La fotografia fine art trova nelle architetture contemporanee il suo soggetto ideale: ecco come eccellere in questo genere.

2 Maggio 2022 di Redazione Redazione

Le architetture “moderniste” o “post-moderne” sono i soggetti ideali per la fotografia fine art. Ecco tutti i segreti per scatti da veri professionisti.

Architettura fine art

I progetti minimalisti contemporanei permettono ai fotografi di creare immagini sempre diverse. Grazie all’enfasi posta su volumi, simmetrie e minimi ornamenti, i fotografi hanno una tela bianca su cui lavorare.

Fino al secolo scorso l’architettura tendeva ad avere muratura più elaborata e maggiori decorazioni. Per quanto affascinanti siano questi dettagli, le odierne strutture nude e snelle, con pochissime distrazioni, rendono molto più semplice la creazione di immagini eleganti.

Forme iconiche e punti di vista insoliti

La progettazione di una nuova costruzione richiede moltissimo tempo, soldi e riflessione: deve inserirsi bene nei dintorni e interagire con gli umani che lavoreranno dentro e intorno a lei. Le forme delle costruzioni, o di parte delle costruzioni, sono la cosa che notiamo per prima. Alcune diventano tanto iconiche da identificare la città in cui sorgono. Basti pensare al The Gherkin a Londra, all’Empire State Building di New York o alla Sydney Opera House. Riconosciamo la città dalle sue strutture più famose.

Noi dobbiamo usare queste forme per creare le immagini. Sfruttare un punto di vista insolito può trasformare una forma ben nota in qualcosa di molto diverso. Le persone amano riconoscere quello che guardano, ma è sempre bene indurle a farsi domande e invogliarle a esplorare meglio l’immagine. 

È vitale comporre assecondando le forme e le linee immaginate dagli architetti. Le linee che attraversano una struttura possono spesso fungere da linee di entrata nella composizione. Molti palazzi hanno forme che si ripetono (pattern) e spesso possiamo trovare echi, rimandi e simmetrie: usiamoli.

Fine art e materiali contemporanei

L’aspetto moderno e minimalista delle nuove costruzioni è caratterizzato dalle nuove tecnologie, con particolare enfasi sull’uso di vetro, acciaio e naturalmente cemento armato. Questi materiali permettono agli architetti di creare strutture agili, slanciate e fluide, non più definite dai mattoni che le rendevano squadrate e spigolose. Oggi i palazzi sono alti e snelli, con fianchi di vetro che corrono da terra a cielo. L’acciaio disegna contorni diritti, mossi in ogni direzione. Il cemento non ha limiti di forma e di progetto.

fine art

Questi materiali contemporanei, però, pongono qualche problema ai fotografi: il vetro può mostrare riflessi indesiderati e la creazione di un’immagine pulita diventa difficile in presenza di palazzi circostanti o brutte nuvole. La composizione può farsi complicata quando le superfici vetrate sono estese. Le nuvole possono essere nascoste con lunghe esposizioni, ma palazzi, alberi e simili non sono così facili da risolvere: tocca alla composizione escluderne i riflessi (in alcuni casi è possibile anche rimuoverli in post-produzione). 

Ci sono – per fortuna – anche situazioni in cui un riflesso riesce invece ad aggiungere qualcosa alla nostra immagine. Rispecchiare parti di una struttura su se stessa oppure includere un’altra vicina costruzione può funzionare molto bene.

A naso in su

È una tecnica semplicissima, ma molto efficace con le architetture. Avviciniamoci e inquadriamo dal basso, guardando direttamente verso l’alto. Spesso scopriremo una veduta insolita.

Sperimentiamo diverse distanze dall’edificio. Pochi passi in una direzione possono cambiare del tutto la composizione. Usiamo riflessi o simmetrie per creare un’immagine che non si sia mai vista. Montiamo la fotocamera su treppiede per allineare tutto al meglio e bloccare l’inquadratura che vogliamo. Teniamo gli occhi sempre aperti e permettiamoci di esplorare tutte le possibilità che ci vengono in mente.

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