filtri ottici

Filtri ottici: la guida definitiva #1

Filtri ottici: dal polarizzatore al filtro ND graduato, ecco gli accessori indispensabili per il fotografo paesaggista. Vi sveliamo come sfruttarli al meglio.

Filtri ottici: ampia scelta

Quando si tratta di filtri ottici, il numero di effetti ottenibili è immenso. Inoltre, la scelta è complicata dal fatto che quasi tutti i modelli presentano varianti estremamente specifiche. Ognuno è progettato per condizioni di scatto e tipi di paesaggio diversi. Ma è possibile costruire un set semplice e “medio” che copra almeno le basi senza metterci sul lastrico.

I filtri sul mercato si dividono in due tipi principali: a vite o a lastrina. I primi si avvitano direttamente alla filettatura sulla parte frontale dell’obiettivo. Devono essere della misura corretta per ogni singola ottica. Il loro vantaggio è che occupano pochissimo spazio e non pesano quasi nulla. I secondi sono invece, come dice il nome, lastrine di vetro o resina che si inseriscono in un portafiltri, a sua volta fissato al fronte dell’obiettivo. Sono più grandi e pesanti, ma sono anche l’unica soluzione efficiente se vogliamo filtri graduati a densità neutra. Ognuno dei due tipi ha pregi e difetti. Diamo un’occhiata alle opzioni principali…

01 – Skylight / UV

I filtri UV fanno esattamente quello che possiamo immaginare: “tagliano” la luce UV. Non hanno alcun effetto visibile sull’immagine finale, ma molti fotografi li montano per proteggere la delicata lente frontale dell’obiettivo da polvere e graffi. Consigliamo anche noi di farlo.

02 – Polarizzatori

Sono un po’ i coltellini svizzeri dei filtri ottici. Umili eppure essenziali, possono ridurre o accentuare i riflessi, rimuovere il riverbero, aumentare la saturazione, approfondire l’azzurro dei cieli ed enfatizzare le nuvolette bianche in contrasto. Possono servire anche come filtri ND a bassa intensità (un paio di stop) per esposizioni leggermente più lunghe.

03 – ND

I filtri a densità neutra riducono la quantità di luce che entra nell’obiettivo. Servono quindi a esporre con diaframma più ampio o tempo più lungo. Hanno effetto nullo o minimo sul colore e in genere sono disponibili in intensità di riduzione pari a 1, 2, 3 o 4 stop.

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04 – ND variabili

Come i normali filtri a densità neutra ND, anche questi riducono la quantità di luce che va a produrre l’esposizione. Ma hanno una sezione frontale rotante (come i polarizzatori) che permette di personalizzare l’intensità della riduzione, in genere da 1 a 8 stop, a seconda delle esigenze.

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05 – ND “estremi”

Portando al limite l’idea di filtro a densità neutra, questi sono molto più coprenti, tanto da apparire completamente opachi all’occhio umano. Infatti obbligano a mettere a fuoco e calcolare l’esposizione prima di montarli. In genere sono disponibili in intensità pari a 6, 10 e 15 stop.

06 – ND graduati

I filtri graduati a densità neutra sono progettati per ridurre la quantità di luce solo nella metà superiore dell’inquadratura, senza avere alcun effetto in quella superiore. Servono a mantenere il dettaglio nei cieli molto più luminosi dei primi piani.

07 – ND graduati “reverse”

Questi filtri graduati sono pensati per l’alba e il tramonto, quando la parte più luminosa della scena è al centro, sull’orizzonte. Dal centro del filtro, dunque, parte una sfumatura che sale rapidamente dalla trasparenza al massimo effetto e poi torna più gradualmente verso la trasparenza nella parte superiore.


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