fotografia di paesaggio

Fotografia di paesaggio: sfruttiamo le lunghe esposizioni

Uno degli aspetti più creativi della fotografia di paesaggio, quando il soggetto è un torrente o una cascata, è quello di creare con il movimento dell’acqua una sorta di “effetto seta”. Ottenendo una rappresentazione suggestiva del suo fluire. Vediamo come…

Le lunghe esposizioni

Per avere un simile risultato occorre impostare un tempo di posa sufficientemente lungo da catturare il movimento dell’acqua. Partiamo con valori intorno a un secondo. Ma effetti più marcati si possono raggiungere con tempi da 30 secondi fino a diversi minuti.

Di giorno, in presenza della luce solare (anche chiudendo al massimo il diaframma e scattando a ISO minimi) può essere difficile fotografare con tempi così lunghi. Per diminuire la luce che colpisce il sensore si possono utilizzare i filtri a densità neutra. Sono disponibili in due versioni: a densità fissa o variabile. Questi ultimi sono molto pratici, poiché con un unico filtro si può scegliere quanta luce bloccare (di norma da 2 stop a 8 stop). Ma ai valori più alti si verifica un’interferenza ottica fisiologica che tende a creare una sorta di “X” scura al centro dell’immagine. Quindi questi filtri non andrebbero mai usati ai valori massimi di filtraggio. Se c’è la necessità, meglio optare per il tipo a densità fissa che non soffre di questo problema.

L’accoppiata di un filtro a densità variabile e uno a densità fissa di valore elevato, in grado di bloccare dagli 8 ai 10 stop di luce, consentirà poi di affrontare ogni situazione. Vale la pena di scegliere filtri di qualità elevata e di marche note, perché la non perfetta lavorazione ottica/meccanica potrebbe far cadere drasticamente le prestazioni dell’obiettivo su cui viene montato. Un filtro, in specie quello a elevata densità, può introdurre leggere dominanti di colore, facilmente gestibili durante la conversione del file RAW.

Questione di tempo

fotografia di paesaggio

La scelta del tempo di posa è molto importante. Il risultato dovrebbe mostrare con chiarezza la scelta del fotografo di “congelare” l’acqua oppure di creare un effetto seta. In questa sequenza, è evidente che lo scatto intermedio crea un effetto di mosso poco fotogenico, tanto da sembrare quasi un errore.

Già con solo un secondo di posa l’effetto movimento è invece più evidente e piacevole. Come sempre, sperimentare è la soluzione migliore per trovare il tempo giusto.

Attenzione ai dettagli

Scattare con tempi di posa lunghi richiede attenzione a ogni particolare. Mettiamo a fuoco prima di montare il filtro e disabilitiamo il sistema AF della fotocamera. Ogni minima vibrazione porta a un degrado della nitidezza. Quindi, l’utilizzo di uno scatto remoto è quasi d’obbligo (in alternativa affidiamoci all’autoscatto).

Se usiamo una reflex attiviamo la funzione di blocco dello specchio. Importante, con questa tipologia di fotocamera, è anche chiudere l’otturatore del mirino (il “tappo” di solito è sulla cinghia), in modo che la luce parassita non entri dall’oculare andando a rovinare irrimediabilmente la posa lunga.

Fotografia di paesaggio: il manuale

Vuoi scoprire di più sulle lunghe esposizioni e conoscere ogni aspetto della fotografia di paesaggio? Non perdere lo Speciale de IL FOTOGRAFO Il paesaggio – Dallo scatto alla post-produzione. 132 pagine ricche di consigli e trucchi per ottenere panorami d’autore, dalle basi all’attrezzatura, dalle tecniche degli specialisti all’esperienza sul campo.

Lo speciale Il paesaggio è in edicola oppure online a questo link


Latest from LATESTHIGHLIGHTS

0 0,00
Go to Top