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ISO: cosa sono e come si gestiscono #4

ISO: cosa sono e come si gestiscono? Ecco tutto quello che dobbiamo sapere!

Quando cambiare il valore ISO

Il menu ISO offre i livelli di sensibilità visualizzati in stop interi o in terzi di stop. Oltre all’opzione ISO Auto che lascia che la fotocamera esegua la selezione al nostro posto. Possono esserci anche i livelli “espansi”. Se li vediamo in grigio, dobbiamo sbloccarli dal menu principale. Scegliamo i livelli più alti per aumentare la sensibilità e accedere così a tempi di scatto più veloci o diaframmi più chiusi. I casi in cui decidere di prendere in mano in prima persona l’impostazione ISO sono molti: vediamo alcuni esempi…

Evitare il mosso allo scatto

Il rischio di ottenere una sfocatura causata dal mosso allo scatto aumenta quando i tempi di posa si allungano oltre 1/focale. Per esempio, più di 1/100 di secondo con una focale equivalente pari a 100 mm. Alziamo gli ISO per accedere a tempi più rapidi.

Catturare dettagli minuti

Se vogliamo il massimo dettaglio, abbassiamo il più possibile il livello ISO. Rumore e relativa riduzione riducono la quantità di dettagli minuti visibili nell’immagine.

Scattare in interni o con poca luce

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Se non usiamo il treppiede, alziamo gli ISO per evitare il mosso allo scatto o quello del soggetto. Stiamo sempre attenti a esporre correttamente. Se il risultato è buio e lo apriamo in fase di elaborazione, accentuiamo comunque la presenza di rumore.

Congelare soggetti in movimento

ISO

Se fotografiamo l’azione con un obiettivo con una massima apertura di diaframma relativamente buia (come f/5.6 o f/6.3), rischiamo di non ottenere tempi abbastanza veloci neppure in piena luce. A meno di non alzare il livello ISO.

Esporre a lungo

Per sfruttare gli effetti creativi di una lunga esposizione (foto in alto), chiudere il diaframma non basta. Dobbiamo impostare il livello ISO più basso disponibile.

 

Leggi anche ISO: cosa sono e come si gestiscono #3


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