tempo di posa

Tempo di posa: tutto quello che devi sapere #1

Dopo aver parlato di diaframma, ora è il momento di approfondire il tempo di posa. In questa rubrica scopri che cos’è e quale ruolo gioca nella nitidezza delle tue immagini.

Che cos’è il tempo di posa?

Diaframma e tempo di posa controllano la luminosità dell’immagine e insieme producono l’esposizione perfetta. Se il diaframma determina la quantità di luce che arriva a colpire il sensore, è il tempo di posa a regolare la durata dell’esposizione a questa luce. Più luce entra, più può essere veloce la posa. Parliamo di tempi davvero veloci. Nella maggior parte dei casi, frazioni di secondo. In condizioni di luce estremamente scarsa, per esempio quando fotografiamo il cielo notturno, l’esposizione può invece allungarsi per minuti o anche ore.

tempo di posa

Oltre a garantire che il sensore riceva abbastanza luce da produrre l’esposizione, il tempo di posa influenza anche la resa del movimento. I valori più veloci possono congelare qualsiasi movimento nella scena e rivelare dettagli invisibili a occhio nudo. I tempi lenti, al contrario, registrano il movimento come una sfocatura – il “mosso”, appunto. Se la fotocamera viene spostata durante un’esposizione anche solo relativamente lunga, tutta l’immagine viene mossa. Non c’è bisogno che le esposizioni si allunghino fino a interi secondi perché l’effetto sia evidente. 1/10 di secondo può essere abbastanza veloce per separare i tempi di una gara di Formula Uno. Ma in fotografia, quando si tratta di ottenere risultati nitidi a mano libera, è un tempo piuttosto lungo. Con un’esposizione così estesa, anche il minimo movimento del nostro corpo può introdurre il “mosso allo scatto”.

L’effetto del mosso allo scatto può variare da un semplice leggero ammorbidimento dei dettagli fino a una completa sfocatura dell’immagine. La rapidità del tempo necessario a evitare questi problemi dipende da una serie di fattori. Il principale è la lunghezza focale in uso. Gli obiettivi più lunghi sono infatti più soggetti al mosso di scatto. Le loro dimensioni e il loro peso rendono più difficile tenerli stabili. Inoltre, l’angolo di campo è più piccolo di quello di un’ottica standard o grandangolare, quindi qualsiasi vibrazione risulta accentuata.

Tempo di posa e lunghezza focale

La regola di massima per ottenere immagini nitide anche senza treppiede è esporre al massimo per un tempo equivalente all’inverso della lunghezza focale. Se usiamo un 50 mm su full-frame, per esempio, non dovremmo allungare l’esposizione oltre 1/50 di secondo. Ricordiamo che le fotocamere con sensori più piccoli di fatto estendono la lunghezza focale. Per calcolare quella effettiva, dobbiamo applicare il cosiddetto fattore di moltiplicazione focale (o di crop). Quindi, se per esempio usiamo un 50 mm su una mirrorless Micro Quattro Terzi (che ha fattore di moltiplicazione focale pari a x2), il tempo di scatto più lungo che possiamo impostare in sicurezza diventa 1/100 di secondo.

Ovviamente, dobbiamo poi tenere conto della nostra capacità di tenere stabile il corpo macchina. Ci sono fotografi che se la cavano bene con tempi molto più veloci di quello consigliato e altri che hanno bisogno di raddoppiarlo. I sistemi di stabilizzazione aiutano, perché contrastano le vibrazioni. Il treppiede o un altro supporto stabile, però, possono darci più libertà di sperimentare con i tempi lunghi.

Prendere il controllo

Per prendere il controllo del tempo di scatto, impostiamo la priorità di tempo (S o Tv sulla ghiera dei modi). È la modalità di esposizione semi-automatica che ci permette di scegliere la durata della posa lasciando alla fotocamera il compito di selezionare automaticamente il diaframma appropriato per un’esposizione standard. Può permetterci di reagire più rapidamente rispetto alla modalità manuale, in cui dobbiamo selezionare sia tempo sia diaframma.

Ed è il motivo per cui è la scelta preferita per fotografare sport e azione. Possiamo impostare un tempo veloce per ottenere immagini nitidissime e avere la sicurezza che la fotocamera gestisca il diaframma e compensi eventuali variazioni nei livelli di luce. Se necessario, possiamo alzare gli ISO per accedere a tempi più rapidi. La priorità di diaframma non ci dà invece alcun controllo sul tempo di scatto e può portarci a risultati mossi e sfocati.


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