Nonostante le possibilità offerte da fotografia digitale e post-produzione, i filtri ottici sono ancora utili. Ecco perché...

22 Marzo 2022 di Redazione Redazione

Scopriamo tutto quello che ci serve sapere sui filtri ottici, per scegliere quelli indispensabili per la nostra fotografia.

Filtri ottici: introduzione

Le fotocamere digitali hanno in gran parte spazzato via l’abitudine di portarsi dietro decine di filtri. Negli anni della fotografia a pellicola, avevamo bisogno di set di filtri correttivi colorati per scaldare o raffreddare la luce, a seconda del tipo di rullino che avevamo caricato. Il controllo del bilanciamento del bianco di una fotocamera digitale, oggi, permette di cambiare la risposta del sensore al colore, scatto per scatto.

Anche i filtri per effetti speciali, come i diffusori per un effetto sfocato o i filtri “a stellina” per modificare forma e impatto dei punti di luce alta, hanno assunto un ruolo secondario rispetto ai software di ritocco come Photoshop.

Tuttavia, resistono ancora alcuni filtri ottici che vale la pena considerare seriamente, perché il loro effetto è difficile da replicare via software oppure perché assolvono a una funzione tecnica o creativa che deve per forza essere realizzata allo scatto.

Alcuni sono utili ancora oggi

Sotto vediamo una selezione di filtri specifici per i paesaggi. Di uno solo si può forse dire che sia ormai vagamente superfluo. Infatti, il filtro graduato è usato da sempre per bilanciare la luminosità del cielo con un primo piano più scuro, ma oggi possiamo anche scattare un’esposizione corretta per il cielo e una giusta per il primo piano e fonderle via software. È una tecnica che funziona bene soprattutto quando la linea dell’orizzonte non è ben definita. Resta però il fatto che ottenere una singola esposizione impeccabile allo scatto ci risparmia molto tempo, soprattutto se lavoriamo con i tempi lunghi.

Ci sono poi filtri che aprono possibilità creative superiori a quelle dei controlli di scatto. I filtri close-up rappresentano un buon primo passo nel mondo della fotografia macro. Funzionano come lenti di ingrandimento sull’obiettivo ed esistono in diverse intensità. Qualità e praticità non sono all’altezza di quelle offerte da un’ottica macro dedicata, ma riescono a riempire l’inquadratura e costano molto meno.

Se siamo appassionati di flash, un set di filtri colorati (per l’obiettivo) e di gelatine (per il flash) è perfetto per introdurre contrasti di colore nell’immagine. Possiamo replicare l’effetto in post-produzione, ma non è più comodo ottenere quello che vogliamo già allo scatto?

I filtri ottici per il paesaggio

filtri ottici

Polarizzatore circolare

Il polarizzatore rimuove riflessi e riverberi dagli oggetti lucidi non metallici e migliora la saturazione: proviamolo con un cielo azzurro. È dotato di un anello frontale: ruotiamolo per variare l’intensità dell’effetto di polarizzazione.

Graduato ND

Questo genere di filtro è scuro su un lato e trasparente sull’altro. Serve per avvicinare l’esposizione di cielo e primo piano e così a trattenere dettaglio in entrambi. I filtri graduati ND sono disponibili in diverse intensità e sfumature di transizione.

filtri ottici

Protettivo UV

Il paraluce può offrire una protezione sufficiente contro neve o pioggia, ma un filtro protettivo dedicato è più sicuro, soprattutto quando lavoriamo sul mare. Gli obiettivi non vanno per niente d’accordo con la sabbia e gli spruzzi d’acqua salata…

ND standard

Un filtro a densità neutra standard riduce la quantità di luce che entra nell’obiettivo. Evita la sovraesposizione quando apriamo il diaframma in piena luce e rende possibili le lunghe esposizioni diurne quando vogliamo sfumare un movimento.

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