Fotografia Europea
Camere che sognarono Camera di Thomas Demand e Martin Boyce – foto di Melissa Iannace

Thomas Demand e Martin Boyce a Fotografia Europea

Fotografia Europea ospita il progetto inedito di Thomas Demand e Martin Boyce Camere che sognarono Camere. Fino al 4 luglio, a Palazzo Da Mosto a Reggio Emilia si potrà ammirare il lavoro dei due artisti, un’indagine sulla realtà che unisce fotografia, scultura e installazioni.

Thomas Demand e Martin Boyce a Fotografia Europea

Il progetto è curato da Sabine Vollmann-Schipper e Laura Gasparini. Ed è stato realizzato dai due artisti per la Collezione d’arte contemporanea Girefin, che quest’anno per la prima volta partecipa nel Circuito On di Fotografia Europea.

Fotografia Europea
Camere che sognarono Camera di Thomas Demand e Martin Boyce

Il percorso espositivo si apre con la fotografia, inedita e realizzata a quattro mani dagli artisti, che raffigura una porta. E si sviluppa, poi, su pannelli appositamente ideati dall’artista tedesco come i tendaggi di un sipario teatrale. Su questi, a creare una vera e propria installazione, sono esposte le immagini di grande formato di Thomas Demand, che fotografano modelli di carta tridimensionali da lui costruiti in un dialogo visivo con le opere di Martin Boyce.

Due visioni della fotografia

«Le cose entrano nel mondo attraverso la fotografia», afferma Thomas Demand. «E questo influisce notevolmente sulle modalità di comunicazione, di analisi e quindi di comprensione di ciò che ci circonda».

Demand realizza modelli tridimensionali in carta o cartone che riproducono, a grandezza naturale, frammenti di realtà che, in seguito, registra fotograficamente per poi distruggere le sculture. In questa mostra, il suo approccio alla fotografia è ben testimoniato dalle opere Heldenorgel (2009), raffigurante il memoriale delle vittime della Prima guerra mondiale in Austria, e Klause (2006), che raffigura un sito indicato dalla stampa come luogo di un crimine che in realtà non è accaduto.

Le sculture, le fotografie e le installazioni di Martin Boyce indagano, invece, le relazioni tra arte, architettura, natura e design. Il suo sguardo si rivolge anche ai paesaggi post-urbani nel tentativo di ricalibrare la nostra comprensione di quei luoghi. Tra le immagini in mostra Spook School (2016), che raffigura i resti di un edificio incendiato, la famosa Glasgow School of Art di Charles Rennie Mackintosh, che lo stesso Boyce ha frequentato. Boyce collega quella esperienza, in modo toccante, con quella a Palazzo da Mosto, che fu anch’esso in passato un laboratorio di importanti innovazioni pedagogiche.

Scopri a questo link le mostre di Fotografia Europea 2021


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