12 Maggio 2021 di Redazione Redazione

Un argomento di cui si discute poco quando si parla di ritratto è l’importanza della posa. Così, spesso capita di non avere idea di quali pose fare assumere ai modelli. Soprattutto se siamo alle prime armi e i soggetti sono persone senza alcuna esperienza davanti all’obiettivo.

Abbiamo quindi chiesto a Sergio Derosas, fotografo esperto di ritratto, qualche consiglio su come scegliere le migliori pose in base allo “stile” del set. In questo caso, la scelta è caduta sul fashion.

Fotografia di ritratto: mani e braccia

Una delle cose più complicate nei ritratti è sicuramente gestire le mani e le braccia.

Per quanto riguarda le prime, ricordiamoci che alcune posizioni determinano forza e non sempre sono adatte alla posa o al messaggio che vogliamo comunicare. Le mani completamente aperte e tese di solito danno un’idea di rigidità. Le mani chiuse a pugno, d’altra parte, comunicano forza o violenza. Sono sempre preferibili le mani leggermente socchiuse oppure aperte ma non tese. Le pose delle fotografie di questa rubrica sono un buon compromesso. Non comunicano rigidità ma, anzi, conferiscono una certa delicatezza.

In caso non si sappia come posizionarle, c’è sempre il trucco di far tenere un oggetto in mano. Oppure far “giocare” la modella con qualche elemento di scena, con i capelli, con il vestito ecc., in modo che le mani siano occupate e rimangano più naturali.

ritratto

© Sergio Derosas

Le braccia incrociate all’altezza del petto comunicano distacco oppure conferiscono alla posa serietà e sobrietà. Dritte lungo il corpo rendono la posa molto statica e sono difficili da gestire. Soprattutto se la modella non ha il pieno controllo della postura del corpo. Se è necessario fotografare le braccia in questa posizione, meglio non tenerle a stretto contatto con il corpo, ma distanziarle leggermente.

Altro consiglio è di evitare, quando possibile, che gli arti creino angoli molto stretti e “appuntiti”, per non compromettere l’aspetto lieve che il ritratto di una donna (di solito) richiede.

Non dimentichiamo le gambe!

Anche le gambe soffrono delle stesse problematiche delle braccia. Essendo lunghe e meno snodate, sono più complicate da gestire. Consigliamo, inoltre, di non posizionare la modella seduta con le gambe distese e di fotografarla con gli arti che puntano dritti verso l’obiettivo. Oltre a essere poco piacevole allo sguardo, questa posizione tende ad accorciare le gambe (succede anche per le braccia).

Controlliamo bene la posizione dei piedi. Non devono essere sistemati a martello (perpendicolari alla gamba) e neppure con le dita rigide o piegate. Nelle pose in piedi è preferibile far rimanere la modella in punta di piedi per snellire la figura e avere una postura più piacevole.

La testa: il vero soggetto del ritratto

Non dimentichiamo quanto sia importante il posizionamento della testa. Teniamo sempre in conto che lo sguardo dell’osservatore si posa prima sul viso e sulla testa. Poi, in un secondo momento, si sposta in altri punti.

Una leggera inclinazione laterale della testa può donare più delicatezza al risultato. Se si tratta di un ritratto dal piano americano al primo piano, ricordiamoci che “gli occhi cercano gli occhi”. Quindi l’attenzione è quasi sempre focalizzata inizialmente sul viso.

Altre cose da evitare sono:
il doppio mento, spesso correggibile semplicemente alzando leggermente il mento e portandolo un po’ in avanti;
il collo troppo bloccato che tende a portare il viso innaturalmente in avanti;
la schiena incurvata come se si avesse la gobba;
gli arti rigidi.

Meglio controllare!

A prescindere dalle regole, a volte basta semplicemente un “check” prima dello scatto per capire dove possano esserci errori o posture scorrette.

Non fotografiamo senza prima aver controllato bene nel mirino o nel display che la posa sia corretta. Proviamo diverse angolazioni e poi, con calma, scattiamo. Meglio spendere qualche secondo per verificare bene che tutto sia a posto piuttosto che ritrovarsi, una volta a casa, con immagini inutilizzabili per colpa della fretta!

«Uno dei migliori consigli che possa darvi», dice Sergio Derosas, «è di scattare spesso ed essere estremamente critici nei vostri lavori. Capirete quali errori avete fatto e imparerete a non commetterli nuovamente nei set che seguiranno».

 

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