Mare Magnum Nostrum, fino al 31 dicembre al Museo Nazionale di Ravenna, racconta in immagini il Mediterraneo e le sue storie.

30 Ottobre 2021 di Redazione Redazione

Fino al 31 dicembre il Museo Nazionale di Ravenna ospita Mare Magnum Nostrum, esito del progetto di Gea Casolaro dedicato al Mediterraneo e alle sue storie.

Mare Magnum Nostrum: un mosaico di storie

L’installazione allestita al Museo Nazionale di Ravenna riunisce una selezione di fotografie, scelte da Gea Casolaro tra le molte pervenute mediante il sito web www.maremagnumnostrum.art.

L’opera Mare Magnum Nostrum è stata realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, grazie all’apporto delle studentesse Manuela Flamigni, Rebecca Fusconi, Lois Galera e Yuyu Zaho, autrici del wall drawing che rappresenta il Mediterraneo.

Mare Magnum Nostrum
© Maurizio Minerva, no photos please, Scoglio del campo, Gallipoli, 1958

Il risultato è un mosaico di storie e di punti di vista collettivi differenti per leggere la storia del Mediterraneo dal Novecento a oggi. Con l’intento di stimolare la riflessione su alcune questioni centrali del nostro tempo, come l’ecologia, l’immigrazione e l’incontro tra i popoli. Ma anche, in maniera più ludica, per indagare, in senso quasi antropologico, cosa significa la parola “Mediterraneo” nel nostro immaginario.

Il Mediterraneo e Ravenna

Fortissimo, da sempre, il legame tra la città e il mare nostrum.

Afferma Emanuela Fiori, direttrice del Museo Nazionale di Ravenna: «Il mare, fin dai tempi antichi, è stato per questa area geografica portatore di vita, della prosperità scaturita dai commerci, della multietnicità. Non a caso il porto di Ravenna, Classis, era il secondo porto dell’importante flotta di Augusto, quello destinato a coprire il Mediterraneo orientale. Ravenna era la vera Porta d’Oriente per il nostro Paese proprio grazie al suo mare».

«Per questa città, l’acqua ha da sempre rivestito un particolare ruolo. Ha voluto dire la vita, ma anche la morte. Ha significato industrializzazione e violenza sul paesaggio, ma anche la grande fatica di domare una natura infelice. E quindi trarre da questo atto nuove e ulteriori possibilità di vita».

Mare Magnum Nostrum
Loretta De Marco, Dimitrios, la nave spiaggiata, Spiaggia Valtaki, Gythio, 2017

Spiega l’artista: «Il mio progetto, con l’idea dell’archivio collettivo, vuole parlare di quanto siamo parte di un grande mare magnum esistenziale, la cui varietà ci arricchisce e ci plasma. Il mare è l’elemento di fluidità per eccellenza, da cui tutte le specie sono nate, e il suo costante andirivieni di onde rende vive le acque, evitando che diventino stagnanti».

«Ecco, secondo me i flussi delle persone che si spostano sono come le onde che impediscono all’acqua, ovvero alle società, di ristagnare».

Gea Casolaro

È un’artista visiva, vive e lavora tra Roma e Parigi. Da sempre attenta al rapporto tra storia e contemporaneità, utilizza spesso la fotografia come strumento di analisi e di racconto.

Ha all’attivo mostre personali e collettive in musei nazionali e internazionali, tra cui: Mart, Rovereto; Macro, Roma; CNA – Centre National de l’Audiovisuel, Dudelange, Lussemburgo; MAXXI, Roma; Triennale, Milano; PAN | Palazzo delle Arti, Napoli; Moca – Museum of Contemporary Art, Shanghai; Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato; Kunsthalle Marcel Duchamp – The Forestay Museum Of Art, Cully; Festival Images, Vevey.

Mare Magnum Nostrum: info

Il progetto, a cura di Leonardo Regano e promosso dalla Direzione Regionale Musei dell’Emilia-Romagna – Museo Nazionale di Ravenna in collaborazione con Hulu – Split e qwatz, contemporary art platform, è realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (VIII edizione, 2020), programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiC – Ministero della Cultura.

Lascia un commento