Dopo aver fotografato le architetture dall’esterno, realizziamo suggestivi scatti fine art indoor e concentriamoci sui dettagli.

4 Maggio 2022 di Redazione Redazione

Per scatti fine art di architettura da veri professionisti entriamo all’interno degli edifici e scegliamo punti di vista differenti.

Scatti fine art indoor

Agli interni è dedicata una parte fondamentale dell’impegno di progettazione. Spesso sono persino più importanti degli esterni. Le persone abitano e lavorano dentro gli edifici e servono tempo e attenzione per garantire che gli ambienti siano desiderabili e piacevoli da vivere.

Gli edifici moderni hanno quasi sempre interni luminosi, con linee e forme aperte. Sono progettati secondo lo stesso gusto degli esterni, con moltissimo vetro a rendere possibile questa impressione di luminosità e ariosità. Forme insolite, e spesso simmetriche, diventano soggetti ideali. Scale e scale mobili meritano un inciso a parte: guardare direttamente verso l’alto o verso il basso su una lunga scala può creare effetti intriganti.

Grande fonte di ispirazione sono le stazioni di treni e metropolitane di tutto il mondo: molte sono infatti sotto il livello del suolo, con lunghe scale mobili circondate da facciate interessanti. Spesso però le stazioni offrono molto più delle comuni scale mobili: lungo le banchine possiamo trovare linee di entrata potenti. I binari, i bordi dei marciapiedi e la segnaletica mostrano lunghe linee rette a perdita d’occhio.

E non trascuriamo pareti e tunnel. Sono perfetti per immagini di rara piacevolezza: la maggior parte delle persone che si affolla di fretta nelle ore di punta non nota i dettagli. Stiamo sempre molto attenti quando fotografiamo in presenza di treni in movimento e teniamoci sempre a buona distanza dal bordo della banchina.

Impostiamo la fotocamera

Scattare in interni, in particolare nelle stazioni sotterranee, non è semplicissimo. Tra l’assenza di luce e, in molti casi, il divieto di usare il treppiede, è difficile evitare il mosso. A volte l’unico modo per ottenere l’immagine che vogliamo è alzare il livello ISO. Le fotocamere contemporanee gestiscono molto bene il rumore, ma più aumentano i megapixel e più è complicato pulire le immagini in post-produzione. 

D’altro canto, per quanto i livelli ISO più alti siano esposti al rischio di rumore, non sono certo vietati. Anzi, il rumore in alcuni casi può introdurre una “grana digitale” che dona alle immagini, tanto più quelle monocromatiche.

Astratto… da salotto

In architettura i dettagli sono ottimi soggetti: non è sempre necessario mostrare le strutture nella loro interezza.

Le facciate mostrano spesso motivi accattivanti: gli elementi decorativi si ripetono e possono richiamare lo sguardo. I motivi cambiano a seconda dell’angolazione da cui scattiamo. Variare l’orientamento della fotocamera può trasformare un disegno in un altro. Anche in questo caso, è importante sfruttare linee e forme per consolidare la composizione. In sostanza, isolare i motivi crea un effetto astratto e il bello è che non serve mostrare di quale costruzione si tratti (non è importante che la struttura sia interessante nel suo insieme).

Certo, è più istintivo vedere l’immagine nella sua interezza, ma la ricerca di inquadrature più intime spinge a riflettere e concentrarsi meglio sulle composizioni. Oggi sempre più fotografi si dedicano a questo stile e le immagini che ne conseguono possono avere un impatto davvero molto artistico e il risultato trovare posto sulla parete del più elegante degli ambienti.

scatti fine art

Oltre che per forme e motivi, lavorando in bianco e nero dobbiamo avere sempre un occhio di riguardo per il contrasto. Quando non ci sono colori vibranti a richiamare attenzione, infatti, solo il contrasto può dare impatto. Molto può essere fatto in post-produzione, per esempio scurendo oltremodo le ombre.

Come sempre in fotografia, però, ottenere quello che ci serve già allo scatto semplifica l’elaborazione e rende l’immagine migliore. I contrasti sono certamente più facili da identificare nelle architetture contemporanee, grazie a vetro, luminose facciate bianche e dettagli.

Nelle giornate di sole intenso, la luce troppo dura e i riflessi su vetro e acciaio possono essere problematici per l’esposizione, ma le ombre dure possono creare contrasti e motivi di norma assenti. In situazioni simili, curiamo al massimo la composizione perché le parti interessanti devono essere isolate e protette dalle luci alte e dai riflessi più problematici.

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