Mostre nel mondo: i nuovi nomi della fotografia al femminile

I nuovi nomi della fotografia al femminile

Vi consigliamo due mostre assolutamente da non perdere

Sara Cwynar: Image Model Muse.
«Il lavoro di Sara Cwynar è all’avanguardia di una giovane generazione di fotografi concettuali che, nell’era digitale, esplorano il rapporto tra la realtà fisica e la sua riproduzione». Con queste parole il curatore Gabriel Ritter presenta al pubblico la nuova mostra della fotografa canadese al Minneapolis Institute of Art, inaugurata lo scorso 14 settembre. Sin dai suoi primi lavori,  il campo di indagine della ricerca artistica della Cwynar è l’esplorazione di temi come il colore e il design, cercando di comprendere in quale modo questi hanno operato in contesti come quello sociale, politico e storico, e in particolar modo nella concettualizzazione della bellezza. «Il suo lavoro – prosegue Ritter – mette in discussione la permanenza degli oggetti in una cultura popolare che, come la nostra, rende sempre più breve la durata di vita delle immagini. L’ossessiva materialità delle sue fotografie richiama l’attenzione sulla loro decostruzione, servendosene non solo come un formidabile dispositivo formale, ma come una metafora di come la bellezza e il desiderio siano costruiti fini a se stessi». La mostra dal titolo, Sara Cwynar: Image Model Muse , offre al pubblico un’ampia carrellata dei lavori dell’artista tra i quali i suoi recenti video Soft Film  (2016), Rose Gold  (2017) e Cover Girl  (2018), oltre a una selezione di undici fotografie provenienti dalla sua ultima serie, tuttora in corso d’opera, dal titolo Tracy.

MINNEAPOLIS INSTITUTE OF ART
2400 Third Avenue South,
Minneapolis MN 55404
Web: www.artsmia.org

Muse: Mickalene Thomas Photographs

L’ operazione artistica di Mickalene Thomas si incentra su due azioni ben distinte: decostruzione e riappropriazione. La fotografa rielabora “immagini rubate”, che lei stessa seleziona da altre fonti, mixandole con fotografie di sua produzione così da ottenere un’inedita rappresentazione contemporanea dell’idea di bellezza e ispirazione. Nelle sue opere convivono e rivivono contemporaneamente le immagini delle muse della cultura afroamericana degli anni Settanta come la top model Beverly Johnson e l’attrice Vonetta McGee, le odalische del pittore francese del XIV secolo Édouard Manet, i ritratti in studio di James Van Der Zee e le fotografie dell’indimenticato maestro maliano Malick Sidibé, solo per citarne alcuni. Dallo scorso 20 ottobre, al Dayton Art Institute, la mostra Muse: Mickalene Thomas Photographs , realizzata in collaborazione con la Aperture Foundation di New York, svela al pubblico le varie fonti culturali e private dalle quali la fotografa-artista statunitense trae ispirazione per creare le sui originali produzioni che l’hanno resa celebre in tutto il mondo.

THE DAYTON ART INSTITUTE
456 Belmonte Park North, Dayton
Ohio 45405
Web: www.daytonart.org

 

Immagine in evidenza

© Mickalene Thomas, La leçon d’amour, 2008. Courtesy the artist; Lehmann Maupin, New York and Hong Kong; and Artists Rights Society, New York