23 Agosto 2021 di Redazione Redazione

L’ottica che scegliamo per ogni soggetto e il modo in cui la usiamo hanno un grande impatto sulla qualità delle nostre immagini. Per esempio, la lunghezza focale determina quanta parte della scena possiamo mostrare. Influenza, quindi, punto di vista e composizione. La gamma dei diaframmi disponibili pesa sulla profondità di campo e sui tempi di scatto utilizzabili.

Il motivo principale per passare da un obiettivo a un altro è scegliere una focale che si adatta meglio a determinati soggetti e scene. Un grandangolo è la scelta naturale per i paesaggi, quando vogliamo includere quanto più possibile nell’inquadratura. Per sport e azione è più probabile ricorrere a un teleobiettivo. Gli obiettivi a focale fissa, con i loro diaframmi luminosi, sono migliori per i ritratti. Per close-up di minuscole creature serve un macro.

Vediamo quali sono gli aspetti da considerare per scegliere l’obiettivo che meglio si adatta alle nostre esigenze.

Scegliere l’ottica giusta: la lunghezza focale

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La sequenza qui sopra è stata realizzata con un super zoom 18-300 mm su un corpo macchina Canon con sensore in formato APS-C (una EOS 7D Mk II). Le inquadrature da grandangolo 18 mm a tele 300 mm illustrano gli angoli di campo risultanti. La differenza da 18 mm a 50 mm appare enorme, mentre confrontando i due scatti a 200 mm e 300 mm è molto meno evidente.

Ottica e fattore di crop

A parità di lunghezza focale dell’ottica, il sensore full-frame “vede” una porzione maggiore dell’immagine proiettata dall’ottica rispetto agli altri sensori. Quindi, usando lo stesso obiettivo su una fotocamera con sensore più piccolo, quest’ultima fornirà una visione più “stretta” della stessa scena. Su una Canon APS-C come la EOS 80D o la 7D Mark II, per esempio, la lunghezza focale verrà a tutti gli effetti ingrandita di 1,6 volte.

1,6x è il cosiddetto fattore “di moltiplicazione” o “di crop”. Un obiettivo 200 mm su un corpo APS-C ha lo stesso angolo di campo di un 320 mm su full-frame (1,6 x 200 mm). Montando un tele approfitteremo quindi di focali spinte pur usando ottiche fisicamente molto più piccole e leggere delle controparti full-frame. Viceversa, se un amico usa una reflex full-frame (come una EOS 5D Mk IV) con un grandangolo 16 mm, noi per avere il suo stesso angolo di campo con una APS-C Canon dovremo usare un ultra-grandangolo 10 mm.

In pratica…

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16 mm – A sinistra, APS-C: un’ottica con lunghezza focale grandangolare come 16 mm si rivela poi non così ampia quando applichiamo il fattore di crop di 1,6x di una Canon APS-C (come la EOS 80D). A destra, full-frame: gli stessi 16 mm su EOS full-frame (come la 5D Mk IV o la 6D Mk II), senza nessun fattore di moltiplicazione da considerare, catturano un angolo di campo più ampio.

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200 mm – A sinistra, APS-C: quel che perdiamo in larghezza lo recuperiamo in gittata. Un corpo macchina APS-C trasforma una focale 200 mm in 320 mm effettivi, e “stringe” molto di più. A destra, full-frame: anche i 200 mm rimangono 200 mm su full-frame, quindi non si aggiunge nulla alla portata tele. Con questa focale non arriviamo lontani quanto con una APS-C.

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