13 Luglio 2021 di Redazione Redazione

Fotografia notturna: ecco 23 trucchi e consigli per realizzare fantastiche immagini anche ben oltre il tramonto.

15 – Ottiche

Non c’è un obiettivo “giusto” per gli scatti notturni, ma i fotografi specializzati in genere orientano le proprie scelte verso i modelli più luminosi. Si tratta di ottiche a focale fissa con aperture massime di diaframma più ampie rispetto agli zoom di lunghezza focale equivalente. Sono meno flessibili in termini di inquadratura e ci obbligano a spostarci per cambiare composizione. Ma lasciano entrare più luce – un fattore non trascurabile al buio…

Un 50 mm f/1.8 su full-frame è una scelta popolare perché è luminoso ed economico. Un Canon 50 mm f/1.8 costa poco più di 100 euro, così come un Nikon 50 mm modello AF-D.

16 – Pittura luminosa

Accendendo una torcia durante una lunga esposizione, possiamo illuminare manualmente un soggetto statico. Più è lunga l’esposizione e più tempo abbiamo per muovere la torcia. Quando però illuminare l’intero soggetto in un colpo solo è difficile, è più comodo bloccare la fotocamera sul treppiede e scattare diverse esposizioni brevi, dividendo la scena in sezioni. Dopo aver inquadrato e messo a fuoco, blocchiamo l’impostazione passando alla messa a fuoco manuale. Esponiamo in manuale, con un tempo di 8 secondi e un diaframma di f/11. Impostiamo l’autoscatto su 5 o 10 secondi per avere modo di posizionarci con la torcia e illuminare il soggetto, da un’angolazione diversa per ogni scatto.

fotografia notturna

Se la fotocamera è immobile e le impostazioni non cambiano, la fusione delle immagini è un processo semplice. Carichiamole tutte in un singolo documento di Photoshop, in livelli distinti. Nel pannello dei livelli, impostiamo per tutte il metodo di fusione Schiarisci. Vedremo “accendersi” tutti i nostri effetti di luce.

17 – Scie stellari

Poiché la Terra ruota sul proprio asse, le stelle sembrano muoversi intorno a un punto specifico. Se tiriamo una linea che congiunge i poli e la prolunghiamo nello spazio, questo particolare punto di rotazione coincide con una stella: quella polare. Con quest’ultima nell’inquadratura e un’esposizione abbastanza lunga, possiamo registrare il movimento delle stelle, che disegnano lente scie curve.

Servono esposizioni di diverse ore per questo spettacolo, ma i sensori delle normali reflex non sono progettati per essere esposti così a lungo. Per ottenere risultati migliori, sono più adatte sequenze di esposizioni più brevi, intorno ai 30 secondi, da unire come livelli di Photoshop. Una volta sovrapposte tutte le diverse immagini, basta impostare il metodo di fusione Schiarisci su tutti i livelli tranne quello più basso per veder apparire tutti i pixel più luminosi e trasformare i corti pezzetti di scia di ogni esposizione in lunghi archi.

Per non dover premere lo scatto ogni 30 secondi per ore, serve un sistema di scatto remoto dotato di intervallometro, che si attivi automaticamente a precisi intervalli di tempo.

18 – Fotografia notturna e treppiede

In fotografia notturna, non c’è accessorio più insostituibile di un valido treppiede. Per immortalare il cielo, una scena urbana o uno still-life pennellato di luce, è l’accessorio più prezioso. Nessun altro assicura altrettanta libertà creativa. Se il peso, l’ingombro o la generale seccatura del treppiede ci impigriscono, abituiamoci a pensarlo come un elemento integrante della fotocamera, piuttosto che come un accessorio separato.

Se non l’abbiamo, mettiamolo in cima alla nostra wishlist e acquistiamo il migliore che ci possiamo permettere. I modelli professionali, in alluminio, partono dai 150 euro – un prezzo conveniente per quello che offrono.

19 – Sottoesposizione

Spesso gli scatti notturni risultano sottoesposti di 1 o 2 stop, perché valutiamo l’esposizione sullo schermo LCD che, una volta che la vista si è adattata al buio, ci appare luminosissimo – molto più di quanto sia in realtà.

Per calibrare l’esposizione nella maniera più corretta, ricordiamo sempre di controllare l’istogramma. Se il grafico si interrompe a circa due terzi, apriamo il diaframma o allunghiamo il tempo di posa fino a portare il tracciato più vicino al margine destro. Lo scatto ci apparirà forse troppo chiaro sul momento, ma sarà perfetto quando lo riguarderemo a computer.

 

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