio al centro di Cortona, si trasforma in tipografia creativa e d’ispirazione. Inoltre tutte le fotografie di Cortona On The Move saranno stampate con soluzioni, tecnologia e materiali Canon in collaborazione con il laboratorio d’eccellenza Center Chrome di Firenze. Le stampe saranno realizzate con imagePROGRAF PR0-4000, una soluzione grande formato pensata per i settori della fotografia e delle belle arti. Questa tecnologia consente di realizzare stampe dai colori brillanti e di elevata qualità fino alla dimensione di 44 pollici.

ARENA. VIDEO AND BEYOND,  Cinema EOS

Il festival internazionale della fotografia si apre al linguaggio multimediale con una sezione espositiva tutta nuova, sviluppata con il supporto tecnico Canon e la direzione artistica di Screen. La sede della mostra si trova presso Palazzo Venuti, edificio storico del XVI secolo, sito in via Nazionale, la via principale di Cortona. Canon è stata pioniere nella diffusione del linguaggio multimediale fin dall’introduzione sul mercato, nel 2008, della fotocamera EOS 5D Mark II, una nuova tecnologia che ha spostato le frontiere della fotografia dall’immagine statica a quella in movimento. L’immagine dinamica e il suono sono diventati così canali da esplorare e da valorizzare anche per i fotografi che fino ad allora si limitavano all’utilizzo dell’immagine fissa. La missione del festival è esplorare i nuovi linguaggi e raccontarne l’evoluzione. Per questo motivo, a dieci anni dal lancio del modello Canon EOS 5D Mark II, il festival ha accolto con entusiasmo la proposta di una nuova sezione dedicata al linguaggio multimediale in collaborazione con Canon.

Siamo felici di rinnovare la nostra partnership a sostegno della cultura fotografica e multimediale al fianco di questo prestigioso festival, confermando così il nostro impegno in iniziative dal elevato valore artistico e culturale. Cortona On The Move rispecchia a pieno la filosofia che anima il nostro brand. Vogliamo supportare tutti coloro che, come noi, amano le immagini e scelgono il linguaggio della comunicazione visiva come strumento artistico e professionale”, commenta Massimiliano Ceravolo, Director di Professional Imaging Group e Consumer Marketing di Canon Italia. “Siamo fieri di supportare Cortona On The Move, offrendo al pubblico del festival le nostre competenze e il nostro ecosistema di soluzioni dedicate al mondo dell’imaging per riuscire a raccontare e documentare lo straordinario o la semplice”.

Casa Museo Boschi Di Stefano: Fotofanie 109 Fotografie di Italo Zannier

Casa Museo Boschi Di Stefano: Fotofanie 109 Fotografie di Italo Zannier.  A cura di Andrea Tomasetig

In occasione di Milano Photo Week 2018, la Casa Museo Boschi Di Stefano accoglie la mostra di opere inedite dal titolo “Fotofanie. 109 Fotografie di Italo Zannier” a cura di Andrea Tomasetig dal 9 al 30 giugno.

L’esposizione nasce dai migliaia di scatti realizzati nel triennio 2014-2017 conservati nella memoria della sua Sony tascabile – chiamati da Zannier “fotofanie”, apparizioni – di cui solo 400 sono diventate fotografie stampate e firmate in copia unica in grande formato.  Di queste, per la prima volta sono presentate 109 opere, nate da un’approfondita selezione in cui si ammirano alcuni tra i soggetti più interessanti della poetica di Zannier quali ombre e riflessi di autoritratti con macchina digitale in cui l’autore si intravede come un fantasma in agguato; momenti lirici di sguardi sulla natura nel corso delle ore e delle stagioni e si osserva una speciale attenzione pop verso vetrine, scritte, oggetti curiosi, e particolari anti-turistici di alcune capitali europee.

