29 Giugno 2021 di Redazione Redazione

Il RAW è il formato che assicura la migliore qualità d’immagine e il maggiore controllo sul risultato. Scopriamo tutto quello che dobbiamo sapere per sfruttarlo al massimo.

#2 Impostazioni di scatto per il RAW

In linea di principio, non c’è differenza tra scattare in JPEG o in RAW. L’unica cosa che succede è che salviamo l’immagine in una fase precedente della conversione JPEG. In pratica, però, ci sono un paio di cose cui dobbiamo stare attenti.

Uno dei pregi del RAW è che permette di rimandare a un secondo momento alcune scelte, come il bilanciamento del bianco o lo stile immagine da applicare. Ci sono comunque dei vantaggi nell’impostarli correttamente già allo scatto. Possiamo risparmiare tempo in fase di editing e quasi certamente abituarci a ottenere risultati più precisi e costanti.

I file RAW pesano poi molto più dei JPEG. Questo aspetto ha implicazione pratiche che vanno al di là del numero di scatti che possiamo archiviare su una scheda di memoria (è il meno: possiamo sempre comprare una scheda più capiente), perché ha anche un impatto importante sulla modalità di scatto continuo.

1 – ISO

Forse può sorprendere, ma il livello ISO che scegliamo al momento dello scatto non è alterabile via software. Le macchine fotografiche, infatti, applicano l’amplificazione del segnale prima della creazione del file RAW. Questa è dunque una decisione cui dobbiamo dedicare attenzione già allo scatto. Non possiamo rimandarla alla fase di post-produzione.

2 – Esposizione

È davvero necessario esporre in modo differente i file RAW? In circostanze normali, no. Quando però vogliamo sfruttare al massimo la gamma dinamica extra del formato, per esempio per domare scene ad alto contrasto, può essere importante regolare l’esposizione in funzione della creazione del miglior “negativo digitale” possibile.

3 – Scatto continuo

I file RAW sono molto più grandi dei JPEG. La velocità di scatto continuo della nostra fotocamera non viene influenzata, ma il buffer di memoria temporanea si riempie molto più in fretta e non è possibile catturare lo stesso numero di scatti in una singola raffica. Una fotocamera media può archiviare anche più di un centinaio di JPEG in sequenza, ma fermarsi già intorno ai venti RAW.

4 – RAW + JPEG

Quasi tutte le fotocamere permettono di salvare lo stesso file nei due formati, ma perché farlo? Archiviare anche una versione JPEG ci assicura un’immagine che possiamo vedere e condividere in tempo reale e ci dà un termine di paragone per il successivo editing RAW. Inoltre, se applichiamo stili immagine, ci aiuta a visualizzarne l’effetto al volo.

5 – Spazio colore

Quando fotografiamo in JPEG, dobbiamo scegliere al momento dello scatto lo spazio colore. sRGB per la condivisione e la presentazione online, Adobe RGB per le destinazioni professionali. Cambiare profilo in seguito costringe a compromessi. In RAW, invece, possiamo scegliere senza problemi lo spazio colore in fase di editing dell’immagine.

RAW

6 – Impostazioni file

La maggior parte delle fotocamere consente di cambiare le impostazioni dei file RAW per ottenere la miglior combinazione tra dimensioni e qualità. Su molte Nikon, per esempio, possiamo scegliere tra file a 12 bit (più leggeri) o a 14 bit (migliori) e poi salvarli in forma non compressa, compressa o compressa senza perdite (loseless), con grandi differenze nelle dimensioni finali dei file.

7 – Stili immagine

Tutte le fotocamere offrono diversi stili immagini, come monocromatico o vivido, che vengono applicati “in-camera” alla creazione dei file JPEG. Il software di conversione RAW, se non quello del produttore della macchina, non li vede proprio! È comunque utile scegliere quello più appropriato allo scatto. Ci aiuta a visualizzare lo stile che vorremo adottare in seguito e capire come funziona l’immagine.

8 – RAW e bilanciamento del bianco

In formato RAW, il bilanciamento è modificabile a piacere, ma vale comunque la pena applicare quello corretto già allo scatto. Ci fa risparmiare tempo in fase di editing e, soprattutto, il predefinito della fotocamera risulta spesso più naturale di quello del software.

9 – Correzioni ottiche

Molte fotocamere offrono profili di correzione applicati però solo ai JPEG. Ci sono delle eccezioni: alcune mirrorless, infatti, incorporano i dati relativi alla correzione anche nei file RAW. In generale, tuttavia, dovremo affidarci agli strumenti del software di conversione.

 

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