L’angolo visuale di una scena è determinato dalla sua lunghezza focale: ecco come questa è influenzata dalla scelta dell’obiettivo.

4 Aprile 2022 di Redazione Redazione

Dopo aver parlato di composizione, oggi approfondiamo la lunghezza focale e vediamo come questa è influenzata dalla scelta dell’obiettivo.

Lunghezza focale: grandangolo

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L’angolo visuale di una scena è determinato dalla sua lunghezza focale. I grandangoli hanno una lunghezza focale inferiore a 35 mm nel formato full-frame e permettono di inquadrare una porzione più ampia della scena. Sono utili, quindi, per i paesaggi o per l’architettura. I grandangoli esagerano la prospettiva e danno l’impressione di deformare la figura umana, il che può non essere apprezzato dal soggetto nel caso, per esempio, di un ritratto.

Lunghezza focale: teleobiettivo

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Un teleobiettivo (qualunque cosa superiore alla lunghezza focale di 85 mm) genera un angolo di campo stretto. Questo ci permette di avvicinarci a particolari lontani o di concentrare l’attenzione su una piccola parte della scena. Con un teleobiettivo, lo sfondo sarà sfocato grazie all’angolo più stretto. I teleobiettivi, in genere, si usano per i ritratti perché tendono a schiacciare la prospettiva.

Zoom oppure ottica fissa?

Gli obiettivi si dividono in zoom e fissi. Gli zoom sono ottiche a focale variabile entro determinate gamme, come 18-55 mm o 70-200 mm. Gli obiettivi fissi hanno invece una lunghezza focale fissa, appunto, come 50 mm o 85 mm (ottica solitamente prediletta dai ritrattisti). Se le ottiche fisse non sono versatili, tuttavia hanno il vantaggio di essere più nitide e luminose e permettono di fotografare con poca luce; la loro ridotta profondità di campo produce meravigliose sfocature del fondo.

APS-C contro full-frame

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1 – Il fattore d’ingrandimento

Le reflex digitali possono avere un sensore full-frame, così detto poiché corrisponde alle dimensioni della pellicola 35 mm, o un sensore APS-C, più piccolo (36×24 mm contro 23,6×15,7mm). Le reflex con il sensore APS-C, come EOS 750D, 7D Mk II e 80D sono chiamate anche “mezzo formato”, perché il sensore APS-C cattura solo la parte centrale dell’immagine vista dall’obiettivo.

Entra in gioco qui il fattore di ritaglio o di “crop” che ha un effetto decisivo sulla lunghezza focale “effettiva” dell’ottica montata. Per calcolare la lunghezza ottica bisogna, infatti, moltiplicare la lunghezza focale nominale dell’obiettivo per 1,6x: un semplice 400 mm diventerà così un 640 mm.

2 – Terminologia full-frame

Gli obiettivi per le Canon APS-C sono chiamati EF-S, mentre i full-frame sono chiamati EF. Gli obiettivi EF-S non possono essere montati su corpi Canon full-frame, poiché l’immagine sarebbe troppo vignettata. I bordi del sensore della fotocamera sarebbero, infatti, oscurati dall’obiettivo stesso. Tra le reflex Canon full-frame figurano la EOS 6D, la 5D Mk IV e la 1D X Mk II.

3 – Cambiare il punto di vista

I numeri delle lunghezze focali possono creare confusione, soprattutto se consideriamo le dimensioni del sensore. Se montiamo un 50 mm su un corpo full-frame, l’angolo di campo sarà quello di un classico 50 mm, cioè circa 40 gradi. Se però montiamo lo stesso obiettivo su un corpo con il sensore di formato APS-C, l’angolo di campo si restringerà a circa 26 gradi, che equivale a una lunghezza focale di 80 mm su un corpo full-frame.

4 – Sensore e profondità di campo

Oltre all’angolo di campo, le dimensioni del sensore determinano anche la profondità di campo. Maggiore è la dimensione del sensore, minore è la profondità di campo. Questo è il motivo per il quale le fotocamere con un sensore molto piccolo, come gli smartphone, difficilmente producono una piccola profondità di campo e si comportano male quando c’è poca luce.

È anche il motivo per il quale le macchine di grande formato, come il 10×12 cm, devono arrivare a f/64 per avere la messa a fuoco dal davanti al fondo della scena.

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