Il percorso composto da nove sezioni dal titolo Autoritratti, Oggetti, Dal treno, Natura, Luoghi dell’anima, Vetrine, Europa, Ritratti, Frammenti si snoda su due piani di Casa Boschi; al pianoterra, nella ex scuola di ceramica di Marieda Di Stefano è accolta gran parte della mostra, mentre il terzo piano, eccezionalmente aperto, ospita la sezione Frammenti e la proiezione della performance di Italo Zannier filmato mentre colloca le sue opere insieme agli studenti, coordinati da Saverio Lombardi Vallauri, e autori del video

Andrea Tomatesing: “il protagonista è, in spazi e forme dilatati, il mondo familiare che lo circonda”

Andrea Tomasetig nel testo in catalogo sottolinea: “protagonista è, in spazi e forme dilatati, il mondo familiare che lo circonda (la casa veneziana alla Giudecca con il giardino e gli immediati dintorni, meta della passeggiata quotidiana, il tragitto in treno da Venezia a Latisana, il regolare soggiorno nel buen retiro di Lignano Pineta), senza obbligo di riconoscibilità immediata, anzi molto vicino all’astrazione, e senza nessuna preoccupazione di lanciare ‘messaggi’ impegnati. […] Un approccio minimalista radicale coniugato a uno stato di grazia ha prodotto un nucleo principale compatto e organico, che si affianca alla migliore fotografia che un tempo si sarebbe chiamata sperimentale e d’avanguardia”
Le opere, provenienti dalla collezione Pietro Valsecchi, sono ambientate grazie all’originale allestimento di Cristiana Vannini.  Commenta Maria Fratelli, direttrice di Casa Museo Boschi Di Stefano: “la mostra contemporanea di Italo Zannier, di ampio respiro internazionale, ben si integra con le trecento opere esposte, appartenenti alle quasi duemila collezionate dai Boschi nel corso del Novecento, che rendono Casa Boschi Di Stefano un luogo altamente significativo per la storia della città di Milano“.

La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e realizzata dalla Casa Museo Boschi Di Stefano, in collaborazione con il Municipio 3, la Fondazione Boschi Di Stefano, ed è aperta grazie alla presenza dei volontari del Touring Club Italiano.
In occasione dell’esposizione viene pubblicato un catalogo, con testi di Maria Fratelli, Italo Zannier, Andrea Tomasetig, Stefano Salis e Silvia Paoli e con design grafico di Leo Guerra

Fotofanie 109 Fotografie di Italo Zannier: programma e orari

Titolo Fotofanie. 109 Fotografie di Italo Zannier
A cura di Andrea Tomasetig
Sede Casa Museo Boschi Di Stefano, via Giorgio Jan 15 – Milano
Date 9 – 30 giugno 2018
Inaugurazione venerdì 8 giugno, ore 17.30 (incontro con l’autore)
Orari da martedì a domenica, ore 10 -18. Lunedì chiuso
Ingresso libero

Info pubblico Tel. 02 88463736
c.casaboschi@comune.milano.it
www.comunedimilano.it/casaboschiwww.facebook.com/CasaBoschidiStefano

 

 

 

La Famiglia in Italia, il nuova grande progetto fotografico FIAF

La Famiglia in Italia, il nuova grande progetto fotografico FIAF: quasi 1300 scatti, un libro fotografico, una mostra nazionale aperta fino al 9 settembre

Inaugurazione sabato 16 giugno 2018, ore 17,30

La FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche – associazione senza fini di lucro che si prefigge lo scopo di divulgare e sostenere la fotografia su tutto il territorio nazionale – annuncia la mostra fotografica del nuovo grande progetto nazionale “La Famiglia in Italiache verrà inaugurata sabato 16 giugno 2018 al CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena (Via delle Monache 2), a partire dalle ore 17,30.
La mostra rimarrà poi aperta fino a domenica 9 settembre 2018.
All’inaugurazione parteciperanno la Vice Presidente della Regione Toscana ed Assessore alla Cultura Monica Barni e il Sindaco di Bibbiena Daniele Bernardini.

