Scopriamo come impostare la messa a fuoco nella fotografia d’azione e vediamo quando non affidarci ai sistemi AF.

20 Gennaio 2022 di Redazione Redazione

Messa a fuoco: dal più statico dei paesaggi alla street photography più frenetica, vediamo come ottenere sempre immagini nitidissime.

Messa a fuoco: la fotografia d’azione

La fotografia sportiva e d’azione presenta un’esperienza di messa a fuoco quasi opposta a quella della fotografia paesaggistica. La precisione rimane fondamentale, ma il modo di ottenerla varia molto. Ciò a causa soprattutto dell’enorme differenza di profondità di campo degli obiettivi in uso. I teleobiettivi hanno profondità molto più limitata rispetto ai grandangoli e, quindi, assicurano un margine di errore risicato.

Anziché cercare di tenere a fuoco molte aree distanti, in questi campi il fotografo deve spesso catturare una piccola regione fittamente popolata di piccoli dettagli. Con la complicazione aggiuntiva della velocità e del movimento casuale nell’inquadratura.

Come in fotografia street e reportage, c’è l’esigenza di creare quante più immagini nitide possibile in scene in continua evoluzione. Tipo di soggetto, posizione di scatto e velocità del movimento in scena definiscono l’approccio del fotografo, che può scegliere se preimpostare la messa a fuoco o cercare di seguire il soggetto con l’autofocus.

I sistemi AF

I moderni sistemi AF sfruttano algoritmi sofisticati, capaci di gestire quasi tutte le normali esperienze di scatto. La maggior parte dei problemi incontrati dai fotografi deriva da una scarsa conoscenza del funzionamento dell’autofocus e delle diverse modalità. Nonché delle situazioni in cui applicarle e delle possibili complicazioni. 

Una scelta sbagliata di modalità può compromettere velocità e precisione del sistema. Infatti, in questi casi la fotocamera cerca un tipo di movimento che in realtà non c’è. Per esempio, impostare il sistema AF sulla massima sensibilità, cioè chiedergli di adattarsi rapidamente all’ingresso di nuovi elementi in scena, può in realtà portare a errori di messa a fuoco se qualcosa passa davanti al soggetto. Non è semplicemente la scelta giusta per seguire un giocatore su un campo da calcio, per esempio – a meno di non godere di un punto di vista alto. 

Non sapere come si comporta la fotocamera in ogni possibile scenario può indurci ad abbinamenti “sbagliati” del nostro intento con le richieste del sistema AF e, in definitiva, non può che portarci a delusioni.

messa a fuoco

Messa a fuoco preventiva

Quando lavoriamo su timidi soggetti naturalistici o velocissimi atleti in gara, non è detto sia possibile regolare la messa a fuoco prima che la scena cambi e il soggetto sia già da un’altra parte. In questi casi è meglio scegliere un punto dove possiamo prevedere che il soggetto dovrà passare, mettere a fuoco su di esso e aspettare che la scena evolva.

È ovvio che c’è un elemento di rischio, ma almeno, con la messa a fuoco già impostata, possiamo dedicarci solo alla composizione e ridurre il tempo che ci occorre per preparare lo scatto. Usiamo il pulsante di blocco AF per evitare che il sistema riagganci il fuoco prima dell’arrivo del soggetto.

Metodi alternativi

Molti fotografi usano sempre e solo il pulsante di scatto per attivare il sistema AF, ma la maggior parte delle fotocamere oggi permette di assegnare la funzione ad altri controlli. Anche se è vero che abbiamo tutti confidenza con l’avvio della messa a fuoco via pulsante di scatto, è anche possibile che la doppia funzione finisca per rallentare la nostra capacità di reazione. Proviamo a distribuire il carico su altri pulsanti.

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