Nino Migliori
Il tuffatore, 1951 - courtesy © Nino Migliori

Le foto più famose della storia: Nino Migliori

Per la rubrica dedicata alle foto più famose, oggi vi proponiamo il celebre “tuffatore” di Nino Migliori. Da non perdere anche la mostra Oltre il sipario a Bologna, con cui il grande fotografo rende omaggio al Teatro Comunale (ne avevamo parlato qui).

Le foto più famose #22

Rimini, estate 1951. Ragazzi che giocano sul molo e gare di tuffi. Breve rincorsa di due o tre metri e stacco. Nino Migliori ha iniziato a fotografare nel 1948 per riappropriarsi del mondo dopo i lunghi anni di guerra e ama fotografare le persone nella realtà dei luoghi.

Quel giorno è sul molo con la sua macchina fotografica. Vuole vedere se riesce a riprendere il tuffatore proprio mentre è parallelo all’acqua. Un attimo da fermare, una sfida al tempo. Nino Migliori la vince grazie alla sua macchina fotografica, una Rolleiflex 6×6 a pozzetto che non lo tradisce. Un paio di scatti, e il secondo è perfetto.

Fin qui la tecnica, ma la forza di questa immagine è molto di più. È il mare calmo e vuoto, è quel ragazzo in aria che riempie il fotogramma, è il fratello seduto che con la schiena curva sembra sostenere il peso della composizione. Giusto il suo ciuffo si muove appena. È l’occhio di Nino Migliori che vede e scatta.

Quando scatto una sequenza di immagini non è per scegliere quella più bella, più interessante o che è venuta meglio; il mio scopo è quello di esprimere un concetto, creare un discorso per immagini, rappresentare una situazione, così come sta avvenendo.         

Nino Migliori

Nino Migliori

(1926). La sua vita fotografica è scandita in epoche precise che seguono l’evoluzione della sua ricerca. Partendo dal realismo tra la fine degli anni ’40 e i ’50, passando per l’Informale, arrivando alle sperimentazioni più ardite, per fasi successive approfondisce il significato del linguaggio visivo attraverso tecniche e tematiche sempre nuove e innovative.

Docente di Storia della fotografia all’Università di Parma tra il 1978 e il 1987. Le sue opere sono conservate in numerose collezioni private e pubbliche.

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