La famiglia in Italia: le trasformazioni nel corso del tempo

Lo scopo del progetto LA FAMIGLIA IN ITALIA è quello di documentare e interpretare la famiglia italiana contemporanea alla luce delle trasformazioni epocali che hanno riguardato i diversi ruoli dei suoi componenti, le identità sessuali, le esigenze economiche, il ruolo della donna, la presenza di immigrati e italiani di nuova generazione e molti altri aspetti che modificano continuamente un’idea di famiglia che per molti anni era apparsa congelata nelle sue statiche certezze.
Se l’articolo 29 della Costituzione Italiana afferma che la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio”, è lecito domandarsi l’attualità dell’affermazione: le trasformazioni sociali hanno messo in discussione sia l’esistenza di un’unica forma naturale di famiglia, sia il matrimonio come suo istituto fondativo per eccellenza. Dalle famiglie allargate fine alle coppie di fatto e le unioni civili, le nuove famiglie si presentano in maniera poliforme: Cosa è dunque oggi famiglia? Partendo da tale interrogativo, la ricognizione fotografica collettiva della FIAF ha inteso esplorare e rappresentare la famiglia italiana in tutte le sue declinazioni, tracciandone i nuovi confini. Ogni Autore ha affrontato la tematica del progetto partendo dalla propria esperienza personale, con uno sguardo intimo verso la realtà della propria condizione affettiva, oppure ha voluto aprirsi al racconto delle famiglie degli altri, senza alcuna preclusione linguistica.
Il progetto ha incoraggiato la ricerca della molteplicità e delle specificità familiari, chiarendo che per famiglia italiana si doveva intendere la famiglia che vive stabilmente in Italia, indipendentemente dalla nazionalità di origine dei suoi componenti. I campi di indagine hanno riguardato tematiche classiche come la nascita della coppia, le modalità di convivenza, il rapporto con l’esterno e gli equilibri interni, i figli o la loro mancanza, il rapporto tra fratelli, i rapporti con i genitori e con gli anziani, le risorse condivise (la casa, i mezzi di spostamento, etc.), gli spazi privati della famiglia e del singolo, le affinità, i vincoli, i rapporti tra padre/madre e figli, il ruolo dei nonni e degli zii, insieme a tematiche relativamente nuove quali l’omosessualità e la riproduzione assistita, la discriminazione, il ricorso alle terapie di sostegno, le famiglie allargate, quelle mono-genitoriali, le famiglie cosiddette “miste”, le comunità, le case famiglia e tutto quanto la sensibilità e la ricerca degli Autori fotografici potesse portare a scoprire nei mille universi dei nuclei famigliari contemporanei.
Le immagini prodotte mostrano complessità e articolazione di rapporti, affetto e solidarietà. La famiglia appare prevalentemente sana e robusta, frutto di scelte ponderate e resistente nelle difficoltà. Ma non mancano accenni a un lessico meno famigliare e più esistenziale, come quello del singolo per scelta, per necessità, per ritorno o per anzianità.

La famiglia in Italia: grande lavoro di ricognizione fotografica

LA FAMIGLIA IN ITALIA non è però solo un’esposizione fotografica, bensì un più grande lavoro di ricognizione fotografica che comprende anche la pubblicazione di un catalogo della mostra nazionale di Bibbiena contenente tutte le opere esposte, la pubblicazione di un libro delle mostre locali contenente una selezione delle immagini esposte nelle mostre locali diffuse in tutto il territorio nazionale e 100 mostre locali che verranno inaugurate in contemporanea con la mostra di Bibbiena.
FUJIFILM ha scelto di supportare il progetto coinvolgendo 9 fotografi e offrendo loro la possibilità di interpretare il tema del LA FAMIGLIA IN ITALIA con attrezzatura FUJIFILM: Bruno Maddeddu, Enrico Genovesi, Carlo Panza, Renato Iurato, Davide Grossi, Filippo Venturi, Umberto Verdoliva, Vittorio Scheni e Nazzareno Berton con la loro esperienza hanno portato ai partecipanti nuove idee e spunti di riflessione.

Quando si attiva un progetto il momento dell’idea è quello più creativo, ma questa volta è stato facile. Il settantesimo compleanno della Federazione e il suo essere istituzione analoga a quella della famiglia era una constatazione fin troppo ovvia. Se la famiglia è solidarietà, reciproca assistenza e fratellanza, allora la FIAF è una famiglia formata da chi si è scelto e si riconferma, di anno in anno, quale membro affezionato della comunità – ha commentato Roberto Rossi, Presidente della FIAF – In questo nuovo progetto nazionale troviamo chi parla della famiglia multietnica, chi della mononucleare, chi pone l’accento sui figli, chi sugli anziani, chi vede la famiglia come un’entità in cui il tempo si manifesta con la moltiplicazione dei propri membri, chi patisce l’assenza o l’abbandono di chi si è amato. Ampio spazio viene dato alla famiglia composta da coppie di sesso differente, ma c’è una speciale attenzione verso le famiglie omosessuali. Credo che nessuno di noi pensi alla famiglia come un’entità perfetta, tutti i partecipanti a questo progetto hanno però guardato alla famiglia con un’attenzione, con un affetto, con un trasporto che ci fa comprendere come ancora la famiglia sia al centro dei nostri pensieri, come sia il luogo ove maggiormente si spendono le nostre energie affettive. È un posto in cui si dona incondizionatamente e parimenti si chiede, e si deve ottenere, amore e rispetto.”

