27 Agosto 2021 di Redazione Redazione

L’ottica che scegliamo per ogni soggetto e il modo in cui la usiamo hanno un grande impatto sulla qualità delle nostre immaginiVediamo quali sono gli aspetti da considerare per scegliere l’obiettivo che meglio si adatta alle nostre esigenze.

Scegliere l’ottica giusta: la profondità di campo

A parità di apertura di diaframma e punto di messa a fuoco, la profondità di campo dell’immagine si stringe man mano che aumenta la lunghezza focale.

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Prendiamo come esempio i due scatti qui sopra, esposti entrambi con diaframma su f/5.6. Una focale grandangolare, in questo caso 35 mm su EOS 5D Mk III full-frame, ha immortalato entrambi gli alberi in modo nitido e con un’abbondante profondità di campo. Sempre a f/5.6, il risultato è invece completamente diverso con focale impostata su un valore di 200 mm su corpo macchina EOS 7D Mk II con sensore APS-C. Le infiorescenze del primo albero sono a fuoco, mentre sullo sfondo il secondo albero appare completamente sfocato.

Esperimenti sul campo…

Un obiettivo può essere a fuoco su una sola distanza alla volta, ed è la distanza intorno a cui si forma l’area di apparente nitidezza che conosciamo come profondità di campo. Quando cambiamo diaframma, agiamo anche sulla profondità di campo. L’apertura del diaframma varia da ampia a media a chiusa, lungo una scala misurata in stop f/.

Un diaframma molto aperto, come f/2.8, produce una profondità di campo limitata, ottima per ritratti o scatti botanici. I diaframmi medi, intorno a f/8, danno anche profondità media. Questa è ideale per soggetti voluminosi, come palazzi o gruppi di persone. Un diaframma chiuso, come f/16, corrisponde a una profondità estesa, indicata per paesaggi e scene che devono restare nitide fino allo sfondo.

Effetto macro

Più ci avviciniamo ai soggetti e più la profondità di campo si restringe. Aggiungiamo magari l’effetto di una focale lunga e di un diaframma aperto e la profondità stessa si riduce a questione di millimetri! Quando usiamo un obiettivo macro per riprendere minuscoli insetti o fiori, abbiamo bisogno di chiudere un po’ il diaframma per garantirci soggetti nitidi. Le raganelle della foto in alto sono state ritratte con un 100 mm f/2.8 macro chiuso su f/16.

Scegliamo l’apertura giusta a seconda del soggetto

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I due esempi qui sopra, scattati con una reflex EOS su cui abbiamo montato un 200 mm, dimostrano che aprire al massimo il diaframma non è sempre la soluzione più ragionevole per catturare al meglio un soggetto.

A f/2.8, infatti, lo sfondo è trasformato in uno splendido bokeh “setoso”, ma anche il fiore mostra una certa morbidezza. A f/6.3, lo sfondo non è altrettanto sfocato (può rappresentare una distrazione), ma la corolla del fiore in questo caso è perfettamente nitida.

 

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