fotografia europea
Noémie Goudal, In Search of the First Line III, 2014, Courtesy of the artist

Fotografia Europea: la parola a Tim Clark

Dal 21 maggio al 4 luglio, Reggio Emilia ospita la 16esima edizione di Fotografia Europea. Un’edizione dedicata alla fantasia e ai sognatori. A tutti coloro che sono pronti a lasciarsi alle spalle i momenti difficili per tornare a guardare al futuro. Tornare a sognare.

Ricchissimo il programma con numerose mostre, all’aperto e nei luoghi più importanti della città. Rimandiamo a questo articolo per una panoramica di questa edizione del festival.

Ad affiancare Walter Guadagnini alla direzione artistica sono quest’anno Diane Dufour e Tim Clark. Dopo aver lasciato la parola a Diane Dufour, oggi è Tim Clark ad approfondire alcune delle esposizioni in programma.

Fotografia Europea e l’immaginazione

Tra gli artisti in mostra ai Chiostri di San Pietro Noémie Goudal, con le serie fotografiche Telluris, Soulèvement e Démantèlement. «Noémie Goudal si concentra sulla differenza tra geografie reali e geografie teoriche», racconta Tim Clark. «Le sue fotografie ritraggono in maniera molto onesta e naturale un evento che è avvenuto di fronte alla fotocamera. Allo stesso tempo, però, dichiarano apertamente che si tratta di un artifizio, lasciando così lo spettatore in una specie di sospensione».

Si genera allora una sorta di tensione, di contraddizione. «Nello stesso lavoro coesistono diverse realtà così come vengono messe in gioco diverse percezioni di chi osserva. Con il team di Fotografia Europea abbiamo lavorato alla realizzazione di una sorta di struttura di legno, di scheletro, che non solo contiene questi lavori ma sottolinea anche il lato artigianale. È un’unione tra forma e significato, contenuto e contesto».

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Halfstory #1543, 2017 © Raymond Meeks, Courtesy Casemore Kirkeby

È la volta di Raymond Meeks, autore che affronta temi come la memoria e i luoghi. Così come il tema del paesaggio che in qualche modo plasma l’individuo. «Ai Chiostri esporremo Halfstory Halflife, caratterizzato da una fotografia estremamente piacevole ma a volte difficile da cogliere».

Le immagini ritraggono giovani intrepidi colti nell’atto di tuffarsi in una cascata non lontana da New York. «È un po’ come se fossero sull’orlo. I loro corpi vengono immortalati a mezz’aria, in questa via di mezzo che riprende anche il concetto di una sessualità ancora in erba e di un futuro estremamente pieno di incertezze».

I mondi distopici di Soham Gupta

Tra i lavori esposti open air c’è quello di Soham Gupta, Eden. Lo si potrà ammirare in Piazza Vittoria. Spiega Tim Clark: «Parla di una città fantasma fittizia che viene inghiottita dalla natura. Evocando una sensazione simile a quella che era stata ben descritta da Gabriel García Márquez in Cent’anni di solitudine».

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Eden, 2018/in corso © Soham Gupta

«Con il suo lavoro, Gupta intende anche creare dei mondi distopici, immaginari, che vengono costruiti con frammenti di realtà. C’è inoltre una narrazione spirituale che ricorda il passato molto travagliato dell’India. E allo stesso tempo una visione del futuro secondo cui come esseri umani stiamo lentamente e irresponsabilmente andando verso la nostra estinzione, con la natura che va a riassorbire ciò che prima era nostro. Eden allude quindi anche all’idea di impermanenza che secondo me è l’unica verità che c’è su questa Terra».

Jeff Mermelstein e la condizione umana

Tim Clark approfondisce infine #nyc, lavoro di Jeff Mermelstein che sarà esposto al Parco del Popolo. Un progetto a cui l’artista sta lavorando da molti anni e che ha preso il via con un’immagine realizzata con il suo smartphone. «Jeff si è avvicinato a una donna che stava scrivendo un messaggio sul suo telefono. Ha fotografato lo schermo e la mano ma anche quello che stava scrivendo». Frammenti di letteratura li definisce il fotografo. Short stories che sono l’esempio della attuale condizione umana.

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#nyc, 2017-2020 © Jeff Mermelstein

«Queste immagini costituiscono una serie poetica che richiama la digitalizzazione estrema che c’è nel nostro modo di comunicare. Che, però, è anche estremamente libero».

Come visitare Fotografia Europea

Le regole imposta dall’emergenza sanitaria sono in continua evoluzione. Consigliamo, dunque, di visitare il sito di Fotografia Europea. Qui si possono trovare tutte le informazioni aggiornate relative a orari di apertura, necessità di prenotazione degli ingressi, costi dei biglietti, eventi in programma.


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