La famiglia in Italia: programma della mostra

Date: da sabato 16 giugno a domenica 9 settembre 2018

Inaugurazione: sabato 16 giugno h 17,30

Dove: CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena (AR), Via delle Monache 2

Orari da martedì a sabato 9,30 / 12,30 e 15,30 / 18,30 – domenica 10,00 / 12,30

Biglietto: ingresso gratuito

Sito: www.centrofotografia.org

Contatti: Tel. 0575 1653924 – Cell. 349 2335011

Per maggiori informazioni: www.fiaf.net/lafamigliainitalia

  • Main Sponsor: Fujifilm.
  • Sponsor: Photosi ,Cavaretta Assicurazioni.
  • Con il Patrocinio della Regione Toscana.

Nikon Coolpix W300: per chi è alla ricerca di avventura

Nikon Coolpix W300 ideale per chi è alla ricerca di avventura

Impermeabile e super resistente, la Nikon Coolpix W300 è ideale per chi è alla ricerca di avventure e vuole fotografare momenti divertenti al mare e registrare le immersioni, ma anche immortalare le escursioni sulla neve o filmare l’azione sulle piste da sci, visto che resiste al gelo fino a -10°C! Il luminoso obiettivo zoom grandangolare NIKKOR e il sensore CMOS da 16 MP assicurano immagini eccezionali dei momenti indimenticabili, anche in condizioni di scarsa luce. Grazie alla connettività SnapBridge è poi possibile condividere con facilità qualsiasi avventura proprio mentre la si sta vivendo.

Caratteristiche principali:

Impermeabile fino a 30 m senza custodia, resistente all’urto da altezze fino a 2,4m, al gelo fino a -10°C e alla polvere

Sensore CMOS 16MP retroilluminato sensibile e luminoso obiettivo f/2.8 con zoom ottico 5x

– Dynamic Fine Zoom 10x, per avvicinarsi molto di più all’azione, raddoppiando la potenza dello zoom

– Sequenze video 4K/UHD 30p o Full HD (1080p) sulla terraferma o sott’acqua

– Funzioni di ripresa time-lapse e filmato superlapse

Veloce autofocus ed eccezionale sistema di stabilizzazione ottica Nikon VR ibrida a 5 assi, per riprese dinamiche, stabili e precise, sulla terraferma o sott’acqua

GPS/GLONASS/QZS, per geolocalizzare gli scatti e documentare i viaggi con facilità

– Comoda impugnatura ed ampio monitor

SnapBridge, per sincronizzare le foto con uno smart device durante le riprese o per utilizzarlo per inquadrare e scattare in remoto

– Colori disponibili: black, yellow, orange e camouflage

 

 

Gruppo ETT e Canon per Modigliani Opera

Un viaggio multisensoriale nella vita e nelle opere di Amedeo Modigliani

Fra le mura della magnifica Reggia di Caserta si assiste a una vera e propria trasformazione del modo di vivere e godere l’arte. Infatti, ha da poco inaugurato Modigliani Opera, non una semplice mostra, ma uno spettacolo multimediale nella vita e nelle opere di Amedeo Modigliani che, al fascino delle opere originali, unisce il richiamo di un’immersione multisensoriale nel mondo dell’artista livornese.

