Ecco nuovi suggerimenti per ritratti in studio da veri pro, in particolare per quanto riguarda i modificatori di luce.

18 Agosto 2022 di Redazione Redazione

Il fotografo professionista Canon Phil Barker ci svela tutti i segreti dei ritratti in studio. In particolare, come allestire il set, gestire la luce e interagire con il soggetto. E il bello è che tutte le tecniche che vedremo applicate in studio sono facili da replicare anche a casa!

Ritratti in studio #2

ritratti in studio

Per questo scatto abbiamo sperimentato un’illuminazione più brillante, per colori vibranti e un impatto più “lifestyle”. Abbiamo usato un grande octobox da 130 cm (1), montato in alto e impostato su 4.8 per avere meno ombre.

Un grande pannello di polistirolo bianco (2) ha riflesso la luce e riempito le ombre sulla sinistra della modella, mentre uno stripbox (3) – nella foto è nascosto dal polistirolo – a bassa potenza, 3.0, ha “acceso” il fondale e aiutato a staccare il soggetto. 

Lo scatto è stato realizzato con una 5D Mark III, a dimostrazione che in studio non è obbligatorio avere le eccezionali ma costose EOS R5 full-frame per catturare ritratti intensi e vivaci.

Il kit pro

«Per ottenere il meglio dalle luci, consiglio di usare i softbox, che creano un’illuminazione piacevole, più dolce e suggestiva. Più è grande la sorgente (quindi più è grande il softbox), e più è morbida la luce emessa, e la luce morbida dona di più alle persone!», spiega Phil. «Io ne uso un’ampia varietà: rettangolari, quadrati, strip e octobox. Gli ombrelli sono più economici, si chiudono in un attimo e sono comodi se dovete sempre allestire e disallestire e portare in giro il kit, ma tendono a “sbavare” di più la luce».

Il pannello riflettente

ritratti in studio

Phil ha realizzato questi due scatti per mostrarci l’effetto di un pannello riflettente. Montato sul lato opposto a una singola unità flash è un modo molto semplice per riempire le ombre e ottenere un’atmosfera più leggera e luminosa.

La luce principale qui era abbastanza grande da illuminare comunque bene il viso di Tyla, quindi il grande pannello di polistirolo bianco mostra una differenza delicata sulle ombre del lato destro dell’immagine: questione di gusto e soggetto. 

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