Ecco i nostri trucchi e consigli per fotografare i paesaggi nella stagione più calda e soleggiata dell’anno.

7 Giugno 2022 di Redazione Redazione

Dall’attrezzatura all’esposizione, ecco i nostri trucchi e consigli per fotografare i paesaggi nella stagione più calda e soleggiata dell’anno.

12 consigli per fotografare i paesaggi in estate

1 – Sfruttiamo l’intera giornata

consigli per fotografare
All’alba – La luce del primo mattino tende a essere più fredda. Arriviamo in posizione almeno mezz’ora prima del sorgere del sole. A mezzogiorno – La luce delle ore centrali del giorno può appiattire la scena inquadrata: serve creatività con la composizione. Al tramonto – La luce di tardi pomeriggi e serate si sbilancia verso piacevoli sfumature rosse e arancioni. Non per niente è la preferita dai fotografi!

Uno degli aspetti più piacevoli di questi mesi estivi è la lunga durata delle giornate, che ci mette a disposizione un’enorme quantità di luce con cui giocare.

Durante il giorno, però, la lettura esposimetrica può essere difficile: ci è mai capitato di studiare un paesaggio illuminato, fotografarlo e restare delusi dal risultato? Succede perché l’occhio umano vede l’equivalente di circa 14 stop di gamma dinamica, mentre le fotocamere si fermano molto prima. Non scoraggiamoci!

Se scegliamo la scena e le tecniche giuste, la stagione può essere immortalata con successo anche nelle ore centrali del giorno, con la loro luce dura e intensa.

2 – Cominciamo all’alba

Catturare il sole mentre si alza sopra l’orizzonte è un premio che quasi sempre compensa la levataccia. Facciamo precise ricerche sulla direzione del sole stesso ed esploriamo la zona in anticipo, così da poter arrivare e preparare una buona composizione senza perdite di tempo.

Arriviamo comunque almeno mezz’ora prima del sorgere del sole e montiamo la nostra fotocamera su un treppiede. Impostiamo ISO bassi, un diaframma intorno a f/11 e un tempo di posa appropriato per i bassi livelli di luce.

3 – Consigli per fotografare: la regola del 16

La regola del 16 al sole è un metodo per calibrare l’esposizione corretta senza affidarsi all’esposimetro, che in certe condizioni può essere ingannato dalla luce. L’idea è che, in pieno sole a metà giornata, a diaframma f/16 possiamo esporre con un tempo di scatto “pari” al livello ISO – quindi, per esempio, 1/200 di secondo a ISO 200.

f/16 è un valore di diaframma ideale perché assicura una profondità di campo sufficiente a coprire la maggior parte dei paesaggi. Se le condizioni cambiano, cambia anche il diaframma: usiamo questa tabella per basare le nostre sperimentazioni.

4 – Scattare in pieno giorno

In una bella giornata di sole, scattare a mezzogiorno può essere un incubo, perché il sole è a picco sulla verticale e genera un contrasto ingestibile tra cielo e terra. Se calibriamo l’esposizione sul paesaggio, ci troviamo il cielo completamente bianco e bruciato, ma se esponiamo bene il cielo, la terra resta troppo in ombra.

In questi casi, la soluzione può essere semplice: attivare il bracketing automatico dell’esposizione (AEB). Con i risultanti file RAW potremo creare un’immagine HDR per estendere la gamma dei toni. Oppure potremo prenderne due, uno esposto per il cielo e uno per la terra e unirli in livelli di Photoshop.

L’alternativa è usare un filtro polarizzatore, che accentua i blu del cielo e cattura una scena ad alto contrasto con meno riverbero. A mezzogiorno, possiamo anche provare a stringere su parti specifiche della scena con un teleobiettivo: in questo modo, escluderemo buona parte dell’area che presenta il forte contrasto producendo una composizione più ampia e comprimendo la prospettiva per concentrare maggiormente l’attenzione sui dettagli.

5 – Il bello del brutto tempo

consigli per fotografare

Non c’è un tempo troppo brutto per scattare (per lo meno, non in fotografia paesaggistica). Anche sotto la pioggia è possibile catturare immagini capaci di veicolare l’idea di estate. Includiamo in primo piano indizi sulla stagione, come dettagli botanici: papaveri e girasoli sono la quintessenza delle fioriture estive e hanno il pregio di introdurre un’ondata di colore.

Malgrado la sua inclinazione al bello, l’estate ha un lato oscuro: i temporali. I fulmini sono spettacolari opportunità dinamiche, se riusciamo a reagire con sufficiente prontezza. Gli specifici parametri di esposizione dipendono da luogo, ora e condizioni di luce, ma in generale – con l’obiettivo a fuoco in manuale su infinito – possiamo cominciare dal tempo di posa B, abbinato a diaframma f/8 e ISO 100. E poi teniamo l’otturatore aperto finché non cattureremo una saetta!

6 – Consigli per fotografare: dopo la pioggia

Se ci sorprende un temporale, organizziamoci per riprendere a scattare appena finisce. Quando il sole torna a fare capolino tra i nuvoloni neri, avremo occasioni mozzafiato. Dopo la pioggia, le nuvole sono spettacolari e l’aria immobile lascia indisturbati i riflessi nelle pozzanghere ancora immacolate.

Molte borse per l’attrezzatura sono complete di custodia impermeabile: facciamone buon uso. Fino a un certo punto, possiamo proteggere l’obiettivo con il paraluce, ma se vogliamo essere sicuri è meglio dotarci di una custodia impermeabile. Sotto un acquazzone torrenziale, non facciamoci troppo prendere dall’entusiasmo e non esponiamoci al rischio di danneggiare la nostra attrezzatura.

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