L’allestimento multimediale realizzato da ETT eSpace per la Fondazione Amedeo Modigliani Ricerca Scientifica e Visionary Minds Production llt, prevede un coinvolgimento esperienziale ed emozionale del visitatore attraverso quattro sale ad alto contenuto tecnologico che ripercorrono la tormentata esperienza di vita e la ricerca creativa di uno dei più importanti artisti del Novecento europeo. Il visitatore viene subito accolto da un video trailer che anticipa l’esperienza e definisce una timeline composta da tre monitor 32’’ che raccontano il viaggio di convalescenza di Modigliani nel 1901, la Parigi delle avanguardie e la diffusione delle opere dell’artista nel mondo. Si passa quindi alla prima sala, il laboratorio didattico, che si rivolge allo scottante tema dei falsi di Modigliani, con una video intervista al dott. Carlo Pepi. La seconda sala è dedicata all’esperienza di realtà virtuale con 20 postazioni VR, dove il visitatore può vivere in prima persona alcuni momenti privati e artistici di Modì, grazie a una ricostruzione interpretata da attori e a un video girato a 360° in soggettiva dell’artista. La terza sala, allestita con sei monitor da 85” pollici, attraverso il racconto attoriale delle figure più rilevanti della vita dell’artista, rappresenta il prologo del vero e proprio nucleo emotivo della mostra, cui è dedicata la multiproiezione dell’ultima sala.

L’ultimo ambiente è caratterizzato da un’arena spettacolare, del diametro di circa 10 metri, su cui si sviluppa una proiezione a parete a 360° realizzata grazie a un sistema di videoproiezione con tecnologia Canon. Per dare vita a questo apparato espositivo così coinvolgente sono stati utilizzati i videoproiettori XEED WUX450ST che assicurano un’alta fedeltà cromatica e la riproduzione delle immagini in altissima definizione. Il contenuto, di tipo immersivo, racconta attraverso le immagini un vero e proprio docu-film con inserti di computer grafica e animazioni in 2D e 3D, il breve percorso biografico e artistico di Amedeo Modigliani. Una mostra intensa e coinvolgente che guarda con attenzione alle soluzioni di digital imaging per rafforzare la narrativa e la spettacolarizzazione dei grandi contenuti che la compongono e che ancora una volta raccontano il grande potenziale dell’ecosistema Canon.

Kodak e la criptovaluta per i fotografi: kodakcoin per regolare i diritti fotografici

Kodak e la criptovaluta per i fotografi

Anche Kodak, un tempo nota per le pellicole fotografiche si apre alle criptovalute e in borsa il titolo vola. L’azienda ha annunciato che lancerà una criptovaluta per i fotografi e una piattaforma basata su Blockchain, la tecnologia sottostante Bitcoin,  con l’obiettivo di”dare ai fotografi e alle agenzie più potere nel prendere un maggiore controllo nella gestione dei loro diritti sulle immagini“.

Il nome della Criptovaluta sarà Kodakcoin; Kodakone invece è la piattaforma su cui i fotografi potranno registrare il loro lavoro così da offrirlo in licenza sulla piattaforma stessa. Jeff Clarke, ceo di Kodak, ha detto che “per molti nel settore tecnologico, ‘blockchain’ e ‘criptovalute’ sono parole che vanno di moda ma per i fotografi che hanno faticato a tenere sotto controllo il loro lavoro e come viene utilizzato, quelle parole sono cruciali nel risolvere quello che viene percepito come irrisolvibile. Kodak ha sempre cercato di democratizzare la fotografia e rendere le licenze eque per gli artisti. Queste tecnologie danno alla comunità della fotografia un modo nuovo e innovativo per farlo”. Il titolo di Kodak, da mesi fermo, all’annuncio della novità ha fatto un balzo del 45% e ha iniziato a viaggiare con un progresso superiore al 35%.

Milano Photoweek 2018: gli appuntamenti di Photofestival 

Photofestival e Milano Photoweek 2018: gli appuntamenti 

La XIII edizione di Photofestival , la grande kermesse dedicata alla fotografia d’autore promossa da AIF – Associazione Italiana Foto & Digital Imaging  iniziata a fine Aprile e che sino a fine Giugno continuerà ad animare Milano con 165 mostre fotografiche diffuse negli spazi pubblici e privati della città metropolitana, contribuisce a valorizzare il palinsesto di Milano PhotoWeek  (4-10 Giugno 2018 ), l’importante progetto dedicato alla fotografia promosso da Comune di Milano | Cultura  con cui AIFoto collabora.

Sono trenta le iniziative  che Photofestival realizza durante la Settimana della Fotografia milanese e che concorrono a fare emergere la massa critica dell’off erta qualitativa e l’attenzione che la città pone nei confronti del mondo e dei linguaggi della fotografia (v. in allegato il calendario completo degli eventi di Photofestival durante Milano PhotoWeek 2018 ).

