Luce ed esposizione: come gestire queste due sorelle?

Dite che è banale ricordare che il termine fotografia (dal greco fotos , luce e grafein , scrivere) significa “scrivere con la luce”? Sicuramente sì. Ma se si vuole padroneggiare davvero uno degli aspetti essenziali della tecnica di ripresa, questo significato non bisogna dimenticarlo mai. Così, visto che il compito del fotografo è quello di utilizzare la luce per creare un’immagine, eccoci arrivati dritti alla necessità di conoscere tutti i segreti dell’esposizione.

In un ritratto l’esposizione la fa da padrona

Iniziamo con il dire subito che in un ritratto l’esposizione la fa da padrona: bastano i toni e le luci sbagliate per dipingere sul viso più bello un’espressione sgradevole. E aggiungiamo anche che le moderne fotocamere sono così sofisticate da misurare sempre la luce giusta. Tanto che la vecchia polemica secondo cui è meglio escludere ogni automatismo per selezionare manualmente tempi e diaframmi è ormai venuta a cadere del tutto. È ormai chiaro che la regolazione manuale, che in fin dei conti si basa comunque sulle indicazioni dell’esposimetro della macchina fotografica, rappresenta solo una perdita di tempo e di impegno. Senza dimenticare che la creatività può essere affidata alla funzione EC Exposure Compensation, compensazione dell’esposizione) presente ormai in moltissimi apparecchi. Basta ruotare il comando EC per ottenere foto più o meno luminose, di solito in un range che va da -3 a +3 valori di diaframma. Con un poco di pratica nella scelta dei soggetti, a questo punto, per fare foto veramente belle e creative, dalle immagini volutamente sovraesposte ( high key) a quelle che fanno dei toni scuri il loro punto di forza ( low key).

Non dimentichiamo che l’impiego della regolazione EC permette, comunque, moltissime cose, dallo schiarire i particolari in ombra (ruotando il selettore verso il segno +) al creare, all’opposto (segno -), impeccabili silhouette controluce. Basta una semplice “pennellata” del flash abbinato alla fotocamera, ad esempio, per creare atmosfere piene di fascino di notte e terribilmente dinamiche e vive di giorno. I ritrattisti più esperti, del resto, difficilmente rinunciano alla tecnica del “flash di riempimento” quando realizzano le loro immagini. Non è una tecnica difficile, basta ”forzare” l’intervento del flash agendo sull’apposito comando, di norma contrassegnato con un piccolo fulmine. Il flash scatterà anche se il sensore che lo governa gli dice che la luce sarebbe sufficiente.


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