5 Aprile 2021 di Redazione Redazione

Fotografare i fiori è una delle attività più belle che possiamo fare in primavera. Prati, campi e parchi sono una gioia! Le tinte cariche e la palette ricchissima creano immagini accattivanti. Ecco qualche trucco per scatti che lasciano a bocca aperta.

Fotografare i fiori: l’attrezzatura

Possiamo realizzare ottime immagini di fiori con solo un corpo macchina e un obiettivo. Preferibilmente uno zoom che spazi da grandangolare a medio tele e che offra una buona funzione di close-up. La disponibilità di un obiettivo macro, naturalmente, faciliterà le cose nei close-up. In questo campo, però, la mancanza di un kit specialistico non è una buona scusa. Tutto ciò che serve è… l’occhio. Non sono richiesti grossi investimenti in materiali e gadget fotografici.

Un treppiede è utile quando abbiamo bisogno di impostare tempi lenti in giornate grigie (le migliori per fotografare i fiori). Oppure quando serva chiudere il diaframma per massimizzare la profondità di campo. Portiamo con noi un supporto capace di scendere molto in basso per dare massimo impatto alle nostre immagini. Se vogliamo muoverci più leggeri, possiamo ottenere ottimi risultati anche con un mini-treppiede. Oppure appoggiando la fotocamera sulla borsa fotografica, su un masso o su un tronco. In questo caso, per sicurezza alziamo gli ISO per incrementare un po’ il tempo di posa e scongiurare il micromosso.

fotografare i fiori

Frangivento e mollette

Portiamo con noi anche qualcosa che funga da frangivento. Il vento è un pericoloso nemico in questo genere di sessioni! Possiamo costruirlo con un paio di bastoni di bambù o di supporti da giardinaggio ai quali agganciare o incollare fogli di cotone plastificato o di tela cerata. Facciamo poi attenzione che non entri nell’inquadratura. Un cuscinetto da campeggio o da giardinaggio in gomma, o un sacchettone di plastica ripiegato (meglio quelli pesanti per la spesa) salverà le nostre ginocchia dalle pietre e i vestiti da fango ed erba. Mettiamo in borsa anche delle mollette specifiche per la fotografia macro, “Wimberley Plamp” in gergo, per bloccare il fiore in posizione senza danneggiarlo.

Fotografare i fiori: il diaframma

Decidiamo cosa e quanto vogliamo a fuoco. Per usare una profondità di campo minima con un diaframma molto aperto (per esempio, f/2.8 o f/5.6), scegliamo un soggetto il cui centro di interesse sia al centro o sull’intersezione dei terzi e teniamolo a fuoco. Chiudiamo invece il diaframma per ottenere più profondità, ma non esageriamo. Se troppo chiuso, infatti, causerà perdita di nitidezza per il fenomeno della “diffrazione”.

D’altra parte, se dobbiamo aprire il diaframma con molta luce, rischiamo di non avere tempi di posa così rapidi da evitare la sovraesposizione. Per rimediare, montiamo un filtro a densità neutra (ND) per ridurre la quantità di luce in ingresso nell’obiettivo e riportare il tempo di posa risultante su valori “utilizzabili”.

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