23 Maggio 2022 di Salvatore Attanasio Avatar

Questa storia non è basata unicamente sulla fantasia e sulla leggenda, ma trae origine dall’invenzione storica e letteraria concepita da due personaggi molto in vista nella Brescia della fine del XIX secolo: il medico dottor Carlo Tagliaferri (1831-1911) e il conte Teodoro Lechi (1864-1939). La “Storia degli Otisi” ci è restituita da un prezioso manoscritto, oggi in collezione privata, scritto da “Fra Doretto da Calvisano”.

Si tratta delle memorie desunte, tradotte e copiate, dallo studio di un non meglio precisato Hans Fattbein, olandese che, per debito di gratitudine “verso l’illustre professore in Otoiatria Dottor Carlo Tagliaferri”, ricostruisce le medievali origini scandinave dei Tagliaferri.

Il manoscritto descrive dodici antenati Tagliaferri la cui precisa identità è restituita da altrettanti ritratti en travesti, autentici tableaux vivants all’interno dei quali, nei diversi costumi dei diversi momenti storici, compare il medesimo personaggio, ovvero il Dottor Tagliaferri. Autore degli scatti è il figlio di Carlo, l’Ingegnere Giovanni Tagliaferri (1864-1936).

La mostra, definita e interpretata da Salvatore Attanasio, rende omaggio alla cultura bresciana tardo ottocentesca, una cultura fortemente radicata al tema della rievocazione storica. Basterebbe ricordare le favolose ed elaborate architetture di revival concepite dal maggiore architetto della seconda metà del XIX secolo, Antonio Tagliaferri, fratello di Carlo e zio di Giovanni. Di questo mondo, la Fondazione voluta da Ugo Da Como a Lonato è una testimonianza imprescindibile e per questa ragione abbiamo voluto rievocare gli Otisi all’interno degli ambienti della casa museo del Podestà, interamente restaurata da Antonio Tagliaferri tra il 1907 e il 1909.

Il lascito dei Tagliaferri, costituito anche dalle carte provenienti dall’Archivio professionale di Antonio e Giovanni, è stato donato alla Fondazione Ugo Da Como nel 2010 dai discendenti Tagliaferri.

La mostra “Gli Otisi nella Casa del Podestà” espone fotografie di Salvatore Attanasio la cui elaborazione artistica consente di ricordare la propensione, tipica della cultura tra Ottocento e Novecento, di evocare il passato rivivendolo a tutti i costi, anche attraverso una proposta giocosa, divertita e dal sapore teatrale.

Presso la Rocca di Lonato del Garda (via della Rocca di Lonato).

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