Foto storica: Tony Gentile. Quando un sessantesimo di secondo ha il potere di fermare la storia

Tony Gentile

Ci sono persone che sembrano segnate da un destino particolare. È come se nelle loro esistenze le coincidenze e gli incontri confluissero ineluttabilmente verso un’unica direzione, anche se basterebbe pochissimo per scombinare le carte in tavola. A ben guardare, potrebbe essere una caratteristica comune all’esperienza di ciascun individuo, eppure ci sono casi alquanto singolari che sembrano distinguersi tra gli altri. Questa è l’impressione che si avverte quando si parla con Tony Gentile, fotografo nato a Palermo nel 1964 e membro dell’agenzia di stampa Reuters. All’età di ventott’anni, Gentile scatta la fotografia più importante della sua carriera: il ritratto in bianco e nero di Giovanni Falcone che si avvicina sorridente a Paolo Borsellino per sussurrargli qualcosa all’orecchio. Un’immagine sincera, rappresentativa di un rapporto di amicizia e di complicità, destinata a trasformarsi in un’icona suo malgrado quando, qualche mese dopo, i due magistrati perdono la vita assassinati dalla mafia.