21 Luglio 2019 di Vanessa Avatar

Nella immagini di Letizia Battaglia tutta la crudeltà della mafia.
Rosaria Costa la conoscevano in pochi fino a quando non rimase vedova. Il marito, Vito Schifani, fu ucciso nell’attentato di Capaci in cui persero la vita anche Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e quattro uomini della scorta. Poteva restare una delle troppe vedove piangenti e silenziose, ma non fu così. Rosaria Costa, nella chiesa di San Domenico a Palermo, gremita per le esequie alle vittime, pronunciò dal pulpito parole indimenticabili, esortando i mafiosi al pentimento cristiano. Letizia Battaglia, fotografa di cronaca negli anni spietati della guerra di mafia, sceglie di ritrarre Rosaria Costa con un nettissimo bianco e nero, come figura che esce dall’ombra a rivendicare la volontà di una società onesta, a chiedere la fine della violenza in cui la Sicilia era precipitata, dove i bambini crescevano in guerra e le donne troppe volte vestivano di nero.

Il dolore nelle fotografie di Letizia Battaglia: in mostra al Festival Pazza Idea

Le fotografie di Letizia Battaglia sono cruente e rappresentano il dolore, dolore che come dichiara l’artista “sono entrati dentro di me”.
La fotografa ha immortalato, con immagini in bianco e nero, le vittime dei più efferati assassinii della mafia. A queste cruenti immagini fanno da contrappeso sguardi di fanciulli persi nel vuoto, straniti, e immagini di donne, perché la fotografa è stanca di essere definita come la “fotografa della mafia, i miei soggetti preferiti restano le donne”.
Immagine in evidenza Letizia Battaglia Rosaria Schifani Palermo 1992

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  • Letizia Battaglia – la storia di Palermo in un rullino - Costa Smeralda Portal

    […] delle foto più rappresentative è senza dubbio il ritratto del lutto di Rosaria Costa, la consorte di Vito Schifani , uno degli uomini della scorta che ha perso la vita insieme al […]

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