16 Febbraio 2021 di Redazione Redazione

La rubrica Bianco e nero d’autore inaugura con il fotografo statunitense Ansel AdamsMaestro dei maestri di questo linguaggio, ha rivoluzionato il procedimento fotografico con il suo “sistema zonale”. Questo ha contribuito a spazzare via il romanticismo pittorialista per una più moderna visione del mondo.

Ansel Adams ripensa in toto l’atto fotografico e gli riconosce una propria specificità. Lo fa mentre celebra la bellezza incontaminata dei parchi statunitensi grazie a una tecnica sofisticata, il cosiddetto sistema zonale. Si tratta di una tecnica che gli permette di rendere visibile l’intera gamma dei chiaroscuri e di avere perfettamente a fuoco ogni dettaglio.

Adams aveva cominciato a scattare da adolescente con una Kodak Brownie, durante le sue escursioni con la famiglia nei parchi statunitensi. Dopo un periodo di pratica amatoriale, nel 1927 passa al professionismo. Entra a far parte del Sierra Club, una prestigiosa organizzazione ambientalista statunitense. Ciò gli consente di dedicarsi assiduamente alla fotografia di paesaggio. Fotografa per tutta la vita il paesaggio della West Coast  e quello del più selvaggio Sud-Est. Talvolta include anche i loro abitanti.

Nel suo approccio, la “previsualizzazione” della stampa ha una funzione fondamentale poiché essa nasce prima dentro di sé e, dunque, è la premessa fondamentale per ottenere un certo risultato. Controlla ogni fase del processo fotografico con cura maniacale attraverso il sistema zonale, ancora oggi considerato una sorta di vangelo per i seguaci del bianco e nero.

Bianco e nero d’autore: il sistema zonale

Il sistema zonale si basa sul controllo rigoroso dei chiaroscuri nella scena in funzione della loro trasposizione nella stampa su carta fotografica. Questo processo dovrà esprimere il “contenuto psicologico” e il linguaggio più adatti al soggetto rappresentato. Nel calcolo dell’esposizione luminosa si tiene conto della luce che cade sul soggetto e da questo riflessa (luce media). Si considera anche l’intera gamma dei chiaroscuri riproducibili sulla stampa finale, dividendola in dieci zone che vanno dal nero più profondo al bianco della carta.

Ansel Adams

Ansel Adams (San Francisco, 1902 – Monterey, 1984) nasce in una famiglia agiata. Presto interrompe gli studi scolastici per i quali non è molto portato e studia pianoforte fino all’età di vent’anni. Nel 1916, durante le gite con la famiglia allo Yosemite National Park, scatta con una Kodak Brownie. Tre anni dopo si iscrive all’organizzazione ambientalista Sierra Club. Nel 1927 pubblica il suo primo portfolio Parmelians Prints of the Hight Sierra.

L’anno seguente diventa il fotografo ufficiale del Sierra Club e, in seguito, membro ufficiale del suo consiglio di amministrazione. Nel 1932 fonda il Group f/64. Segue la causa dell’internamento dei nippo-americani dopo l’attacco di Pearl Harbor e fotografa il campo di Manzanar, realizzando una importante mostra. Durante la sua carriera riceve tre borse di studio dal Guggenheim Museum. Nel 1980 riceve dal presidente Carter la medaglia presidenziale della libertà. Muore nel 1984. I suoi tre volumi La Fotocamera, Il Negativo e La Stampa, sono considerati un capolavoro della teoria fotografica.

a cura di Emanuela Costantini

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