Fujifilm X-A5: una mirrorless entry-level in stile rétro senza mirino ma dalle notevoli prestazioni

Fujifilm X-A5: uno sguardo d’insieme

La X-A5 si rivolge a un segmento di mercato molto diverso da quello dei modelli più prestigiosi (e costosi) della serie X, dedicati agli appassionati più esigenti e ai professionisti. Con comandi semplificati e user-friendly, prezzo abbordabile e combinazione compatta di corpo e obiettivo kit, la nuova arrivata è pensata per chi dallo smartphone approda alla prima macchina fotografica a ottiche intercambiabili. Non ha un mirino, ma dispone di un nuovo zoom retrattile 15-45 mm che la rende ideale da portare ovunque. All’interno nasconde un sensore APS-C da 24 MP. Offre anche una modalità video 4K, anche se limitata a soli 15 fps.
Lo schermo posteriore è touch, inclinabile a 180° per i selfie. Qualità costruttiva e maneggevolezza La X-A5 è carina ed elegante ed è venduta in tre colori: marrone, nero e rosa antico. La disposizione dei comandi non è molto diversa da quella dei precedenti modelli X-A: comprende una ghiera di controllo e una delle modalità sulla parte superiore, e pulsanti di navigazione a quattro vie sul dorso, completati da un tasto Q (Quick menu) e da una piccola rotella di controllo “cliccabile” vicino al pollice. Il display touch non gestisce le impostazioni, ma serve per la messa a fuoco e lo scatto “a sfioramento”, entrambi veloci, semplici ed efficaci. Per i selfie è un po’ più difficile bilanciare la fotocamera rispetto a uno smartphone, soprattutto con una mano sola, ma è ovvio e prevedibile.

Fujifilm X-A5: prestazioni

La prova sul campo del nuovo 15-45 mm kit sul modello originale Fujifilm X-A1 ha rivelato che l’autofocus della X-A5 è più veloce, ma non di molto. Il nuovo zoom produce un’ottima qualità di immagine, ma il movimento elettrico sembra un po’ troppo vago e poco reattivo. È dotato di un sistema di stabilizzazione e, nel corso dei test, il sistema AF e la stabilizzazione hanno ottenuto un tasso di successi davvero alto, realizzando immagini nitide in un’ampia varietà di condizioni. Il sensore è un normale CMOS, tuttavia permette alla X-A5 di ottenere foto di qualità impressionante, con buona gamma dinamica e colori eccezionali.

Specifiche tecniche

Sensore: CMOS da 24,2 MP, APS-C (23,5 x 15,7 mm)
Autofocus: 91 punti AF “ibridi” a rilevamento di fase/contrasto
Sensibilità: da ISO 200 a 12.800 (espandibili a ISO 100-51.200)
Lettura esposimetrica: 256 zone
Risoluz. max foto: 6.000 x 4.000
Risoluzione video: 4K UHD a 15 fps
Mirino: No
Scheda di memoria: 1x SD/SDHC/ SDXC (UHS-I)
Schermo touchscreen da 3” orientabile; 1.040.000 punti
Scatto continuo: 6 fps
Connettività: Bluetooth, Wi-Fi
Dimensioni: 117 x 68 x 40 mm
Peso: 361 g (con batteria e scheda di memoria)
Batteria: agli ioni di litio NP-W126S; durata (standard CIPA): circa 450 scatti

Caratteristiche

Il nuovo 15-45 mm offre un angolo di campo superiore rispetto a quello dei soliti obiettivi kit e un meccanismo retrattile permette di risparmiare spazio quando l’ottica non è in uso.

Il dorso presenta una seconda rotella di controllo, ben posizionata subito sotto il pollice.

Il display touch si orienta per scatti dal basso e si ribalta fino a 180° per i selfie.

Il design della piastra superiore è semplice e immediato, con una grande ghiera delle modalità dotata di chiare etichette e una ghiera di controllo laterale

Resa colore

La X-A5 batte con un piccolo margine le rivali, ma i risultati (ovviamente) dipendono anche dalla scelta della modalità di Simulazione pellicola

Rapporto segnale/rumore

La GX9, più costosa e dedicata a un pubblico più esperto, è un passo avanti alle rivali. Le altre fotocamere sono molto vicine nei punteggi, con livelli simili di rumore a ogni valore ISO.

Gamma dinamica


Qui è interessante notare il vantaggio delle due Micro Quattro Terzi. Tra le altre due, la Fujifilm A5 batte la Canon con un certo margine.

Verdetto

Anche con il nuovo zoom compatto 15-45 mm, la X-A5 è più ingombrante di alcune rivali e l’autofocus non è il più rapido in circolazione. La qualità d’immagine e la resa di colori e toni sono però da prima della classe e, nonostante la stabilizzazione sia nell’ottica e non nel corpo, gli scatti sono sempre nitidi, in ogni genere di condizioni.

 

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