Letizia Battaglia, Palermo, vicino la Chiesa di Santa Chiara. Il gioco dei killer, 1982

Monika Bulaj e Letizia Battaglia al Festival della Fotografia Etica

Monika Bulaj e Letizia Battaglia sono tra le protagoniste della decima edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi, in scena tutti i weekend fino al 27 ottobre. Di Monika Bulaj si potranno ammirare le immagini di “Broken Songlines”, lavoro inedito dedicato alle minoranze religiose che ha portato la fotoreporter dal Medio Oriente al Caucaso, in Asia e in Africa, nelle zone della Terra dove – sotto ai nostri occhi – la ricchezza della complessità e della diversità sta scomparendo. Di Letizia Battaglia sono in mostra fotografie iconiche che raccontano la città di Palermo, le grandi stragi di mafia, le persone comuni coinvolte in alcuni dei momenti più violenti della nostra Repubblica. Temi diversi per le due fotografe, accomunate però dal fatto di vivere la fotografia come una missione, una scelta di vita, un incontro che implica passione, dedizione e compassione, quest’ultima intesa nel suo significato più alto di empatia, di condivisione dei sentimenti che animano i soggetti fotografati.

Letizia Battaglia: incontro con il pubblico

Oltre a visitare la mostra “Fotografie”, presso lo Spazio Tematico Italia, il pubblico del Festival della Fotografia Etica di Lodi avrà la possibilità di incontrare Letizia Battaglia: domenica 13 ottobre, dalle 17.30 alle 18.30 presso il Ridotto del Teatro alle Vigne, la fotografa parlerà del proprio lavoro e della visione che guida la sua fotografia.
Monika Bulaj: performance e workshop «In questo lavoro cerco di narrare le minoranze, i luoghi nascosti dai media e anche nelle pieghe della storia», racconta Monika Bulaj a proposito di “Broken Songlines”. «Questi luoghi sono le vittime della storia e del silenzio, perché dove accadono grandi eventi, dove ci sono le bombe, dove ci sono i combattimenti, non ci si rende conto che proprio lì sta scomparendo un mondo prezioso. Sono luoghi piccolissimi, lontano dai centri di potere, dove accadono miracoli, dove persone di fedi diverse pregano insieme. Con questo lavoro è come se portassi da un luogo all’altro una lettera, una storia, per mostrare qualcosa che va oltre gli stereotipi. Voglio far capire che la teoria del conflitto di civiltà – cara ai presidenti, ai terroristi, ai banditi – alimenta le guerre. Quindi questo è anche un lavoro contro la guerra, contro la paura che c’è dentro di noi e che viene usata per manipolare le masse». Immagini che smuovono le coscienze, che ci invitano a riflettere sul modo in cui guardiamo all’altro, a scardinare quella paura e quegli stereotipi che a volte ci rendono ciechi (le possiamo ammirare presso l’Ex Chiesa dell’Angelo in via Fanfulla 22). Monika Bulaj, inoltre, sarà presente a Lodi durante l’ultimo weekend del Festival per due appuntamenti imperdibili: sabato 26 ottobre alle ore 21, presso il Ridotto del Teatro alle Vigne, è in programma la performance teatrale dal titolo “Broken Songlines – Tre Manoscritti” di cui la fotografa è autrice e interprete; domenica 27 ottobre, alle ore 16 Monika Bulaj terrà il workshop formativo “Un metodo maieutico” mentre alle ore 18 guiderà una visita alla mostra per raccontare la genesi e la costruzione di questo lavoro.
Info:
www.festivaldellafotografiaetica.it

Letizia Battaglia, Palermo, vicino la Chiesa di Santa Chiara. Il gioco dei killer, 1982
Broken Songlines di Monika Bulaj
Broken Songlines di Monika Bulaj

 


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