Proseguono i consigli dell’esperto su come stampare le fotografie a casa: oggi parliamo di profili ICC e di come sceglierli.

21 Luglio 2022 di Redazione Redazione

Scopriamo come stampare le fotografie in casa grazie ai suggerimenti dell’esperto. Dopo aver parlato di stampanti e della scelta della carta, è il momento di affrontare la questione dei profili ICC.

a cura di Marco Olivotto

Stampare le fotografie a casa: i profili ICC

Se vogliamo capire come si comporta il sistema di stampa con un determinato tipo di carta, dobbiamo caratterizzare (misurare, in sostanza) come il sistema riproduce i colori su quel tipo di carta. Questo si fa stampando una serie di apposite tacche colorate e misurandole con uno spettrofotometro.

Sulla base dei dati raccolti, un software elabora il profilo ICC che descrive il comportamento della stampante nelle condizioni di stampa create. E se tutto è stato fatto a regola d’arte le nostre stampe saranno aderenti a ciò che il profilo ICC prevede. Siamo nel cuore della gestione del colore, naturalmente.

Il punto è che non tutti hanno a disposizione uno spettrofotometro. Inoltre, la procedura di caratterizzazione è laboriosa. A questo punto, si aprono due strade:

utilizzare i profili ICC messi a disposizione dai produttori di carta e di stampanti;

• chiedere a uno specialista di creare i profili ICC che ci servono.

Un esempio pratico: se acquistiamo una stampante del famoso brand ABC, al momento dell’installazione troveremo anche una serie di profili ICC che la ditta produttrice mette a disposizione. Questi profili ICC descrivono il comportamento della stampante con determinati tipi di carta… che invariabilmente saranno marcati ABC. Ogni produttore tira l’acqua al proprio mulino: non si limita a produrre le stampanti e gli inchiostri, ma produce anche la carta.

Per ovvi motivi, non è felicissimo se voi decidete di utilizzare la vostra stampante con la carta di un altro produttore, quindi mette a disposizione i profili ICC per le proprie carte.

Il problema è che una carta glossy ABC non è identica a una carta glossy “di terzi”, quali Ilford o Canson. Per contro, gli utenti hanno diritto di utilizzare la carta che preferiscono, e naturalmente Ilford o Canson sono ben felici se qualcuno utilizza i loro prodotti. Vale la pena di notare che il dibattito su questo argomento è molto vivace.

Per ravvivare una serata un po’ noiosa, basta convocare due o più stampatori fine art e far partire un dibattito sulle caratteristiche delle diverse carte. Con ogni probabilità la querelle finirà all’alba…

I profili ICC disponibili online

Chi voglia utilizzare carte di produttori diversi e non abbia modo di crearsi da solo i profili ICC necessari, ha la possibilità di scaricarli online dai siti dei produttori di carta. Nella figura qui sotto, la schermata tratta dal sito web di Hahnemühle, con i profili ICC disponibili per una determinata stampante.

Nel caso specifico, abbiamo simulato di utilizzare una stampante HP Designjet Z3100 e di voler stampare su carte caratterizzate come “Matt FineArt – Textured”. Scopriamo che ci sono cinque profili ICC disponibili, uno per ciascun tipo di carta del gruppo: Albrecht Dürer, German Etching, Museum Etching, Torchon, William Turner. Possiamo scaricare i profili ICC che ci servono, installarli sul nostro computer e procedere.

I profili ICC su commissione

Se non ci fidiamo dei profili ICC messi a disposizione dai produttori, resta la seconda opzione: chiedere a un professionista di creare un profilo ICC specifico per le nostre esigenze. Questa è anche la soluzione quando il profilo ICC che ci serve non è disponibile online: può capitare se si utilizzano carte o stampanti particolari.

La procedura è semplice: si contatta il professionista, che invierà un file contenente dei campioni di colore da stampare. Si dovrà eseguire una stampa secondo certe modalità (disattivando la gestione del colore) e inviarla, fisicamente, al professionista. Questi effettuerà le misure necessarie, caratterizzando il sistema stampante+carta, e ci invierà il profilo ICC. In genere, un servizio di questo tipo costa qualche decina di euro per ciascun tipo di carta di cui sia richiesto il profilo.

Il mio suggerimento generale è molto pragmatico e lo riassumo in tre punti:

• non conviene attrezzarsi per creare i profili ICC in proprio a meno che non ci sia una vera necessità di farlo;

i profili ICC creati dalle case produttrici di supporti sono più che adatti alle esigenze medie. Se sono accurati al 98%, l’investimento per arrivare a un’accuratezza del 100% è abbastanza impegnativo, e il più delle volte la differenza non sarà rilevante;

• se si decide di far creare un profilo ICC personalizzato da un professionista, vale la pena di sceglierne uno affidabile. L’operazione non è semplice, e va effettuata da un esperto vero.

Lascia un commento

qui