Santa Lucia © Ciro Battiloro

I vincitori del premio Canon Giovani Fotografi in mostra a Cortona On The Move

Raccontaci una storia è stato il filo conduttore della 14esima edizione del Premio che Canon dedica ai giovani fotografi italiani, dai 18 ai 35 anni di età, per offrire un’opportunità di affermazione professionale. In collaborazione con il festival internazionale di fotografia Cortona On The Move (COTM) per il secondo anno consecutivo, il Premio Canon ha registrato un nuovo record di partecipazione con oltre mille iscrizioni, a conferma di come nel nostro Paese stia sempre più maturando tra i giovani la volontà di trasformare la passione per la fotografia in opportunità di lavoro. Anche quest’anno, la Giuria del Premio si è trovata a valutare tantissimi progetti appassionanti che hanno rivelato sguardi inediti sulla quotidianità che ci circonda e sul mondo. Tra le novità del Premio edizione 2019, l’esposizione di tutti i progetti finalisti al COTM diventando dunque parte integrante del programma di mostre del Festival di Cortona che rappresenta per questi giovani una grande occasione di visibilità a livello mondiale. Le opere dei cinque finalisti saranno esposte dall’11 luglio al 29 settembre 2019 presso il centralissimo Palazzo Cinaglia.

Canon Giovani Fotografi: i vincitori

CATEGORIA PROGETTO FOTOGRAFICO

1° CLASSIFICATO: Federico Vespignani – PROGETTO: Por Aquí Todo Bien
Federico Vespignani apre una finestra su un mondo lontano, pericoloso, sconosciuto, come quello delle gang giovanili in Honduras. Una realtà dura che lui documenta senza pregiudizi né giudizi. Da questo Paese, proprio per sfuggire allo stato continuo di violenza, molti partono alla ricerca di una vita migliore. Ma tanti, come Federico ci svela, vivono tra paure e speranze, tra pericoli e sogni. Lo sguardo e i colori che utilizza in Por Aquí Todo Bien (Qui va tutto bene) suggeriscono in maniera potente questa fragile dicotomia.
Federico Vespignani è un fotografo italiano nato e cresciuto a Venezia. Ha studiato arti visive allo IED di Roma. Conseguito il diploma, inizia a lavorare come fotografo freelance. I suoi lavori sono apparsi su diverse testate, tra le quali GEO, Bloomberg News, The New York Times Lens, Courrier International, Neuen Zürcher Zeitung, Monocle, Inside Over. Negli ultimi anni il suo lavoro si è sviluppato in progetti a lungo termine in Centro America, concentrandosi sulla relazione e sugli effetti della violenza nell’individuo.

2° CLASSIFICATA: Alisa Martynova – PROGETTO: Nowhere Near

Il senso di perdita, di ricerca, di spaesamento è quello che ci rivela Alisa Martynova con il suo lavoro Nowhere Near (Per niente vicino). Nelle immagini create e nei ritratti posati, prova ad immaginarsi l’arrivo, dopo un viaggio verso un sogno che però a destinazione sparisce. Come si ritrova la direzione della propria vita, si chiede la giovane fotografa russa, quando ci si perde alla ricerca di qualcosa? Metafora di viaggi contemporanei, di migrazioni disperate ma speranzose, questo lavoro tenta di farci percepire quel bisogno umano di appartenenza e sogno.
Alisa Martynova originaria di Orenburg, Russia, risiede a Firenze, dove studia e lavora da 4 anni. Sta concludendo il terzo anno di studi al corso triennale di fotografia presso la Fondazione Studio Marangoni. Nell’ultimo periodo sta lavorando come assistente per il collettivo fotografico Riverboom.

3° CLASSIFICATO: Ciro Battiloro – PROGETTO: Santa Lucia

Rendere visibile l’invisibile, è quello che riesce a fare Ciro Battiloro, in Santa Lucia. Con un bianco e nero classico e attento, ci rivela con intimità ed empatia, la vita che scorre nel quartiere Santa Lucia, nel centro storico di Cosenza, un luogo dimenticato dove però si incrociano storie, vite e amore.
Battiloro, fotografo con base a Napoli, per lungo tempo ha fotografato fuori dall’Italia, viaggiando in Africa, Iran, Macedonia, Turchia, Romania. La sua ricerca degli ultimi anni si concentra su alcuni quartieri del sud Italia (Rione Sanità a Napoli, Quartiere Santa Lucia, Cosenza) che, a causa di processi storici e politici, vivono una condizione di emarginazione.

MENZIONE SPECIALE FOTOGRAFIA SPORTIVA

1° e UNICO CLASSIFICATO: Federico Guida – PROGETTO: Pugni Chiusi

Quando lo sport diventa riscatto e motivazione. Federico Guida cattura la grinta e la forza dei detenuti del carcere di Bollate nel loro impegno agonistico nel pugilato. Alternando ritratti e scatti d’azione in bianco e nero, convince la giuria con un racconto completo e onesto.
Federico Guida si diploma all’Accademia R. Bauer di Milano nel 2011. Dopo uno stage formativo presso il collettivo Cesura e un periodo di formazione in Australia e New York, si imbarca su navi da crociera come fotografo. Tornato a Milano nel 2013, coltiva la sua propensione per il ritratto e collabora con riviste e agenzie.

CATEGORIA PROGETTO MULTIMEDIALE

1° e UNICO CLASSIFICATO Alberto Ferretto – PROGETTO: About Respect

Non è semplice raccontare la relazione tra uomini e animali in maniera non stereotipata. E’ un racconto semplice ma potente quello di Alberto Ferretto, che ci parla di amicizia e amore al suo stato più puro. Un viaggio ritmato e cinematografico, un racconto serrato che spazia tra presente e passato con un linguaggio coerente e contemporaneo.
Nato a Thiene, 1989, dopo gli studi e diverse esperienze di lavoro, tra grafica, fotografia e stampa, Alberto Ferretto, nel 2011 collabora con FABRICA come fotografo, dove scopre anche la regia video. Successivamente, come libero professionista realizza servizi e spot commerciali per marchi internazionali, gira un documentario in Perù come regista/editor e un lungometraggio (in corso) tra India, Italia e Birmania come producer/cinematographer. Ama la montagna. Appassionato di sport, pratica ultrarunning.


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