17 Luglio 2021 di Redazione Redazione

Instant Artist – appellativo conquistato per aver rivoluzionato l’uso della pellicola istantanea –, Maurizio Galimberti non ha mai smesso di portare avanti la propria ricerca e di arricchire un archivio sconfinato tra studio, sperimentazione e reinterpretazione della realtà. Un’esplorazione infinita all’interno della sua amata fotografia, dell’arte e della poesia, grazie a una curiosità innata che lo sprona ad andare oltre.

Maurizio Galimberti: tra sogno e realtà

Di seguito un estratto dell’articolo di Benedetta Donato dal n. 330 de IL FOTOGRAFO, dedicato alla fotografia di viaggio. 

Incontro l’autore mentre è impegnato nella lavorazione di un progetto sulla città di Roma. Con le sue istantanee, oltre ai celebri ritratti, Galimberti ha dedicato gran parte del suo percorso ai luoghi: da Viaggio in Italia alle molte monografie – si ricordano Parigi, Berlino, New York, Napoli e Milano – dove palazzi, grattacieli e costruzioni si moltiplicano nei suoi mosaici.

Con Maurizio ci soffermiamo su uno dei suoi ultimi progetti: Forest Frame. La foresta tra sogno e realtà, curato da Beatrice Mosca. Un lavoro che ha meravigliato il pubblico perché incentrato esclusivamente sulla natura, sugli alberi, sulla foresta.

Chiedo all’autore cosa ha significato per lui relazionarsi con il territorio naturale del Trentino e cosa cercava di raccontare. «Dopo il primo periodo di pandemia del 2020, finalmente lo scorso agosto ho potuto assaporare nuovamente la libertà di muovermi. Ho deciso di farlo in moto, abbandonando la consuetudine di spostarmi in automobile, come ho sempre fatto. Ritrovarmi in Trentino e scoprire questa terra, che non conoscevo così bene, è stata una rinascita. Qualcosa di magico e di indimenticabile».

«Dico spesso che mi sono “afforestato”, quasi come se fossi diventato anch’io un albero. In fondo sono un nonno ed essere nonno significa diventare l’albero della tua famiglia. Il mio viaggio in Trentino è stato quindi come andare a trovare i nonni più grandi di me, che sono questi magnifici alberi, le foreste immortalate in queste fotografie».

Maurizio Galimberti

© Maurizio Galimberti, Forest Frame, Trentino 11, 2020

«È una fotografia che guarda alla pittura, creando dei movimenti di colore. Riesce a trasmetterti la situazione di caos visivo e contemporaneamente dei veri e propri lirismi cromatici. Quello che mi interessava rendere era il dinamismo, la dimensione dello scorrere del tempo. Il tempo della natura e il tempo degli esseri umani».

Osservando queste immagini sembra che la natura parli con l’individuo-spettatore. Non statica, vive di fasi: dalla nascita alla bellezza matura che rende la foresta rigogliosa, fino alla sua caducità e alla rinascita, in un ciclo continuo, che appartiene a ogni essere vivente.

Il movimento è una delle caratteristiche fondamentali di tutta la ricerca di Maurizio Galimberti, in cui lo scorrere del tempo vuol dire calibrare il ritmo, trasmettere il dinamismo, anche in quei soggetti apparentemente percepiti come statici. Che siano volti, architetture, paesaggi urbani o naturali, poco importa. L’essenziale è creare un flusso di pensieri, di percezioni, di rimandi che confluisca in immagini irripetibili, in un viaggio incessante tra sogno e realtà.

Il lavoro è stato realizzato con attrezzatura Fujifilm, utilizzando le fotocamere GFX 50R e instax SQUARE SQ20.

 

Potete leggere l’articolo completo e ammirare tutte le immagini su IL FOTOGRAFO n. 330. Lo trovate in edicola oppure a questo link (anche in versione digitale e in abbonamento)

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