Untitled, 2019 © Giovanni Battista Righetti
Untitled, 2019 © Giovanni Battista Righetti «Come vedo il dopo? Penso sarà difficile all’inizio, ma se, guardando all’orizzonte, saremo uniti e coesi, riusciremo a costruire un diverso, nuovo e migliore futuro. So che ce la faremo».

Visioni d’autore del mondo che verrà

IL“, mensile del Sole 24 Ore, in collaborazione con MUDEC PHOTO, lancia oggi “Il mondo che verrà: 50 fotografi internazionali interpretano il dopo“, una mostra nativa digitale che, per tre mesi, sarà visitabile sui canali Facebook e Instagram del Museo e sul sito ilsole24ore.com/mostradigitaleil

 Il progetto 

Un’antologia di visioni personali: 50 fotografi internazionali, 50 visioni del futuro imminente per rappresentare con audacia e attesa il “dopo”, ossia cosa sarà il mondo, come cambierà e come si tornerà a vivere dopo l’esperienza della pandemia. Tutto questo raccolto in una mostra fotografica sì, ma rigorosamente digitale!

Shalom, Gerusalemme 2011 © Lea Anouchinsky
Shalom, Gerusalemme 2011 © Lea Anouchinsky_«In viaggio, alla ricerca delle mie radici e della storia del mio cognome, ero nella Città Vecchia brulicante di bambini, custodi di accessi preclusi allo sguardo poco attento dei turisti. Il protagonista della foto mi ha sorriso, mi ha invitato a seguirlo. E per soli 2 shekel (50 centesimi) mi ha raccontato la sua libertà: un salto, a cielo aperto, sui tetti del mondo».

È questo il progetto promosso da “IL“, mensile del Sole 24 Ore, che in collaborazione con Mudec Photo, lo spazio espositivo dedicato alla fotografia e alle arti performative fotografiche del Museo delle Culture di Milano, ha coinvolto 50 fotografi internazionali tra vincitori del World Press Photo, grandi interpreti della moda e artisti dello still life, chiedendo a ognuno di loro di dare una personale rappresentazione del ‘dopo’, un’immagine del futuro imminente visto con gli occhi e l’obiettivo della loro macchina fotografica, un personalissimo punto di vista che possa raccontare al pubblico attraverso uno scatto il pensiero di questi artisti sul futuro, insieme a un proprio autoritratto al lavoro. Hanno risposto all’appello fotografi come Giovanni Gastel, Rankin, Christopher Morris, Ron Haviv e anche un inedito Paolo Nespoli, ciascuno con il suo punto di vista e la sua rappresentazione assolutamente personale.
La mostra rappresenta l’evento speciale a cui ha dato vita il numero del mensile Il di maggio, in edicola da giovedì 30 aprile con Il Sole 24 Ore, che ha coinvolto 16 scrittori, filosofi, fisici, ingegneri, demografi per provare a immaginare in esclusiva per quello che ci aspetta “dopo”. Accanto a loro, le visioni e pre-visioni dei 50 fotografi. Un progetto ampio, internazionale, che da questa settimana diventerà una mostra digitale curata dal magazine e realizzata con Mudec Photo.

© Diego Mayon
© Diego Mayon. L’interno di un’opera dell’artista Erwin Wurn “Just about virtues and vices in general”, esposta alla Biennale di Venezia 2017 «Questa foto rispecchia la condivisa situazione attuale di timida osservazione di quello che succede e di chi ci aspetterà fuori dalle nostre abitazioni».

Una personalissima visione

Il mondo che verrà è un salto verso l’alto, a braccia libere, in pieno cielo. Così lo racconta, con il suo obiettivo, Giovanni Gastel. Per Rankin è invece una mano avvolta in un guanto sterile, che però non rinuncia a due grandi anelli colorati, audaci, sardonici, e in una sola immagine concentra la paura e la bellezza. Tra gli scatti in mostra anche una foto inedita che l’astronauta Paolo Nespoli ha voluto regalare a IL. Si vede il profilo della Terra dall’alto, ripreso dalla Stazione Spaziale Internazionale e in un solo scatto sono contenuti l’alba e il tramonto. Il ciclo di un giorno e del tempo che ricomincia. «Ho scelto questa foto perché è tutto in un istante», spiega Nespoli. «All’orizzonte c’è luce, ci aspetta un nuovo domani».

Il 51° scatto

Da oggi, venerdì 15 maggio, tutte le fotografie verranno esposte in una mostra digitale, visitabile online cliccando su ilsole24ore.com/mostradigitaleil, e sui canali Facebook e Instagram del museo, dove sarà disponibile al pubblico del web per tre mesi.Inoltre, anche il pubblico sarà protagonista e potrà raccontare la propria visione del domani sui canali social del MUDEC e di IL. Tutti potranno mandare la loro previsione del ‘mondo che verrà’ con una foto e un pensiero che andranno a confluire in una gallery, un wall virtuale che diventerà virtualmente il 51esimo scatto, quello della comunità web.


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