Quarantanove scatti di Ferdinando Scianna dedicati alla bellezza sono esposti fino al 9 gennaio a Spilimbergo.

16 Novembre 2021 di Elisabetta Agrati Elisabetta Agrati

Quarantanove scatti di Ferdinando Scianna sono esposti fino al 9 gennaio 2022 a Palazzo Tadea a Spilimbergo (PN). La mostra, intitolata Quale bellezza?, si inserisce nell’ambito della 35esima edizione del Festival Friuli Venezia Giulia Fotografia organizzato dal CRAF (Centro Ricerca e Archiviazione della Fotografia).

Tema di questa edizione della rassegna, infatti, è proprio #Bellezza. Un filo conduttore che, secondo il presidente del CRAF Enrico Sarcinelli, si ritrova anche negli scatti del fotografo siciliano. «La fotografia di Ferdinando Scianna è un’offerta di pace in tempo di guerra, l’inno all’autenticità che trascina il nostro sguardo fino all’anima, lì dove la bellezza non muore mai».

Ferdinando Scianna e la bellezza

Spiega il fotografo: «Quando gli amici di Spilimbergo mi hanno proposto una mostra sulla bellezza, sono rimasto piuttosto sconcertato.  La mia prima reazione è stata: ma che cosa diavolo è questa bellezza? E però l’idea mi si è subito insinuata dentro».

«Certamente una delle ragioni deriva dalla relazione speciale che ho con Spilimbergo. Sono passati molti anni, ma non ho mai dimenticato che proprio a Spilimbergo ho costruito, nel 1989, Le forme del caos, la mia prima grande mostra antologica e relativo, importante catalogo. Un avvenimento-svolta, per molti versi, nella mia storia di fotografo. Non ho mai dimenticato l’affetto e la generosità con cui sono stato accolto».

«Tuttavia, rimaneva il problema. Ho scritto e ripetuto molte volte che credo non ci sia nulla di più inutile di una “bella fotografia”. Le fotografie, ho sempre creduto e credo, sono racconto e memoria, devono essere buone fotografie. Quindi, non certo una mostra di “belle fotografie”. Ma l’originalità di un fotografo, in definitiva, consiste nella peculiarità formale, oltre che narrativa. Se le fotografie ce l’hanno, gli altri le ricevono anche come belle oltre che giuste. Che cosa vuol dire? C’è forse qualcuno che pretenda di avere una definizione autentica di che cosa sia la bellezza?»

Ferdinando Scianna
Spagna, 1991 © Ferdinando Scianna

«L’idea di bellezza è sempre soggettiva, è radicata nella lingua, nella tradizione, nel gusto di ciascuno, è costruita attraverso il sentimento di una collettività. È mobile e cambia con il tempo. Ma forse esiste, se ognuno di noi ha o crede di avere una sua idea di bellezza. In Sicilia, persino di una pietanza si dice: è bella la pasta col sugo, la pasta con le sarde. Quelle che preparava tua madre, quelle che disegnavano e costruivano la tua identità».

«Insomma, ho deciso di provarci. Ho fatto un viaggio nel mio archivio tirando fuori fotografie che mi sembrava avessero avuto come molla per spingermi a farle anche un mio sentimento della bellezza. Sono saltate fuori immagini dei più svariati argomenti, di persone, di cose, di animali, di oggetti d’arte, di natura, di bambini, di paesaggi, nei quali la bellezza del mondo, delle cose, delle esperienze, esprimeva anche la mia maniera di vederle, forse anche una mia idea di bellezza. Una serie di immagini che ribadiva la domanda: ma cosa diavolo è questa bellezza?»

La mostra

Il percorso espositivo riunisce, dunque, quarantanove immagini di Ferdinando Scianna. Tra queste, alcuni scatti iconici tratti dal suo archivio ma anche inediti. La mostra è realizzata in collaborazione con Contrasto, che firma anche il catalogo, e con la consulenza di Alessandra Mauro.

Orari: mercoledì, giovedì e venerdì 15-19. Sabato e domenica 10.30-12.30 / 15-19. Obbligatori la prenotazione e il green pass.

www.craf-fvg.it

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