Fujifilm X-T3: la prova sul campo

Fujifilm X-T3: l’ultima arrivata

Nello scorso numero di Digital Camera  abbiamo fatto la conoscenza dell’ultima arrivata in casa Fujifilm, la X-T3. Durante la presentazione l’abbiamo appena sfiorata, tuttavia è bastato poco per capire che non si tratta del classico aggiornamento che poco aggiunge di sostanziale a un modello già popolare. È vero, esteticamente è molto simile alla X-T2, ma è all’interno del robusto corpo macchina in lega di magnesio che le novità si fanno sentire maggiormente. Nel frattempo, siamo finalmente riusciti a mettere alla prova la nuova mirrorless (previo aggiornamento del firmware alla versione 1.01), sul campo e in laboratorio.

Fujifilm X-T3: prova sul campo

Il nuovo sensore APS-C da 26,1 MP presenta due milioni di pixel in più rispetto a quello della X-T2, ma la risoluzione extra non è il vero bonus. Lo è invece il fatto che è il primo sensore X-Trans retroilluminato: tutto il sistema di cablaggio si trova cioè nella parte posteriore del sensore invece che davanti a esso, in posizione tale da non oscurare i fotodiodi e consentire così agli elementi sensibili di catturare la luce con più efficacia (e quindi con una resa dell’immagine complessivamente migliore). Secondo Fujifilm, il nuovo design del sensore, oltre a spingere la gamma ISO da 200 a 160, permette alla X-T3 di montare ottiche luminosissime, fino a f/1, come il futuro XF 33mm f/1.0 R WR , il cui arrivo è previsto per il 2020. E c’è molto di più: l’X-Trans CMOS vanta ora 2,16 milioni di sensori dedicati al rilevamento di fase (contro i 500.000 della X-T2) sparsi su tutta la superficie fotoricettiva: un grande passo avanti rispetto al modello precedente. Le prestazioni dell’autofocus sono ulteriormente potenziate dall’inclusione di un nuovo processore d’immagine, l’X-Processor 4, tre volte più veloce del motore di terza generazione: la messa a fuoco è più rapida, il rilevamento del soggetto è migliorato e si può contare su una maggiore sensibilità dell’autofocus, fino a -3 EV: durante i test, abbiamo scattato in interni molto bui e, in termini di velocità e di accuratezza, le differenze rispetto ai sistemi AF delle reflex di fascia alta (fino a oggi ritenuti più efficaci in condizioni di luce scarsa) ci sono apparse praticamente annullate. Chi ama la fotografia sportiva e  d’azione apprezzerà inoltre la possibilità di scattare a 11 fps con l’otturatore meccanico, arrivando a ben 20 fps con quello elettronico e a 30 fps in modalità Sports Finder (sopportando un ritaglio di 1,25x). Restando in tema sportivo, si segnalano le ottime performance del mirino elettronico che, oltre a fornire un’immagine chiara e ben definita, è capace di seguire le azioni più rapide senza troppi compromessi in termini di fluidità: l’EVF ha una risoluzione di 3,69 milioni di punti, una frequenza di aggiornamento di 100 fps e un ritardo di soli 0,005 secondi. Lo schermo posteriore non è completamente articolato, ma ha una cerniera laterale che ci consente di inclinarlo sia verso l’alto sia verso il basso nonché verso destra. È una gamma di movimenti più limitata rispetto a un display completamente snodato, ma rimane più o meno sull’asse ottico della fotocamera garantendo una modalità di ripresa più naturale. Sul retro della mirrorless troviamo anche una piccola leva utilissima per spostare il punto di messa a fuoco all’interno dell’inquadratura. In alternativa, è possibile spostare il punto AF sfruttando le funzionalità touch dello schermo stesso, che può essere utilizzato anche in modalità “tocca & scatta” e per modificare le impostazioni della macchina. Peccato sia un po’ troppo sensibile, ed è molto facile finire nella modalità Sports Finder 1.25x accedendo accidentalmente allo schermo mentre si gestiscono altri aspetti della fotocamera.