Appuntamenti in primo piano:

PALAZZO CASTIGLIONI | Opening Mostre

Inaugura il secondo ciclo di mostre fotografiche di Photofestival 2018 organizzate presso Palazzo Castiglioni di Confcommercio Milano. Tra le esposizioni in programma: Ewen Bell, Bence Máté, Joakim Odelberg “Luce d’Africa”  – In collaborazione con Panasonic

Inaugurazione 4 Giugno ore 18.00  – In mostra fino al 18 Giugno

La mostra raccoglie le esperienze di tre fotografi naturalisti e racconta l’Africa più selvaggia, dalla savana del Kenya alle foreste pluviali del Madagascar. Una sequenza di immagini che testimonia la diversità e l’unicità della natura in un ecosistema fragile, i cui equilibri si fanno sempre più precari, in continuo conflitto con l’influenza dell’uomo, ma dove la bellezza regna ancora incontrastata. Le fotografie di E. Bell, J. Odelberg e B. Máté guideranno lo spettatore in un percorso di dettagli, colori e luci che sembrano venire da un universo lontano, quasi magico.

 

Cristina Omenetto, Calendario Epson 2018 “Terre di Passo” – In collaborazione con Epson

Inaugurazione 4 Giugno ore 18.00 – In mostra fino al 18 Giugno

Cristina Omenetto propone con Terre di Passo  una lettura del tutto originale del paesaggio, lontana da un’intenzione descrittiva. I luoghi fotografati, indefiniti e inafferrabili, documentano piuttosto un lavoro di introspezione dell’artista, evocandone stati d’animo, pensieri e valori simbolici. Come gli uccelli migratori vedono svolgersi durante il volo il mondo e le sue innumerevoli cose, l’artista si pone in uno stato di sospensione, cogliendo immagini improvvise ed effimere, che richiamano i continui movimenti dello sguardo.

 

CENTRO CULTURALE DI MILANO | Opening Mostra e Performance Musicale Pino Ninfa, “Jazz Spirit” – In collaborazione con Olympus

Inaugurazione 5 Giugno ore 18.00 – In mostra fino al 30 Giugno

 “Ogni cosa si muove in una sorta di danza a cui mi piace partecipare quale spettatore e fotografo”. Così dice Pino Ninfa a proposito del suo rapporto con la fotografia di scena, di musica jazz in particolare. Da anni Ninfa fotografa il mondo del jazz, i concerti e gli spettacoli, ritrae i musicisti e i loro strumenti restituendo anima e spirito che si fondono in unico corpo: la musica. “Jazz Spirit” è questo: una linea immaginaria su cui sostare aprendo le ali alla nostra fantasia per cercare di cogliere qualcosa che sta intorno a noi e restituirlo nella sua bellezza e nella sua profondità.

 

 “Sulle Strade della Musica” – In collaborazione con Olympus

 5 Giugno ore 19.30

Enrico Intra, Pianoforte Pino Ninfa, Sequenze Fotografiche

Un viaggio dal continente Americano all’Europa passando per l’Africa. Le atmosfere di Città del Capo in Sudafrica, i riti del “Bumba meu Boi” a Sao Luis in Brasile, New Orleans e il delta del Mississippi, New York con i suoi locali, i festival jazz in Europa e in Italia e, ancora, un violoncello di ghiaccio in tour da Trento a Palermo, saranno i temi che  daranno spunto a Enrico Intra per creare un connubio fra musica e immagini in tempo reale.

 

EATALY SMERALDO | Opening Mostra

Francesca Moscheni, “La ricchezza del grano” a cura di Roberto Mutti

Inaugurazione 7 Giugno ore 18.30 – In mostra fino al 30 Giugno

Oggetto delle più antiche forme di coltivazione da parte dell’uomo – ce ne sono tracce risalenti al Neolitico – il grano sa coniugare bontà e bellezza, essendo l’aspetto esteriore importante incentivo psicologico alla nutrizione. Intorno a questi aspetti Francesca Moscheni si muove per  realizzare still life  di calibrata bellezza caratterizzati dall’attenta composizione dell’immagine e dall’uso rigoroso della luce: accostate in dittici, le fotografie sanno così trasmettere sensazioni non solo visive, perché in chi le osserva evocano profumo e fragranza, da sempre caratteristiche del grano. L’originale allestimento aereo di questa mostra che consente al pubblico di osservare le fotografie che calano dall’alto e si librano nel vuoto sembra suggerire le tappe di un percorso narrativo dove si alternano la farina che imbianca un tavolo, l’impasto pronto a dar vita alle più diverse forme, le mani che le preparano, i piatti che le accolgono.

