31 Agosto 2021 di Redazione Redazione

In questa rubrica vi sveliamo come applicare la tecnica dell’HDR “in-camera” per estendere la gamma dinamica di una foto direttamente allo scatto.

HDR “in-camera”: introduzione

La solo idea di scattare una foto HDR crea un brivido lungo la spina dorsale di molti fotografi. D’altra parte è innegabile che immagini di tramonti troppo accesi, paesaggi saturi a livelli post-apocalittici e dettagli praticamente fluorescenti abbiano un po’ sporcato il buon nome di questa tecnica.

Applicato con buon senso, invece, l’HDR è uno strumento utile per catturare scene la cui gamma di luminosità è molto estesa. Per esempio quando scattiamo controsole o quando cerchiamo di trattenere il dettaglio di un interno e del paesaggio fuori dalla finestra.

HDR

In modalità HDR (High Dynamic Range), la fotocamera di norma realizza tre esposizioni: una “media”, una sottoesposta per catturare i dettagli nelle luci e una sovraesposta per intercettare quelli nelle zone d’ombra (vedi foto in alto)

Senza HDR, è molto probabile perdere informazioni nelle aree più scure, in quelle più luminose o in entrambe. Questo perché il sensore può registrare solo una gamma dinamica “fissa” che può essere inferiore a quella di alcune scene ad alto contrasto. Quando non riusciamo a esporre correttamente dalle luci più alte alle ombre più scure è probabile che la differenza tra i due estremi sia troppo grande.

In molti casi possiamo prendere provvedimenti per riportare la gamma dinamica di una scena ad alto contrasto entro la gamma del sensore. Per esempio, possiamo usare filtri graduati a densità neutra per scurire un cielo molto luminoso. Oppure possiamo aggiungere un lampo di flash o un’altra luce per avvicinare il valore espositivo di un interno a quello della scena esterna.

Aiuta molto anche già solo scattare in RAW, perché questo formato gestisce una gamma dinamica più ampia rispetto al JPEG e regge meglio le correzioni a luminosità e contrasto in post-produzione.

Ampliare la gamma dinamica

La fotografia HDR non punta invece a ridurre la gamma dinamica entro i confini di quella registrabile con una singola esposizione, ma la estende sfruttando multiple esposizioni. La tecnica prevede prima la cattura di una sequenza di scatti con diversi valori espositivi e poi la fusione delle immagini via software. Il risultato finale mostra dettagli visibili dalle luci alle ombre.

Molte fotocamere oggi offrono una modalità HDR dedicata, per fare tutto allo scatto. Non tutte adottano lo stesso approccio: alcune richiedono di scattare in JPEG anziché RAW, altre permettono di scegliere il RAW ma forniscono un  risultato in JPEG. Può variare anche il numero di esposizioni che una fotocamera realizza per produrre l’immagine finale in HDR e in alcuni modelli è possibile salvare separatamente anche i singoli file sorgente.

Quando è necessario ricorrere all’HDR?

Per capirlo guardiamo listogramma. L’istogramma, infatti, ci dice tutto quello che dobbiamo sapere sulla gamma di luminosità della scena e, soprattutto, se la fotocamera è in grado di registrarla per intero.

HDR

1 – La base del grafico rappresenta la gamma dinamica (i livelli di luminosità) gestibile dalla fotocamera.

2 – La gamma dinamica della scena invece è indicata dall’ampiezza del tracciato. Se la curva esce dal grafico, serve un correttivo.

3 – L’altezza del tracciato corrisponde al numero di pixel registrati in ogni livello di luminosità.

4 – Il lato sinistro corrisponde alle ombre (i toni più scuri dell’immagine).

5 – Il lato destro rappresenta le luci alte (i toni più luminosi).

6 – Se l’istogramma è schiacciato o tagliato ai lati del grafico, rischiamo di perdere dettaglio nelle luci o nelle ombre: un’immagine HDR può essere qui una soluzione.

Le forme dell’istogramma

HDR

Scene a basso contrasto – Con i soggetti standard, l’istogramma ha un picco al centro del grafico, in corrispondenza dei toni medi. Senza aree particolarmente luminose o buie, abbiamo più margine con l’esposizione e l’HDR non è necessario.

Scene ad alto contrasto – Quando i valori di luci alte e ombre sono troppo distanti, l’istogramma risulta tagliato su uno o entrambi i lati. Le zone più scure scivolano nel nero e quelle più chiare risultano completamente bianche.

 

Leggi qui come realizzare un HDR in bianco e nero

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