lettura esposimetrica

Tutti i segreti della lettura esposimetrica #1

Scopriamo tutti i segreti della lettura esposimetrica. E come dare una mano alla fotocamera con la gestione dell’esposizione.

Come funziona la lettura esposimetrica

Le modalità di lettura esposimetrica hanno fatto enormi passi avanti nelle ultime generazioni di fotocamere. I sistemi esposimetrici “pattern” sono ormai in grado di assicurare immagini corrette in situazioni in cui prima avremmo probabilmente cestinato i risultati. Non significa, però, che siano a prova di errore.

Ci sono ancora momenti in cui l’esposimetro può avere difficoltà a capire il senso di un soggetto. Per esempio quando scattiamo con luce molto ridotta o quando la scena ha una gamma di luminosità così ampia che la fotocamera sbaglia nel rendere la media.

I produttori di macchine fotografiche usano nomi diversi per le loro modalità di lettura. Ma tutte sono studiate per misurare il livello di luminosità attraverso l’obiettivo e suggerire un’esposizione (una combinazione di diaframma, tempo di scatto e ISO) che possa registrare questa luminosità. L’esposimetro non imposta l’esposizione, che possiamo sempre modificare manualmente. Ma offre una guida con la scala dell’esposizione nel mirino e sullo schermo posteriore.

Tre modalità

In pratica, esistono tre versioni base di modalità di lettura. La lettura spot e quella pesata al centro misurano porzioni diverse della scena proiettata dall’obiettivo e richiedono una buona comprensione di quando e come compensare per le aree più scure o più chiare. L’opzione predefinita, invece, è la lettura cosiddetta “pattern”. È una modalità “intelligente” che realizza letture multiple su tutta la scena e poi confronta le variazioni nei livelli di luminosità prima di calcolare un valore di esposizione che possa dare il miglior risultato possibile.

lettura esposimetrica

Questo approccio, di fatto, applica le proprie compensazioni per rendere una scena più chiara o più scura. Prende in considerazione posizione, distanza e dimensioni del soggetto (dell’area a fuoco, in sostanza). Alcune fotocamere avanzate tengono conto anche del colore del soggetto e attingono a un archivio di immagini in memoria per confrontare l’esposizione della scena.

Diamo una mano alla lettura esposimetrica

Le modalità pattern (Valutativa su Canon, Matrix su Nikon e Multi-Segmento o semplicemente Pattern su altre macchine fotografiche) possono alleggerirci dalla pressione del calcolo dell’esposizione quando dobbiamo lavorare in fretta, ma non eliminano la necessità di raffinare il risultato. La lettura esposimetrica non ha idea di quale atmosfera vogliamo e può comunque impantanarsi di fronte a scene molto luminose o molto scure, o a soggetti piccoli nell’inquadratura.

Il modo più semplice per imporci sull’esposimetro è applicare una compensazione per rendere l’immagine più chiara o più buia. Troviamo l’opzione nel menu di scatto o, in alternativa, premendo il pulsante “+/–” e usando la ghiera principale o il control pad per spostare l’indicatore lungo la scala nel mirino. Dopo lo scatto, ricordiamo di azzerare la compensazione altrimenti rimarrà impostata per gli scatti successivi, anche dopo che avremo spento la macchina fotografica!


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