5 Marzo 2021 di Redazione Redazione

L’HDR (dall’inglese High Dynamic Range, alta gamma dinamica) è una tecnica in genere associata a colori vivaci e immagini squillanti più che alla discrezione del bianco e nero. Se i colori sono parte del fascino dell’HDR, perché applicare questa tecnica alla monocromia?

In realtà, l’HDR non c’entra con il colore. Serve a espandere la gamma dinamica di un’immagine per portarne a corretta esposizione sia le parti più luminose sia quelle più scure. Può essere, quindi, utilissimo con la monocromia, che si basa proprio sulle gradazioni tonali. Inoltre, in bianco e nero, presenta persino alcuni vantaggi. Innanzitutto, l’assenza di colore si presta a trattamenti HDR più delicati. Ancora più importante, però, è che diversi tratti tipici dell’HDR, come texture eccessive, nuvole sgargianti o dettagli troppo evidenti nelle ombre, appaiono più naturali in bianco e nero.

I vantaggi dell’HDR

La fotografia in bianco e nero si basa tutta sul gioco di luci e ombre. L’HDR è in grado di offrire più margine di controllo sulle aree più chiare e più scure dell’immagine. È particolarmente indicato per i paesaggi, nei quali è spesso difficile bilanciare la luminosità del cielo con le ombre sul terreno. Soprattutto al tramonto, quando la differenza tra cielo e terra aumenta per via delle condizioni di luce e del sole basso. Applicando una mappatura tonale all’immagine HDR, possiamo salvare il dettaglio del cielo e del primo piano.

La post-produzione

Vediamo insieme il flusso di lavoro dietro un’immagine HDR, dallo scatto alla post-produzione con Lightroom.

1 – Lanciamo Unione foto

Importiamo la sequenza in bracketing in Lightroom. Non serve applicare correzioni tonali, perché tanto non saranno copiate nella fusione HDR. È meglio prima unire e poi correggere. Evidenziamo tutte le inquadrature che vogliamo con [Cmd/Ctrl]+clic, poi clicchiamo con il tasto destro e scegliamo Unione foto>HDR.

2 – Allineamento automatico

L’opzione Allineamento automatico della finestra di dialogo corregge eventuali leggeri disallineamenti delle inquadrature. Spuntiamola, se ci sembra necessaria. Impostazioni automatiche, invece, applica una correzione tonale simile a quella che otterremmo con la funzione automatica del pannello Base. Non è “distruttiva”, potremo tornare sulle impostazioni dopo la fusione.

3 – Correggiamo il mosso

HDR

L’opzione Livello di rimozione effetti fantasma corregge le aree dell’inquadratura in cui è presente movimento, come acqua o nuvole in un paesaggio. Se rileva discrepanze tra le inquadrature, ne seleziona una sola per riempire l’area senza anomalie e trasparenze mosse. Scegliamo l’intensità in base alla quantità di movimento nella scena.

4 – Miglioriamo i toni

Quando siamo soddisfatti, clicchiamo Unisci. Accanto all’originale, apparirà un nuovo file con il suffisso .hdr: è un file RAW a 16 bit in formato Adobe DNG. A questo punto possiamo iniziare la mappatura tonale per estrarre il dettaglio delle diverse aree. Facciamo caso a quanto si è ampliata la gamma del cursore Esposizione: da -10 a +10!

5 – Rimuoviamo il colore

Andiamo al pannello Base e scegliamo Bianco e nero nell’opzione Trattamento. Passiamo al pannello B&N e lavoriamo sulla Miscela bianco e nero. Facciamo clic sull’icona in alto a sinistra dello strumento di regolazione mirata e passiamo sulle parti dell’immagine che vogliamo affinare schiarendo o scurendo le diverse gamme di colore.

6 – Regolazioni locali

HDR

Possiamo usare anche gli strumenti di correzione locale di Lightroom per estrarre il dettaglio dalle aree più chiare o più scure. Prendiamo il Pennello di regolazione, passiamolo su un’area e usiamo i cursori per alterare l’equilibrio dei toni e migliorare i dettagli secondo il nostro gusto personale.

 

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