La luce è una componente fondamentale della fotografia di paesaggio: ecco come cambia durante il giorno e come sfruttarla.

5 Aprile 2022 di Redazione Redazione

Nella fotografia di paesaggio la luce è una componente fondamentale. Sarebbe meglio, però, parlare di luci. In ogni momento della giornata, infatti, la luce ci offre sfumature diverse, tutte da scoprire e sfruttare per i nostri scatti.

La fotografia di paesaggio e la luce

All’inizio e alla fine del giorno la luce cambia più in fretta: nel giro di un’ora o due il paesaggio passa dalla notte al giorno e viceversa. Cambiano il colore e l’intensità della luce e le ombre si allungano o si accorciano. È spesso il periodo più emozionante del giorno per i fotografi ed è sempre difficile prevederne l’aspetto con precisione. È sempre ricco di sorprese!

In genere, la luce è efficace per illuminare un soggetto o un paesaggio nella mezz’ora prima che il sole si avvicini all’orizzonte. Poi, quando cala ancora, il focus della composizione può cambiare e il sole stesso diventare l’elemento più importante dell’immagine (ovviamente, al tramonto: all’alba i tempi si invertono).

In genere, la diversità dei colori sul terreno tende a essere sostituita da una singola tonalità dominante. La foschia può enfatizzare questo effetto perché diffonde luce e colore sulla scena. 

L’ora dorata

È ben nota ai fotografi paesaggisti per le sue ombre lunghe e per la luce calda che si intensifica e si tinge man mano che il sole si avvicina all’orizzonte. Corrisponde più o meno all’ora dopo l’alba e a quella prima del tramonto. I suoi effetti tendono a essere più accesi in primavera e autunno, quando il sole ha forza e la luce è abbastanza limpida.

I fotografi però commettono spesso l’errore di limitarsi a scattare solo nell’ora dorata. È utile invece provare a scattare anche quando il sole si trova in una posizione più alta, sufficiente a rimandare abbastanza luce sulla scena.

fotografia di paesaggio
Ancora le Tre Cime di Lavaredo, questa volta riprese al tramonto. Foto di Mattia Chersicola

Fotografia di paesaggio: l’alba o il tramonto perfetti

Tendiamo ad avere un’idea preconcetta di come debba essere un “grande tramonto”: un cielo rosso, ricco di colori intensi. La nostra percezione e la nostra “immagine perfetta”, però, potrebbero essere molto diverse e personali

Possiamo descrivere i tramonti considerandone tre aspetti: i colori nel cielo, il sole stesso, magari che infiamma le nuvole dal basso o appare come una palla rossa sull’orizzonte, e la luminosità residua, dopo che il sole è calato. Con un po’ di fortuna, possiamo trovare tutto in una stessa sessione, man mano che la luce cambia.

Ma potremmo anche avere una specifica immagine in mente. In questo caso, è meglio avere almeno un’idea di cosa possiamo aspettarci già prima di uscire. Molti fotografi, però, prediligono l’approccio “usciamo e vediamo”, in cui, per avere successo, dobbiamo solo adattare soggetto e stile di scatto alle condizioni presenti sul posto.

L’ora blu

È il periodo successivo al tramonto vero e proprio (o precedente l’alba), prima che faccia buio. Appena il sole cala, la luce sfuma rapidamente da calda e dorata a una distinta nota azzurra. In questa breve finestra temporale, nei luoghi in cui c’è la presenza dell’uomo la luce naturale viene sostituita da quella artificiale. È un momento ideale per catturare i colori del cielo o paesaggi in luce mista artificiale e naturale.

L’ora blu è caratterizzata dalla diminuzione dei dettagli nelle ombre. Il cielo cattura l’ultima luce del sole, ma il terreno, in particolare nelle zone d’ombra, diventa sempre più buio. In luce mista c’è spesso un momento di equilibrio ideale tra la luce naturale del cielo e quella artificiale del primo piano. Non dura mai a lungo, quindi è bene essere pronti a coglierla!

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