Fino al 6 novembre ad Armani/Silos la mostra “Magnum Photos – Colors, Places, Faces” propone un emozionante viaggio intorno al mondo.

22 Giugno 2022 di Elisabetta Agrati Elisabetta Agrati

Fino al 6 novembre 2022 Armani/Silos a Milano ospita la mostra Magnum Photos – Colors, Places, Faces. Curata da Giorgio Armani, l’esposizione vuole essere un “racconto composito e multiforme” attraverso lo sguardo di dieci fotografi della prestigiosa agenzia fondata settantacinque anni fa da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, “Chim” Seymour e George Rodger.

Magnum Photos

Commenta Giorgio Armani: «La fotografia mi appassiona da sempre perché l’emozione che suscita è strettamente legata alla sorpresa nell’osservare la realtà da un punto di vista inaspettato. In particolare, ammiro il lavoro dei fotografi Magnum, che ho iniziato a conoscere nel momento in cui io stesso iniziavo a vedere il mondo con occhi nuovi».

«Colors, Places, Faces ci accompagna in un viaggio a colori attraverso mondi e culture vicini e lontani, trasfigurati da ciascuno degli artisti, attraverso una visione personale. È l’attenzione alla realtà ciò che mi affascina delle loro fotografie, mai semplici reportage e tutte così diverse tra loro».

La mostra di Magnum Photos a Milano

Dieci, quindi, i fotografi di Magnum Photos – ancora attivi o scomparsi – in mostra ad Armani/Silos. Ciascuno con il proprio peculiare sguardo ma tutti uniti dal desiderio di esplorare la realtà per restituirne colori, luoghi, persone, emozioni.

Lungo il percorso espositivo si possono così ammirare le immagini di Christopher Anderson, che raccontano la Cina attraverso i volti. O quelle di Olivia Arthur che ritraggono Dubai attraverso lo sguardo di un naufrago tornato dopo cinquant’anni in una città che da villaggio è divenuta megalopoli.

Magnum Photos

Ci sono poi il Marocco di Bruno Barbey, Paese che si è sottratto alla modernità, e la New York di Werner Bischof, ritratta a colori attraverso scatti che ne immortalano il dinamismo. Tokyo e Venezia fotografate da Gueorgui Pinkhassov attraverso scatti rubati e angolazioni impreviste e l’Iran dipinto nella sua quotidianità da Newsha Tavakolian. Fino all’America Latina e i Caraibi a tinte sature di Alex Webb.

Ancora, le architetture intese come spazi socio-politici di René Burri e i litorali visti come luoghi di confine tra terra e acqua di Harry Gruyaert. Fino allo sguardo pungente di Martin Parr.

Info

Con questa mostra Giorgio Armani sostiene i progetti di Save the Children, organizzazione internazionale che da oltre cento anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, dedicandosi al contrasto della povertà educativa e dell’abbandono scolastico.

La mostra è allestita presso Armani/Silos in Via Bergognone 40 a Milano.

www.armanisilos.com

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