 

MUSEO NAZIONALE DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA | Opening Mostra

“Immerso” – In collaborazione con Nital/Nikon

Inaugurazione 8 Giugno ore 16.00-19.00

Questa collettiva non è una semplice mostra fotografica ma un caleidoscopio viaggio che dallo Spazio porta a esplorare le profondità marine passando per grotte gelate e architetture urbane, consentendo di ammirare le innumerevoli sfaccettature del mondo che solitamente sono celate alla vista. Dalla macrofotografia alla fotografia astronomica, il visitatore può gustare colori mai visti, particolari inaspettati e visioni stupefacenti. “Immerso” è una mostra dedicata al potere della fotografia, che ha la capacità di catturare l’osservatore per fargli conoscere nuovi mondi possibili.

 

PALAZZO GIURECONSULTI | Opening Mostra

Palazzo Giureconsulti, sede di Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi e storico

“Palazzo della Fotografia” di Photofestival, ospita la seconda mostra in programma nell’edizione

2018.

 

Folco Quilici, “Testimone del mondo” a cura di Fondazione 3M

Inaugurazione 8 Giugno h 18.00 – In mostra fino al 22 Giugno

Folco Quilici, scomparso nel febbraio scorso, è stato un pioniere della documentazione e della divulgazione naturalistica realizzata con memorabili reportage giornalistici e affascinanti filmati. Altrettanto pregevole è la sua attività di fotografo capace di cogliere la bellezza e l’armonia dei luoghi più lontani del pianeta spesso minacciati dagli aspetti meno nobili della modernità. Per ricordarne la figura, la Fondazione 3M presenta una selezione di queste opere custodite nel proprio archivio fotografico: un autentico giro del mondo dalle isole della Polinesia a Bangkok, dalla Pampa al Sahara.

 

CASA MUSEO SPAZIO TADINI | Opening Mostra

Luca De Bono, “Notturni e dintorni. Racconti dall’infinito”

Inaugurazione 8 Giugno ore 18.30 – In mostra fino all’8 Luglio

La fotografia astronomica non è solo l’applicazione tecnica a servizio di una disciplina scientifica: dietro il mezzo fotografico c’è un essere umano e tutto il suo sentire nei confronti di quanto fotografa. Non a caso nella sua Critica della ragion pratica Immanuel Kant scrive “Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente quanto più spesso e accuratamente la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me”. Luca De Bono è un esperto cultore di questo genere fotografico e riprende con grande perizia il cielo notturno riuscendo a ottenere risultati sorprendenti che ci mostrano galassie dalle forme così affascinanti da essere state battezzate con nomi poetici, costellazioni che tante volte inseguiamo nel cielo, nebulose e ammassi di stelle che si alternano a spazi vuoti trasmettendoci un senso di spaesamento.

Info e Programma Photofestival 2018: www.milanophotofestival.it

Instagram: https://www.instagram.com/milanophotofestival/

Facebook: https://www.facebook.com/photofestivalmilano

Cassazione: se il fotografo perde le foto del matrimonio non provoca un danno

Cassazione: se il fotografo perde le foto del matrimonio non si ha diritto al risarcimento

La Cassazione ha negato il risarcimento da danno esistenziale a una coppia di sposi che ha chiamato in causa il fotografo, colpevole di aver smarrito l’intero servizio fotografico.

