Surfista con tavola sott'acqua

Fotografia Estrema nelle acque della Polinesia

La fotografia sportiva è, già di per sé, uno dei generi più entusiasmanti. Ma quella di Ben Thouard raggiunge livelli di adrenalina davvero incredibili! A Tahiti, tra le onde di Teahupo’o, le più pericolose del pianeta, il fotografo francese (“naturalizzato” polinesiano) immortala le acrobazie dei più talentuosi e audaci surfisti del mondo, cercando di catturare – sulla sua moto d’acqua o anche lui immerso tra i flutti – il gesto atletico, le espressioni del volto, i vortici e i giochi d’acqua creati dalle onde. Il tutto da una prospettiva inedita, spesso rimanendo sotto la superficie o quasi in bilico tra sotto e sopra. Attraverso le spettacolari immagini realizzate al surfista tahitiano Kauli Vaast, Ben ci ha svelato qualche segreto della sua fotografia!

L’intervista

Ben, che cosa chiede un fotografo come te a una macchina fotografica, soprattutto in termini di prestazioni e caratteristiche? Naturalmente dipende dal tipo di fotografia cui ti dedichi. Personalmente, occupandomi di fotografia d’azione e lavorando spesso in acqua, ho bisogno di una fotocamera veloce e reattiva, oltre che resistente alle condizioni meteorologiche.

Surfista cavalca l'onda

La passione per la fotografia è nata e cresciuta assieme a quella per l’oceano e per il surf? In verità, l’amore per l’oceano è scoppiato molto prima che scoprissi la fotografia. Ho sempre trascorso le vacanze sulla barca di mio padre, poi ho scoperto il surf grazie a mio fratello maggiore e da quando avevo sette, otto anni non ho potuto più farne a meno. Sono diventato surf-addicted! Solo quando ero adolescente ho ritrovato una vecchia cinepresa di mio padre e da lì ho cominciato ad avvicinarmi alla fotografia e l’ho subito amata. Così, è stato naturale unire le due passioni: l’oceano e la fotografia.

Che qualità non possono mancare a un fotografo che, come te, si dedica alla fotografia subacquea e di sport acquatici? Penso che la prima cosa sia amare immensamente l’oceano! Innanzitutto perché gli dedichi la tua vita, fai molti sacrifici e quindi devi amare davvero ciò che fai. In secondo luogo, devi essere assolutamente a tuo agio nell’acqua perché spesso ti trovi a fotografare in situazioni davvero difficili, tra le onde. Soprattutto qui, a Teahupo’o, dove ci sono le onde più pericolose del mondo. Quindi… essere un abile nuotatore aiuta! Essere un surfista, poi, ti aiuta a capire e prevedere le onde e l’azione e a catturarle. E ti deve piacere lavorare sodo, perché essere un fotografo di sport acquatici non è molto remunerativo di questi tempi. Però è fantastico!

Scatti Subacquei

Ci parli del progetto Surface? Come è nato e quale messaggio volevi inviare attraverso il libro? Surface è il risultato di dieci anni di ricerca nell’ambito della fotografia “in acqua”. Attraverso questo libro volevo esprimere la mia visione dell’oceano. Amo il mare e stare immerso nell’acqua più di qualunque altra cosa. Lo spettacolo offerto dalle onde sotto la superficie è davvero affascinante e poterlo catturare in un’immagine è un’opportunità straordinaria. Penso che ci sia ancora tanto da scoprire, di ignoto. La prima volta che ho visto il vortice d’acqua creato da un’onda che si frangeva sono rimasto senza parole, era così ipnotico. Fotografarlo è stato decisamente un altro paio di maniche, ma quando ci sono riuscito ero così felice di poterlo condividere con il resto del mondo. Vorrei che attraverso il mio lavoro le persone possano provare le sensazioni che nascono in me quando sono a contatto con l’oceano.

Più in generale, che cosa rappresenta per te la fotografia? La fotografia è un modo per esprimere me stesso e, allo stesso tempo, un modo per collezionare “souvenir” unici dall’oceano. Voglio far crescere la mia collezione di fotografie e condividerle con le persone.

Ben Thouard

Foto di Ben Thouard

Nato nel sud della Francia , si avvicina al mare e ne scopre ogni segreto grazie al padre marinaio e al fratello maggiore. Dopo essersi appassionato alla fotografia, ne studia le basi a Tolone, quindi si perfeziona a Parigi. Si trasferisce alle Hawaii, trascorrendo due anni in giro per il mondo al seguito di surfisti professionisti. A ventidue anni decide di prendere casa a Tahiti, nella Polinesia Francese, dove si trovano le onde più spettacolari e pericolose, e qui si afferma come uno dei più importanti fotografi di sport acquatici della scena internazionale. Tra i riconoscimenti ricevuti in questi anni: Red Bull Illume (Over All and Energy Winner), CANON Editor’s Choice Contest Winner, MONSTER CHILDREN Photo competition Winner.


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