5 Gennaio 2021 di Redazione Redazione

Questi superzoom rispondono alla necessità di coprire tutte le focali, da grandangolare a tele, con un solo obiettivo. Sono ideali se ci dedichiamo a un tipo di fotografia non specialistica  (chiamiamola “casuale”) e nelle occasioni in cui portare con noi un’intera collezione di ottiche per essere sicuri di soddisfare ogni esigenza può essere troppo gravoso. Il principale vantaggio dei superzoom è che offrono la possibilità di reagire istantaneamente a opportunità fotografiche molto diverse. Un esempio: stiamo immortalando un paesaggio, quando in scena – in lontananza – appare un cerbiatto. Con un superzoom basta ruotare una ghiera per passare alla modalità tele e aggiustare al volo l’inquadratura. Senza superzoom, il tempo perso per cambiare obiettivo ci farebbe probabilmente mancare l’occasione! Non da ultimo, ridurre il numero di volte in cui si smonta e rimonta l’ottica limita il rischio che la polvere entri nella macchina e “sporchi” il sensore.

Abbiamo messo a confronto tre modelli.

Canon EF-S 18-135mm f/3.5-5.6 IS USM

L’edizione USM è stata lanciata nel 2016, a quattro anni dall’uscita del 18-135 mm IS STM. Il sistema autofocus non è basato sull’abituale meccanismo con motore ad anello o ultrasonico. La precedente versione era la prima a montare un motore passo passo; questa è stata invece la prima con tecnologia Nano USM, utilizzata poi in molti altri obiettivi CanonPuntando a coniugare il meglio di due mondi, il sistema Nano USM assicura ottima velocità in fotografia e tracking AF fluido e silenzioso nel video. Si basa su un corpo metallico “elastico” e un elemento di tensione in ceramica. Direzione e velocità del movimento ottico sono controllate in modo lineare, senza interruzioni o stacchi. Si presta molto bene alla cattura video, soprattutto con le fotocamere dotate di Dual Pixel AF. Per un controllo ancora più fluido dello zoom, è disponibile l’adattatore Power Zoom Canon PZ-E1, al costo di 160 €.

Prestazioni

Il percorso ottico è praticamente identico a quello della precedente edizione. Non c’è dunque una reale differenza in qualità di immagine. Il nuovo sistema AF mantiene le promesse ed è più fluido per il tracking video e più veloce per la fotografia. Anche la stabilizzazione copre mezzo stop più di quella dell’edizione precedente.

Sigma 18-300mm f/3.5-6.3 DC Macro OS HSM | C

Rispetto al Sigma 18-200mm f/3.5-6.3, questo modello è più lungo di appena 16 mm alla focale minima, ma ha un’escursione ben più estesa: alla massima estensione arriva a 300 mm anziché 200 mm. Su corpo macchina APS-C è già territorio super-tele, con una lunghezza equivalente a 480 mm su full-frame. La struttura è in Sigma TSC (Thermally Stable Composite), resistente alle fluttuazioni volumetriche causate dai cambi di temperatura. Come altri modelli Global Vision, anche questo è compatibile con il Dock USB opzionale di Sigma per l’applicazione di personalizzazioni, correzioni e aggiornamenti firmware. Il percorso ottico, di alta qualità, vede l’inclusione di quattro elementi FLD (Fluorite Low Dispersion) e uno SLD. Il sistema AF è lo stesso del Sigma 18-200mm, con motore ultrasonico, e ha quindi lo stesso piccolo problema dell’anello che ruota durante la messa a fuoco automatica.

Prestazioni

Come è tipico dei sistemi AF con motore ultrasonico, anche questo non è particolarmente veloce, produce un rumore percepibile e manca di correzione manuale della messa a fuoco. La stabilizzazione ha un’efficacia pari a 4 stop ed è completa di rilevamento automatico del panning.

 

Tamron 18-400mm f/3.5-6.3 Di II VC HLD

L’ultimo arrivato della scuderia di superzoom Tamron si allunga in direzione tele. Con una massima focale di 400 mm, pari a 640 mm effettivi, è il più lungo superzoom del mondo. Non è un’impresa da poco! Il percorso ottico include due elementi asferici, uno ibrido asferico e tre a bassa dispersione. L’autofocus è basato su motore HLD (High/Low torque-modulated Drive), veloce e silenzioso. La qualità strutturale è buona e completa di diverse protezioni contro polvere e umidità, compresa una guarnizione sull’attacco in metallo. La maneggevolezza è in generale buona, ma l’anello dello zoom è un po’ rigido e manca della necessaria fluidità.

Prestazioni

Questo Tamron è nitido più o meno quanto il Tamron 16-300 mm e il Tamron 18-300 mm alla loro massima lunghezza focale – nonostante la sua sia superiore. La nitidezza centrale è buona anche alla focale più corta, sui 18 mm, mentre è mediocre nella gamma centrale dello zoom. Anche la nitidezza agli angoli non è eccezionaleLe distorsioni sono ben controllate, malgrado l’enorme gamma zoom, ma le aberrazioni cromatiche sono pronunciate alle focali più lunghe.

 

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