Fujifilm X-T3: video 4K a 10 bit fino a 60p con campionamento a colori 4:2:0

Impressionante – almeno per i videomaker – è la capacità dell’X-T3 di acquisire video 4K a 10 bit fino a 60p con campionamento a colori 4:2:0 (fino a 4:2:2 con un recorder esterno). Si tratta di specifiche formidabili per una fotocamera “crossover” (progettata cioè per gli scatti fotografici e, solo in secondo luogo, per le riprese) e segna un grande passo in avanti per le ambizioni video di Fujifilm: in questo ambito, la X-T3 è a oggi una delle più avanzate fotocamere in formato APS-C, se non la più evoluta. Qualità costruttiva e maneggevolezza La nuova arrivata è una mirrorless di medie dimensioni, sufficientemente grande da poter ospitare tutta una serie di controlli fisici che piacciono ai fotografi “vecchia scuola”, e non solo a loro. Sul pannello superiore troviamo le ghiere dei tempi di posa, degli ISO e della compensazione dell’esposizione, mentre non c’è quella dei diaframmi: per regolare l’apertura bisogna agire direttamente sull’anello dei diaframmi dell’obiettivo (chi viene dalle moderne reflex digitali potrebbe rimanere inizialmente un po’ spiazzato). Non tutte le ottiche, inoltre, sono dotate di una specifica ghiera: il 18-55mm f/2.8-4, per esempio, ha un semplice switch auto/manuale. In questo caso, quindi, l’apertura si regola sì ruotando un anello sull’obiettivo ma il valore verrà visualizzato solo sul display della fotocamera, non sull’anello stesso. L’XF 18-55mm f/2.8-4 R LM OIS resta un’ottima ottica “kit”. Gli zoom 16-55 mm f/2.8 e il 50-140 mm “Red Badge”, più professionali, sono più ingombranti, ma non ci sono sembrati particolarmente sbilanciati in avanti, come ci saremmo invece aspettati. In  ogni caso, all’occorrenza potremo acquistare l’impugnatura tropicalizzata opzionale VPB-XH1 che, oltre a garantire una maggiore autonomia ospitando due batterie NP-W126S aggiuntive (per un totale di circa 900 scatti), ci regalerà una presa migliore. Non è però economica: costa infatti 330 €.

Fujifilm X-T3: prestazioni

In generale, il nuovo sistema autofocus dell’X-T3 ci è apparso molto rapido e reattivo, anche se, naturalmente, le prestazioni dell’AF dipendono anche dalla velocità e dall’efficienza degli attuatori AF dell’obiettivo montato. Alcuni vecchi modelli Fujifilm, come il 27 mm f/2.8 “pancake” e il 56 mm f/1.2 APD, hanno motori più lenti e rumorosi che possono rendere l’autofocus dell’X-T3 meno efficiente di quanto possa esserlo sfruttandolo al massimo delle sue potenzialità. Con le ottiche Fujifilm più recenti, tuttavia, la X-T3 è in grado di gestire i soggetti in rapido movimento molto bene, anche quando si stanno muovendo verso la fotocamera. Il trucco per ottenere i migliori risultati, in questo caso, è selezionare la corretta modalità di messa a fuoco: usare una “zona” di messa a fuoco con un gruppo di punti AF è più facile che cercare di mantenere un singolo punto AF su un soggetto in movimento. La qualità dell’immagine è formidabile: nei nostri test di laboratorio, il sensore da 26,1 MP ha mostrato la risoluzione più elevata che ci si può aspettare da un sensore APS-C, con prestazioni relative a rumore e dinamica altrettanto buone. Il livello di dettaglio ottenuto in alcuni scatti di prova è davvero impressionante. Sì, è vero, la Fujifilm è una “semplice” APS-C, non una full-frame, ma la combinazione del design del sensore e la resa degli obiettivi X-mount top di gamma può produrre risultati eccezionali. I JPEG sono buoni, sia in termini di definizione dei bordi e delle texture, sia di controllo sul rumore. Abbiamo esaminato i file RAW utilizzando Capture One Express Fujifilm, ora offerto gratuitamente da Phase One come alternativa di gran lunga superiore al software Fujifilm basato su Silkypix. Abbiamo scoperto che anche con l’eccellente motore di elaborazione di Phase One, era difficile migliorare la resa dei JPEG della fotocamera. D’altra parte, la scelta del formato RAW anche qui è la soluzione migliore se pretendiamo la massima qualità e per recuperare al meglio i dettagli di luci e ombre. Le modalità di simulazione pellicola offrono colori ricchi, densi e naturali per chi scatta direttamente in JPEG, e l’opzione di gamma dinamica ampliata aiuta davvero a prevenire la perdita dei dettagli nelle aree più luminose dell’immagine.