Un kit di luci da studio è un buon investimento e, usato al meglio, farà davvero la differenza nei nostri ritratti.

15 Aprile 2022 di Redazione Redazione

Dopo aver visto come realizzare un ritratto perfetto con la sola luce naturale, oggi scopriamo come utilizzare un kit di luci da studio. Questo ci permetterà di ottenere risultati da veri pro.

Ritratti professionali con le luci da studio

Acquistare un kit di luci da studio ci costerà una discreta somma, ma è un investimento che darà di sicuro i suoi frutti. Controllare posizione e intensità dell’emissione di un flash professionale può fare nei nostri ritratti una differenza davvero enorme

I cosiddetti “starter kit” integrano in genere due lampade e una piccola serie di accessori per modificare la qualità della luce (e per questo si chiamano proprio “modificatori”). La maggior parte offre softbox o ombrelli, che permettono di addolcire e diffondere la luce della nuda lampadina flash, più o meno nello stesso modo in cui le nuvole ammorbidiscono la luce del sole.

L’ampiezza della luce diffusa da un ombrello è in genere maggiore di quella di un softbox. Gli ombrelli, quindi, sono ottimi per illuminare ampie zone. I softbox, invece, sono più indicati quando abbiamo bisogno di esercitare un controllo più preciso su cosa è illuminato e cosa resta in ombra. 

La luce chiave

Ai primi tentativi, è facile cadere nell’errore di complicare troppo le cose. Quindi, all’inizio limitiamoci a usare una singola unità. Questa sarà la nostra “luce chiave”. Cambiare angolazione, altezza e posizione della luce chiave crea effetti drasticamente diversi.

Se usata frontale, la luce risulta piatta e riempie tutte le ombre del viso. Dall’alto, crea ombre sotto il mento e accentua gli zigomi. Di lato, lascia il lato opposto del viso in ombra. Dalle spalle del soggetto, crea un alone luminoso.

Quando abbiamo preso confidenza con una luce, possiamo mettere in gioco la seconda sorgente luminosa. In fotografia ritrattistica, abbiamo essenzialmente due opzioni. Possiamo usarla per incrementare la luce sul soggetto – per esempio sparando un lampo a potenza ridotta che riempia le ombre oppure illuminando il soggetto da dietro per creare un alone luminoso intorno ai capelli.

La seconda possibilità è girare la lampada e puntarla sullo sfondo anziché sul soggetto, al fine di controllare il livello di contrasto tra i due elementi. 

Un lampo che dona

Più una sorgente di luce è grande e più l’effetto è dolce e gentile sul soggetto, con una transizione tonale dalle alte luci verso le ombre meno netta, più “morbida”. Inoltre, la distanza che intercorre tra la sorgente illuminante e il soggetto influenza il grado di morbidezza delle ombre e specularità delle alte luci. Una fonte di luce piuttosto distante genera volumi poco evidenti (luce piatta), mentre una sorgente ravvicinata produce ampie transizioni tonali.

Un altro modo sicuro per rendere più piacevole e delicata la luce del flash è “sfumarla”. Anziché puntarla direttamente sul soggetto, possiamo angolarla in modo che passi davanti al soggetto. Questa tecnica è semplicissima, ma rende la luce molto più avvolgente e ne omogeneizza la ricaduta e la distribuzione sulla persona che fotografiamo.

Luci da studio: tre schemi per iniziare

luci da studio

1 – Luce chiave e riempimento

Disponiamo la luce principale a circa 45° rispetto al soggetto, per ottenere profondità con ombre e luci alte sul viso. La seconda luce deve solo riempire le ombre e deve venire dalla stessa angolazione della fotocamera. Se abbiamo una parete alle spalle, montiamo un riflettore standard e spariamo il lampo verso il muro.

luci da studio

2 – High-key

L’illuminazione in high-key crea un ritratto pulito e luminoso, con soggetto correttamente esposto e sfondo (che deve essere chiaro) sovraesposto. Montiamo ombrello o softbox sulla luce chiave, angolata e a metà potenza, e puntiamo la seconda luce sullo sfondo (a piena potenza per sovraesporlo).

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3 – Low-key

Il low-key crea invece immagini dominate dai toni scuri ed è perfetto per ritratti ricchi di atmosfera. Usiamo un fondale scuro di materiale spesso, come velluto, e controlliamo che la luce sul soggetto non tocchi lo sfondo. Isoliamo il soggetto con una luce singola, oppure puntiamo la seconda dalle sue spalle.

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