Secondo la Corte le foto del matrimoniale, pur essendo importanti, non comportano un diritto di rango costituzionale alla loro conservazione: se le foto vanno perse, gli sposi non possono citare in giudizio il fotografo perchè venga condannato al risarcimento del cd. danno esistenziale; gli sposi infatti non possono dire di essere stati ” privati del ricordo di un evento di particolare importanza”

La vicenda vede coinvolta una donna romana, Luana O., che ha citato in giudizio un atelier fotografico colpevole di aver perso tutti gli scatti del giorno del matrimonio, scambio delle fedi incluso.
In primo grado il Giudice ha condannato l’atelier a risarcirle i danni “derivanti dalla mancata consegna del servizio fotografico”; e difatti per il giudicante, l’atelier era “totalmente inadempiente” agli obblighi del contratto. Sempre in primo grado sono stati riconosciuti anche i danni non patrimoniali “da qualificare come danno morale ed esistenziale“, ritenendo che la mancanza delle fotografie “incidesse negativamente sulla vita di Luana per l’impossibilità di rivivere nel tempo le emozioni del matrimonio attraverso il servizio“.

Nel 2016 la Corte di Appello riforma in parte la sentenza e conferma esclusivamente  il risarcimento per l’importo del servizio fotografico, stabilendo che i danni non patrimoniali, riconosciuti in primo grado, non erano dovuti non trattandosi di interessi costituzionalmente garantiti.

Secondo la sposa, l’atelier ha leso il suo “diritto alla memoria o al ricordo“, ricollegato al diritto all’identità personale ex art. 2 della Costituzione. qualificandosi l’evento nozze come “non ripetibile e di notevole importanza personale“.
La Cassazione, decidendo in via definitiva non accetta tale tesi: “pur trattandosi di una situazione certamente in grado di creare turbamenti d’animo il danno subito non è così grave da incidere su interessi di rango costituzionale“.

Finale amaro per gli sposi: condannati anche a pagare 3.200 euro di spese legali.

San Gimignano, in mostra oltre 100 immagini fotografiche di Man Ray

San Giminiano: Man Ray in mostra

Dall’8 aprile oltre cento immagini fotografiche di Man Ray, in mostra alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano (Siena), ci consentono di rileggere il lavoro fotografico di uno dei più significativi artisti del XX secolo.

La mostra Man Ray. Wonderful visions è promossa dai Musei Civici di San Gimignano, curata da Elio Grazioli e prodotta da Opera-Civita con la collaborazione della Fondazione Marconi.

Universalmente noto come artista dadaista e surrealista, Man Ray è stato uno dei più grandi fotografi del XX secolo. Sperimentatore instancabile, ha reinventato tutto ciò che ha toccato: così come ha rielaborato l’invenzione dei readymades dell’amico Marcel Duchamp, trasformandoli in “oggetti d’affezione”, altrettanto ha trasformato la fotografia in “fotografia d’affezione”, cioè a funzionamento simbolico invece che a pura registrazione. Allora ogni soggetto che ha fotografato ha saputo trasformarlo, trasfigurarlo, caricarlo di senso proprio: i ritratti, gli autoritratti, i nudi, gli still life, le composizioni più complesse, ma anche la fotografia di moda, quella di pubblicità. Per non parlare delle reinvenzioni di tecniche particolari come il fotogramma, ribattezzato rayograph e sublimato surrealisticamente, e la solarizzazione, attraverso la quale ha restituito l’aura ai ritratti e ai corpi.

Man Ray trasforma ogni immagine in un enigma che indica come nel reale, anche il più abituale, sia nascosto un mistero. Tutto diventa strano, inconsueto, inatteso e si carica di un senso imprevisto, un significato non riconducibile a una formula, a un messaggio, ma sospeso, straniante, che conserva la sua enigmaticità. Anche un abito, un cappello, un accessorio diventa un punto di domanda sul corpo, sul volto, sul braccio su cui è posato.
La mostra testimonia, nelle sue tappe fondamentali e attraverso alcune delle opere più famose, il Man Ray fotografo, ma finalmente con un taglio particolare, solo apparentemente dato per acquisito ma in realtà sempre rimesso in discussione, ovvero quello che afferma l’equivalenza tra il fotografo artista, quello di moda, di pubblicità, di fotografia pura. Ciò che accomuna e lega in un unico gesto creativo è lo sguardo, quello che trasforma tutto in “meravigliose visioni”.

Le oltre cento immagini fotografiche sono allora esposte come facenti parte di un unico percorso unitario e perciò disposte in ordine cronologico, per rimandare non ai generi e alle funzioni ma a quell’unico sguardo da cui nascono realmente.

Informazioni
www.sangimignanomusei.it
prenotazioni@sangimignanomusei.it
call center info e booking 0577/286300

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