1 Giugno 2020 di Redazione Redazione
Il motivo più convincente per passare a RAW è la maggiore estensione della gamma dinamica (la scala dei toni di un’immagine, dai più chiari ai più scuri). Nelle scene ad alto contrasto, come per esempio un tramonto sul mare, la differenza tra i due estremi può essere enorme. I file JPEG hanno una gamma dinamica più contenuta e quindi possono accogliere meno dettagli alle due estremità della scala tonale. Ci sono situazioni in cui questi dettagli extra diventano necessari, magari per correggere un errore di esposizione, e i JPEG non riescono a venirci in aiuto. Il secondo motivo per scegliere il RAW è il maggior numero di informazioni sul colore, che introduce la possibilità di cambiare il bilanciamento del bianco dopo lo scatto. Non dobbiamo più perdere tempo a perfezionarlo in-camera: possiamo pensarci dopo. Entrambi questi fattori sono importanti quando dobbiamo scattare in fretta: non dover pensare troppo a esposizione e bilanciamento del bianco può farci risparmiare attimi preziosi. Il RAW è una rete di sicurezza: ci assicura sia più libertà allo scatto sia più margine per correggere gli errori in post-produzione.

RAW o JPEG? Il più grande dibattito della fotografia digital

Il formato RAW offre qualità di immagine superiore e gamma cromatica più ampia, che a sua volta assicura più margine di manovra in fase di elaborazione.

  • La gamma dinamica più estesa di un file RAW rende possibile estrarre i dettagli da luci e ombre e salvare immagini sotto o sovraesposte.
  • Bilanciamento del bianco e spazio colore possono essere cambiati dopo lo scatto, quindi abbiamo più controllo sui colori dell’immagine e più margine per correggere le dominanti.
  • Un JPEG a 8 bit contiene 256 livelli di luminosità per canale di colore. Un RAW in genere è a 12 o 14 bit, per rispettivamente 4.096 o 16.384 livelli di luminosità. Le sfumature sono più fluide e c’è meno rischio di banding.
  • I RAW non possono essere sovrascritti e le modifiche sono reversibili. Un file RAW conserva l’immagine come è stata scattata.
Più piccolo, facile da inviare e archiviare, riconosciuto da praticamente qualsiasi dispositivo digitale del pianeta: il JPEG è molto più comodo.

  • I JPEG sono circa cinque volte più piccoli dei RAW: scheda di memoria o disco esterno possono contenerne molti di più. I JPEG sono più veloci da trasferire e ci fanno spendere meno in device di archiviazione.
  • I JPEG sono compatibili con qualsiasi dispositivo di visualizzazione. I RAW invece sono visualizzabili solo con software dedicati.
  • Le dimensioni più contenute fanno sì anche che la scrittura su scheda di memoria dei JPEG sia più veloce: possiamo scattare più a lungo in modalità continua prima che il buffer della fotocamera si riempia.
  • I JPEG sono disponibili immediatamente: quando lavoriamo su commessa, possiamo inviarli subito a un cliente impaziente.

Caso di esempio #2: Astrofotografia

Il RAW aiuta a tirare fuori dettagli e colore dal cielo notturn.o

  1. Elaborazione più pesante. Immagini astronomiche come quella in evidenza non hanno quasi mai questo aspetto subito dopo lo scatto: in genere richiedono una pesante elaborazione per mostrare ogni delicato dettaglio. I file RAW possono reggere una post-produzione molto più pesante rispetto ai JPEG, che sono molto più soggetti per esempio a posterizzazione.
  2. Colori delicati. In termini semplici, i JPEG possono essere così piccoli perché comprimono i dati sul colore. Per chiarezza: se quindici pixel hanno ognuno una tinta leggermente diversa di uno stesso colore, possono essere compressi in tre blocchi da cinque pixel uguali. Le informazioni aggiuntive sul colore offerte dal RAW possono essere impagabili in fotografia astronomica.
  3. Dettagli extra. Quando fotografiamo le stelle, il cielo può sembrare molto buio e spento, ma il RAW contiene informazioni non immediatamente visibili. Migliorando chiarezza e definizione, possiamo far brillare le stelle.
  4. Correzione dei viraggi. Quando miglioriamo la resa di dettagli, come il cuore della Via Lattea in questo esempio, rischiamo di introdurre viraggi cromatici innaturali. In RAW abbiamo più dati sul colore con cui lavorare, quindi diventa più semplice correggerli.
  5. Dettagli nelle ombre. I dati extra contenuti nei file RAW ci permettono anche di aprire ombre che sembrerebbero irrecuperabili a prima vista, estraendo letteralmente i dettagli dal nero. Per farlo, possiamo usare strumenti tonali selettivi, come il Pennello di regolazione di Lightroom. In questo modo, bilanciare il cielo notturno con il primo piano diventa più semplice.

Se hai perso l’appuntamento precedente con la nostra rubrica, recuperalo qui:
Tutta la forza del RAW. 1#I paesaggi

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